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Economia
Portafoglio/ Credere nell'euro, puntare su Milano


Nel terzo incontro di Economia sotto l’Ombrellone svoltosi a Lignano Sabbiadoro (Ud) gli specialisti del risparmio hanno parlato delle opportunità dei mercati internazionali e suggerito alcune strategie per gli investimenti

Anche dopo gli scossoni della Grecia, l'Euro non corre alcun pericolo e non ha senso correre a investire in monete diverse, anche se, in un’ottica di diversificazione di portafoglio, una piccola percentuali di investimenti in valute può essere utile. Bisognerà, piuttosto, guardare con attenzione alla Cina per capire rischi e opportunità in arrivo in seguito ai mutamenti in atto nel colosso asiatico. Buone occasioni di investimento verranno, invece, dalla Borsa italiana, che è già la più performante d'Europa, ma che ha margini di crescita, grazie anche alla probabile ripresa dell'economia nazionale.
 
Queste, in sintesi, le opinion espresso da Mario Bianchi Disette, specialista in risparmio e investimenti della Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, Mario Fumei, consulente finanziario esperto in wealth management e personal financial advisor e Luigi Riganelli, responsabile private banking della sede di Trieste del Monte dei Paschi di Siena, che mercoledì 19 agosto hanno preso parte al terzo appuntamento di Economia sotto l'ombrellone 2015, confrontandosi sul tema “Investire dopo la crisi greca”.
 
Meglio evitare il fai da te e affidare sempre i propri risparmi a operatori professionali che possano dimostrare un track record positivo, spiegano gli esperti, soprattutto in una fase complessa come questa. Perché non è tanto la Grecia a preoccupare, quanto la Cina, con la svalutazione della sua moneta. Ma non bisogna spaventarsi, ha affermato Bianchi Disette: «Trattandosi di una svalutazione controllata dal governo non dovrebbero esserci effetti drammatici, anche se, ovviamente, qualsiasi movimento su un’economia trainante come quella cinese risveglia l'attenzione di tutti gli operatori». «Certamente un rallentamento dell'economia cinese –ha aggiunto Mario Fumei– influenza tutta l'economia mondiale e il fatto che la Cina guidi la propria economia alternando dirigismo e liberismo, crea significative incertezza su tutti i mercati. Nonostante questo, però, nel medio periodo non vedrei particolari difficoltà per l'economia europea derivanti dalla svalutazione cinese». «Il mercato cinese ha ancora sconfinate possibilità di crescita sui consumi interni –ha spiegato Riganelli– e, quindi, penso che in termini di investimento siano da tenere presenti alcuni ottimi prodotti che investono sul mercato dei consumi cinese».
 
Positivo il giudizio dei tre relatori sulle possibilità di investimento sul mercato azionario italiano, con la nostra Borsa che nell’ultimo anno ha fatto registrare ottime performance. «Ci sono, però, ancora spazi di crescita –secondo Fumei– anche perché gli investitori internazionali in questo momento si dimostrano molto interessati a entrare sul mercato italiano. Non solo su quello azionario, ma anche direttamente sulle aziende. Nei prossimi mesi punterei sul settore finanziario e sarei, invece, prudente nei confronti del settore energetico considerata l'attuale debolezza delle materie prime». Dello stesso parere Riganelli che, dopo un recente rallentamento, crede in «una nuova ripartenza perché ai valori attuali Piazza Affari è ancora sottovalutata. Quanto ai settori punterei decisamente sul quello finanziario-assicurativo». Bianchi Disette si è dichiarato ottimista per quanto riguarda l'Italia: «Non mi meravigliere di un mini rally di Piazza Affari anche negli ultimi mesi dell'anno. Fra i vari settori non trascurerei nemmeno quello industriale. Il mercato, poi, presenta anche alcune opportunità su singoli titoli, ma bisogna sapersi muovere con attenzione ed è praticamente impossibile poterlo fare senza affidarsi a professionisti del settore». I tre relatori hanno poi giudicato positivamente l'arrivo a Piazza Affari di nuove aziende, ma hanno suggerito di analizzare bene i fondamentali e i motivi dello sbarco in Borsa di ogni singola azienda prima di decidere se acquistarne o meno le azioni.
 
In conclusione gli esperti si sono detti ottimisti sulle possibilità di rafforzamento della crescita dell'economia italiana, che ha buoni imprenditori e buoni prodotti. «Ma molto –ammoniscono– dipenderà dal proseguimento sulla strada delle riforme che è appena stata intrapresa».

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