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Economia
ll coronavirus "infetta" i ricavi Apple. VW pronta a tornare in Cina

Coronavirus, salta anche il salone dell'auto a Pechino

Il Beijing auto show è saltato a causa dell'epidemia del coronavirus: 'Auto China 2020', in programma originariamente dal 21 al 30 aprile, e' stato rinviato a data da destinarsi, hanno riferito gli organizzatori. L'evento, che si tiene ad anni alternati tra Shanghai e Pechino, era particolarmente atteso negli sforzi per rilanciare un comparto in forte difficolta' sul fronte delle vendite, malgrado la Cina sia da anni il primo mercato al mondo.

Coronavirus: Volkswagen lavora al ritorno delle attività in Cina

Volkswagen sta lavorando perche' le sue joint venture in Cina tornino a produrre secondo la normale pianificazione: SAIC Volkswagen, partnership con SAIC Motor, ha rinviato l'avvio delle attivita' al 24 febbraio; FAW-Volkswagen, jv con FAW Group, ha ripreso i lavori in alcuni impianti e stima la piena operativita' per i prossimi giorni. Secondo la Cnbc, ci sono ritardi su supply chain e logistica, oltre che per i limiti agli spostamenti dei lavoratori. Allo stato, e' "ancora troppo presto" per le stime sull'impatto dell'epidemia del coronavirus sulla compagnia. 

 

Apple Store a Milano Norman Foster 6Crediti Foto Nick Zonna
 

Il coronavirus infetta Apple: ricavi di marzo sotto le attese

L'epidemia di coronavirus infetta i ricavi Apple che riduce le aspettative sui ricavi nel secondo trimestre fiscale. "Non prevediamo di rispettare le guidance che abbiamo fornito per il trimestre di marzo", ha annunciato la società della Mela segnalando che le forniture di iPhone saranno "temporaneamente ridotte" a livello globale mentre la domanda in Cina è in frenata a causa dell'epidemia. 

Apple, che produce la maggioranza dei suoi prodotti nello Stato del Dragone, aveva stimato ricavi compresi tra 63 e 67 miliardi di dollari nel secondo trimestre fiscale ma non ha fornito una nuova previsione. Il coronavirus ha comportato lo stop temporaneo della produzione Apple in Cina e la chiusura di molti rivenditori. Sebbene tutti gli impianti siano stati riaperti, "il ritorno alle normali condizioni è più lento del previsto", ha precisato il colosso della Silicon Valley. 

Questa è la seconda volta negli ultimi 13 mesi che la società fondata da Steve Jobs taglia le stime a causa dei timori sulla Cina: a gennaio del 2019 aveva ridotto le previsioni sul primo trimestre per debole vendita di iPhone. Il coronavirus pone dei seri rischi per l'economia cinese con le società che faticano e far ripartire la produzione dopo la pausa del capodanno lunare allungata a causa dell'epidemia.

Fiat Chrysler, Hyundai e General Motors hanno tutte lanciato un 'warning' sulle linee di produzione a causa del virus. Gli analisti stimano che il coronavirus potrebbe dimezzare la domanda di smartphone nel primo trimestre in Cina, il più grande mercato del settore.

 

Coronavirus: Chanel rinvia la sfilata a Pechino


Chanel ha rinviato una sfilata in programma a maggio a Pechino, a causa del nuovo coronavirus. La casa di moda francese ha preso questa decisione "sulla base della situazione attuale e tenendo conto delle raccomandazioni delle autorità cinesi".


Rimandata a "un momento più opportuno", la sfilata è una replica di quella presentata nel dicembre 2019. Chiamata "31 rue Cambon", l'indirizzo dei saloni e degli studi storici di Chanel a Parigi, questa collezione si ispira all'appartamento di Gabrielle Chanel, ed è stata presentata nella capitale francese, con scenografie disegnate dalla regista Sofia Coppola.


"Chanel sta seguendo la situazione da vicino. La salute e il benessere dei suoi team e dei suoi clienti sono la priorità", ha detto la casa di moda in una breve dichiarazione.
Non è la prima defezione mentre si avvicina l'inizio della nuova settimana della moda (dal 24 febbraio al 3 marzo): lo stilista cinese Jarel Zhang ha cancellato la sua sfilata parigina, "per garantire la buona salute e la sicurezza di entrambi i Paesi e per ridurre il numero di contatti".


Un altro appuntamento che è stato cancellato a causa dell'epidemia è il Motor Show di Pechino, un grande evento del settore in programma dal 21 al 30 aprile.

 

Coronavirus: Dolce&Gabbana finanziano lo studio Humanitas


Le molecole dell’immunità innata con funzioni simili agli anticorpi riconoscono il coronavirus SARS-CoV-2 e svolgono un ruolo protettivo di difesa dall’infezione? Chiarirlo può essere la base per la messa a punto di strumenti diagnostici, come biomarcatori di gravità della patologia, e terapeutici.

