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Economia
Grecia/ Bozza Eurogruppo: piano fino a 86 mld e riforme in 3 giorni

L'Eurogruppo diviso al suo interno lancia l'ultimatum ad Atene con una proposta che ora viene vagliata dall'Eurosummit: "Fate le riforme entro il 15 luglio". Il vertice dei 19 ministri delle Finanze si chiude così dopo aver preso "nota di un possibile programma con bisogni finanziari tra 82-86 miliardi", ma passando la palla ai capi di Stato e governo invita le istituzioni a tentare di ridurlo attraverso altri interventi: le esigenze finanziarie di Atene per far fronte ai propri debiti in scadenza sono stimate in 7 miliardi entro il 20 luglio e altri 5 per metà agosto. Escluso, invece, un possibile taglio del debito. Senza un accordo, però, l'Eurogruppo valuta la possibilità (suggerita da Berlino) di una Grexit a tempo per cinque anni. Una possibilità che suona come uno schiaffo alla Francia. In mattinata, infatti, il presidente francese Francois Hollande aveva detto: "Non esiste una Grexit provvisoria, o c'è o non c'è".
 
Per il momento, quindi, prevale la posizione dei falchi. "Ci sono ancora due grandi questioni aperte e sta ai capi di governo definirle", ha detto il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Con lui il ministro finlandese Alex Stubb: "Abbiamo fatto molti progressi sulle condizioni" del programma di aiuti, c'è un "documento che va ai leader che chiede alla Grecia riforme da fare in parlamento entro il 15 luglio, come pensioni, Iva e privatizzazioni". Il ministro belga delle Finanze, Johan Van Overtveldt, invece, sottolinea come sia è stato raggiunto un accordo al 90%, mentre per il Commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, dice: "Abbiamo fatto progressi, ma ci sono ancora punti di divergenza da colmare. Adesso tocca ai capi di Stato e governo".
 
Insomma nonostante la fiducia del premier greco Alexis Tsipras che al segretario Usa al Tesoro, Jack Lew aveva detto "possiamo raggiungere un accordo oggi se tutte le parti lo vogliono", la strada resta in salita. Tsipras è "pronto per un compromesso onesto. Lo dobbiamo ai cittadini europei che vogliono un'Europa unita e non divisa". La doccia fredda, però, è arrivata subito con le parole del cancelliera tedesco Angela Merkel: "Non ci sarà un accordo a qualunque costo, un cattivo accordo sarebbe peggio di un mancato accordo. La valuta più importante che si è persa è la fiducia". E mentre il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz chiede un "un accordo oggi" perché "la situazione è senza precedenti", Tsipras tenta l'ultima mediazione incontrando Merkel, Hollande e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.
 
Insomma, sul tavolo resta il braccio di ferro tra falchi (Germania, Olanda, Slovacchia più Finlandia in primis) e colombe (Francia, Spagna, Italia e Malta) che però iniziano a perdere peso nonostante l'impegno del presidente francese Hollande: "La Francia farà di tutto per arrivare a un accordo stasera, permettendo alla Grecia di rimanere nell'area euro, se tutte le condizioni sono soddisfatte, e all'area euro di avanzare". A tal proposito,  i 19 ministri dell'Eurogruppo hanno redatto una lista delle condizioni supplementari richieste al governo greco per iniziare a trattare un nuovo piano di salvataggio finanziario del Paese. Il testo include la proposta tedesca per la creazione di un fondo che racchiuda attivi della Grecia per 50 miliardi di euro, a garanzia delle privatizzazioni promesse da Atene.
 
Dalla parte delle colombe anche il presidente della commissione Ue, Jean Claude Juncker che rincara la dose: "Lavoreremo oggi ad una soluzione fino all'ultimo millisecondo. E spero che arriveremo ad una soluzione". Gli fa eco il premier Matteo Renzi: l'Italia farà "di tutto perché si raggiunga un accordo" sulla Grecia. Di sicuro, la tensione non accenna ad allentarsi. Durante l'Eurogruppo ci sarebbe stato uno strappo - ufficilamente smentito - tra il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che avrebbe detto al presidente della Bce Mario Draghi: "Non sono stupido".
 
Dopo l'interruzione della riunione dell'Eurogruppo di ieri, il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk ha cancellato il summit Ue a 28 in calendario per oggi (quello, cioè, allargato a tutti i Paesi europei) convocando l'Eurosummit a 19, vale a dire il vertice dei capi di Stato e di governo dell'Eurozona. "Il maggiore ostacolo a un accordo è la carenza di fiducia. Le nuove posizioni del governo greco sono molto più costruttive e concrete, questo è un bene perché purtroppo abbiamo perso cinque mesi in modo inconcludente", ha detto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, mentre per il ministro delle Finanze austriaco, Hans Jörg Schelling "il negoziato è molto difficile, perché ci sono tanti punti di disaccordo nell'Eurogruppo e tra l'Eurogruppo e la Grecia"..
 
Dalla parte delle colombe anche il presidente della commissione Ue, Jean Claude Juncker che rincara la dose: "Lavoreremo oggi ad una soluzione fino all'ultimo millisecondo. E spero che arriveremo ad una soluzione". Gli fa eco il premier Matteo Renzi, giunto anche lui a Bruxelles: l'Italia farà "di tutto perché si raggiunga un accordo" sulla Grecia. "Rispetto al punto di partenza siamo vicini, non dico che siamo ai dettagli ma le distanze si sono accorciate".
 
Di sicuro, la tensione non accenna ad allentarsi. Dopo l'interruzione della riunione dell'Eurogruppo di ieri, il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk ha cancellato il summit Ue a 28 in calendario per oggi (quello, cioè, allargato a tutti i Paesi europei) e, al suo posto, convocato l'Eurosummit a 19, vale a dire il vertice dei capi di Stato e di governo dell'Eurozona, composto dai Paesi che hanno riconosciuto l’euro come propria valuta ufficiale. L'emergenza, ora, è la Grecia, per la quale un accordo è ancora lontano: "Il maggiore ostacolo a un accordo è la carenza di fiducia. Le nuove posizioni del governo greco sono molto più costruttive e concrete, questo è un bene perché purtroppo abbiamo perso cinque mesi in modo inconcludente", ha detto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, secondo il quale ci sono le condizioni per avviare i negoziati su un nuovo piano di aiuti. Non è così ottimista il ministro delle Finanze austriaco, Hans Jörg Schelling: "E' un negoziato molto difficile, perché ci sono tanti punti di disaccordo nell'Eurogruppo e tra l'Eurogruppo e la Grecia".

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