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IA, dalle nuove sanzioni alla formazione scolastica: il governo ridisegna le regole. Le novità. Esclusivo

Ecco in anteprima lo schema di decreto legislativo sull’adeguamento della normativa nazionale in materia di intelligenza artificiale

IA, dalle nuove sanzioni alla formazione scolastica: il governo ridisegna le regole. Le novità. Esclusivo

Affaritaliani pubblica in anteprima lo schema di decreto legislativo sull’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale, in materia di poteri delle autorità nazionali e di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella formazione.

Ecco i punti principali

Il testo ridisegna la governance nazionale dell’intelligenza artificiale: AgID assume il ruolo di autorità di notifica, mentre ACN diventa autorità di vigilanza e punto di contatto unico. Nel settore finanziario le competenze sono attribuite a Banca d’Italia, Consob e Ivass, mentre il Garante Privacy mantiene i profili legati alla protezione dei dati. Il decreto introduce un sistema sanzionatorio che può arrivare fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale per le violazioni più gravi. È previsto inoltre lo Spazio di sperimentazione italiano per l’IA, un ambiente regolato per testare sistemi prima dell’immissione sul mercato.

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Sul fronte educativo, l’intelligenza artificiale entra nei percorsi scolastici fin dal primo ciclo, all’interno dell’educazione civica. Un piano da 100 milioni finanzierà la formazione dei docenti sull’uso consapevole di social e tecnologie digitali. La formazione sull’IA diventa obbligatoria anche per insegnanti, studenti, professionisti e personale sanitario. Nel lavoro viene stabilito che le decisioni non possono essere affidate esclusivamente a sistemi automatizzati: assunzioni, licenziamenti e provvedimenti disciplinari richiederanno sempre l’intervento di una persona fisica. Il licenziamento deciso solo da un algoritmo è considerato nullo. L’uso dell’IA dovrà inoltre essere incluso nella valutazione dei rischi aziendali.

Università, AFAM e ITS integreranno moduli dedicati all’IA. Gli ordini professionali avranno sei mesi per aggiornare i regolamenti formativi. L’utilizzo di sistemi di IA potrà incidere sulla determinazione dell’equo compenso, in base al livello di rischio del sistema impiegato. Nel settore sanitario, una quota della formazione ECM sarà riservata ai temi dell’intelligenza artificiale. Infine, il decreto aggiorna il Codice della proprietà industriale includendo tra le informazioni aziendali riservate anche dati, algoritmi e metodi matematici utilizzati per l’addestramento dei sistemi di IA.

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