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Economia
I banchieri? Tutti pronti al risiko. Ecco i grandi indiziati per l'M&A
(fonte Lapresse)

Alberto Nagel, l’amministratore delegato di Mediobanca, grande advisor di Intesa nella scalata a Ubi e ingaggiato per il risiko bancario anche da Mps, lo aveva detto chiaramente: ”L’operazione Intesa-Ubi metterà una maggiore pressione su tutti i Ceo. Sicuramente si intensificheranno le discussioni (per le operazioni di fusione, ndr), e sta già avvenendo". Perché ora, e la lezione toccata all'ex numero uno di Ubi Victor Massiah il cui unico errore è stato quello di temporeggiare un po’ troppo sull'M&A, è lì a dimostrarlo, nessuno vuole trovarsi impreparato e senza armi per difendersi in caso di offerte a sorpresa. Un aspetto che potrebbe favorire gli accordi come l’ondata, secondo molti osservatori, delle nuove perdite sui crediti post-pandemia, un nodo che arriverà al pettine con il nuovo anno dopo lo stop alla moratoria dei debiti che nell’era dei tassi a zero e della concorrenza spietata del fintech metterà ulteriore pressione alla redditività.

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Il direttore generale del Credem Nazzareno Gregori

Infatti in sede di trimestrale, eccetto Jean Pierre Mustier di UniCredit fedele alla sua linea stand-alone ribadita ancora ieri, tutti i banchieri indiziati speciali nel gran ballo del risiko italiano del credito hanno sottolineato di essere pronti a operazioni straordinarie. Se non con le parole, con i fatti, a cominciare dalla valtellinese Creval di Luigi Lovaglio che dopo aver fatto partire una profonda pulizia di bilancio ha messo capitale in cascina prezioso in logica di M&A.

Da ultimo, stamane, ad ascriversi al gruppo dei capi-azienda pronti al grande salto dimensionale è stato il direttore generale del Credito Emiliano, Nazzareno Gregori, secondo cui messa a segno l’operazione CariCento (“stiamo terminando la fase due diligence”) “il Credem non si fermerà qui”. Ieri, anche gli altri due indiziati per la creazione del "terzo polo bancario", ovvero il Ceo di Bper Alessandro Vandelli e l’amministratore delegato di BancoBpm Giuseppe Castagna hanno detto di essere pronti a cogliere le occasioni sul mercato.

Alessandro Vandelli ad Gruppo Bper video

L'amministratore delegato di Bper Alessandro Vandelli

“Oggi la nostra priorità è fare bene l'operazione di integrazione" delle filiali di Ubi Banca, ma ”come realtà di questo Paese che ha basato la sua crescita sulle aggregazioni, siamo pronti a cogliere le opportunità se ce ne saranno”, ha sottolineato il banchiere modenese. A cui ha fatto subito eco il numero uno di Piazza Meda. “L’operazione Intesa-Ubi è un catalizzatore per nuove aggregazioni. Il nostro lavoro è di essere pronti a cogliere potenziali opportunità al meglio e per farlo lavoreremo il più possibile per avere un bilancio solido, ricavi solidi ed essere così pronti a cogliere eventuali occasioni che si presenteranno”, ha spiegato infatti Castagna.

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L'amministratore delegato di BancoBpm Giuseppe Castagna

In Italia, ci sono almeno quattro fronti caldi: innanzitutto quello della pubblica Montepaschi di Siena, la Cenerentola del mondo bancario per cui la situazione dato l'alto petitum delle cause legali schizzato alla cifra monstre di 10 miliardi di euro si sta complicando sempre di più.

Lo Stato, che l'ha ricapitalizzata e con il Mef è il suo azionista di maggioranza, deve uscire dalla compagine azionaria entro la fine del 2021. Il ministro delle Finanze, Roberto Gualtieri, è intenzionato a rispettare le scadenze stabilite con la Commissione Europea in occasione del salvataggio, e avrebbe già sondato alcuni dei principali istituti italiani. Dopo lo spin-off di circa 8,1 miliardi di crediti deteriorati concordato con Amco da varare entro fine anno e la cui operazione è al vaglio della Vigilanza, Mps, con un ulteriore operazione di rafforzamento del capitale difficile però da realizzare in questo contesto di mercato, diventerà più attraente, anche se ora i potenziali partner non fanno certamente a gara, bussando alla porta di Via XX Settembre, per chiedere la mano di Rocca Salimbeni. 

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L'amministratore delegato del Creval Luigi Lovaglio

Il secondo fronte caldo è costituito dal possibile “terzo polo” che Intesa era stata accusata di voler annientare comprando Ubi. Restano in lizza per costituirlo Banco Bpm e Bper, in pole position secondo alcuni analisti per un'aggregazione a due, matrimonio che possa poi eventualmente inglobare un terzo istituto. Banche più piccole e potenzialmente appetibili sono nella ricca Valtellina, che costituisce il terzo fronte, con il Creval e la Banca Popolare di Sondrio.

Tra qualche mese, Sondrio potrebbe diventare contendibile se si trasformasse in Spa. A metà luglio, la Corte di Giustizia Ue ha legittimato la riforma di cinque anni fa del Governo Renzi, dopo i ricorsi di alcuni soci che avevano impugnato le delibere di Bankitalia sul tetto del rimborso ai soci e sulla soglia degli attivi per la trasformazione. Il responso finale però è di nuovo nelle mani dei giudici italiani del Consiglio di Stato, che devono esprimersi in modo definitivo nei prossimi mesi. Ad ogni modo, secondo quanto ha riportato ieri l’AdnKronos, PopSondrio sarebbe pronta a cambiare la forma societaria, adempiendo agli eventuali obblighi di legge.

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Il Ceo di UniCredit Jean Pierre Mustier

L'aggregazione tra le banche del Sud attorno alla Popolare di Bari, da poco diventata Spa, sono l'ultimo dossier atteso, tra i più certi nel medio periodo. Nel 2021, finita la gestione commissariale, con la regia del Mediocredito centrale, potrebbe vedere finalmente la luce un'operazione per creare il polo bancario del Sud, dopo anni di pressing da parte del Mef e di Bankitalia. 

Di fianco al grande risiko, infine, andranno tenuti sotto osservazione Carige, Cassa Centrale Banca e Banco Desio. Sempre che UniCredit, considerata la sua grandezza e che qualcuno ha definito in manovra su Ubi mentre Massiah era a caccia di mosse difensive, si decida a muoversi oltre confine viste le trattative condotte in passato con la tedesca Commerzbank e l'ex istituto di Mustier Société Générale, per non rimanere nell'angolo dopo che Intesa-Sanpaolo l'ha costretta ad inseguire anche su scala europea.

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