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Economia
Generali, la zampata del Leone nell'Est Ue. Ma il "dossier Russia non esiste"

I grandi azionisti delle Generali benedicono l’operazione Polonia e il Leone fa un’offerta per gli asset messi in vendita dalla britannica Aviva nel Paese. Un’operazione che rientra nella strategia disegnata da Philippe Donnet che punta al rafforzamento europeo con un occhio di riguardo all’Europa dell’Est che negli anni, a partira dal grande deal Ppf con il finanziere Peter Kellner, ha dato parecchie soddisfazioni in termini di performance e soprattutto continua a presentare importanti potenzialità dal punto di vista della penetrazione.

banca generali
 

Sul piatto ci sono circa 600 milioni di premi che fanno di Aviva Polonia il settimo assicuratore vita nel Paese, una delle più grandi reti di agenti a Varsavia, due importanti partnership di bancassicurazione con il colosso bancario Santander e ING e un’alta redditività che equivale a circa 100-150 milioni di profitti l’anno. Utili che il closing, qualora Generali uscisse vincitrice dalla gara, porterebbe immediatamente in dote al consolidato del Leone. Numeri che, anche se il gruppo non commenta, hanno spinto Donnet a mettere la Polonia in cima alla lista dei mercati interessati (“mercato chiave”, lo ha definito il group Ceo ancora in occasione dell'ultima call) e che a quanto risulta ad Affaritaliani.it ha riscontrato il placet anche dei soci forti Caltagirone, Del Vecchio e Mediobanca che siedono nel comitato investimenti della compagnia. 

Il disco verde sarebbe arrivato nell’ultima riunione del comitato in vista della scadenza odierna del termine per la presentazione delle offerte. Secondo quanto scrive il sito del Sole 24 Ore, a differenza delle aspettative delle scorse settimane per un valore complessivo dell’operazione intorno al miliardo di euro, il costo dell’operazione è superiore ai due miliardi di euro. Aviva, spiega il quotidiano della Confindustria, ha indicato prima della raccolta delle offerte una valutazione attorno ai due miliardi, ma a questa somma vanno aggiunti i contribuiti di due accordi di bancassurance nell'area, uno dei quali con il Santander che sarebbe tuttavia in fase di rinnovo. 

Sul dossier, la compagnia triestina dovrà vedersela con il big europeo delle polizze Allianz, che con la francese Cnp è già riuscito a mettere le mani sugli asset italiani di Aviva (la strategia dell’assicurazione britannica prevede l'uscita da mercati considerati non più strategici, fra cui anche la Francia già assegnata per 3,2 miliardi ad Aema Groupe) e la compagnia olandese Nationale-Nederlanden.

(Segue: il dossier Russia)

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