È  l’obiettivo dello studio finanziato da Dolce&Gabbana e coordinato da Alberto Mantovani, Direttore Scientifico di Humanitas e Professore Emerito di Humanitas University. Uno studio che mette a fattor comune, e al servizio della salute di tutti, le competenze sul sistema immunitario del team guidato da Mantovani e da Cecilia Garlanda di Humanitas University e quelle sui virus di Elisa Vicenzi e Massimo Clementi dell’Università Vita-Salute San Raffaele, che per primi in Italia hanno isolato il patogeno responsabile della SARS.

Il finanziamento di Dolce&Gabbana a questo progetto di ricerca rafforza ulteriormente la collaborazione attiva con Humanitas University, che la casa di moda italiana sostiene anche attraverso borse di studio agli studenti di MedTec School, l’innovativo corso di laurea che potenzia le competenze mediche con approcci tecnologici dell’Ingegneria, in collaborazione con il Politecnico di Milano.


“Sentivamo di dovere fare qualcosa per combattere questo devastante virus che, a partire dalla Cina, sta colpendo l’umanità intera - affermano Domenico Dolce e Stefano Gabbana. In questi casi è importante fare la scelta giusta. È per questo motivo che abbiamo pensato che Humanitas University fosse l’interlocutore ideale: una realtà speciale per eccellenza e umanità, con la quale abbiamo già collaborato per un progetto di borse di studio". Di fronte a queste tragedie dalle dimensioni così vaste - aggiungono - ogni azione può sembrare poco rilevante. Ma quando il professor Mantovani ci ha raccontato la favola africana che narra di un colibrì, che mentre tutti gli altri animali fuggono a causa di un incendio divampato nella foresta vola nella direzione opposta continuando a portare l’acqua per cercare di spegnere l’incendio, abbiamo capito che comunque valeva la pena fare qualcosa. Anche un gesto piccolissimo può avere un significato enorme. Supportare la ricerca scientifica è per noi un dovere morale, speriamo che il nostro contributo possa essere d’aiuto per risolvere questo drammatico problema.”  

dolcegabbanDolce&Gabbana
 

Mantovani da anni focalizza i propri studi sui meccanismi di funzionamento dell’immunità innata, la nostra prima linea di difesa contro le infezioni causate ad esempio da virus e batteri, della quale ha contribuito a scoprire nuove molecole e funzioni: fra queste la famiglia delle pentrassine lunghe, identificata all’inizio degli anni ’90.

“Questi antenati funzionali degli anticorpi, fra cui PTX3 - spiega il professor Mantovani - hanno un ruolo essenziale nella resistenza a diverse classi di virus e altri patogeni, da quelli più comuni come l’influenza a citomegalovirus e funghi. Prodotti dal nostro organismo in risposta a un’infezione, riconoscono alcune classi di ‘nemici’ che entrano in contatto con il nostro corpo e ne facilitano l’eliminazione, segnalandoli ai ‘soldati’ del sistema immunitario incaricati di affrontarli e distruggerli. La sfida, ora, sarà vedere se queste molecole di difesa presenti nei liquidi biologici (fra cui il sangue) sono in grado di riconoscere il coronavirus SARS-CoV-2 e di svolgere un ruolo di difesa dall’infezione.”

Il coronavirus SARS-CoV-2 che causa Covid-19, sigla che sintetizza corona, virus e disease (malattia), colpisce l’apparato respiratorio e causa febbre, tosse, difficoltà respiratorie e, nei casi più gravi, polmonite e sindrome respiratoria acuta grave, è simile al coronavirus della SARS (sindrome respiratoria acuta severa) responsabile fra il 2002 e 2003 di 8.000 infezioni e quasi 800 morti, e a quello della MERS (sindrome respiratoria medio-orientale) che tra il 2012 al 2019 ha infettato circa 2.500 persone soprattutto in Arabia Saudita e causato quasi 900 decessi.


    “SARS-CoV-2 - spiegano Elisa Vicenzi e Massimo Clementi, virologi e docenti dell’Università Vita-Salute San Raffaele - appartiene alla grande famiglia dei coronavirus. Alcuni componenti di questa famiglia causano infezioni dell’apparato respiratorio superiore non gravi, mentre altri, come SARS-CoV, MERS-CoV e il nuovo SARS-CoV-2 sono alla base di malattie importanti con elevata mortalità. La capacità di alcuni soggetti infettati di guarire più rapidamente o avere un’infezione meno aggressiva può dipendere da diversi fattori, inclusa la risposta innata che contribuisce a bloccare l’invasione dei virus nelle cellule o a fermare la moltiplicazione virale precocemente dopo l’infezione.

Da qui l’idea di testare le molecole dell’immunità innata per verificare la loro attività antivirale e capire in che modo interagiscano con SARS-CoV-2, chiarendo ad esempio se interferiscano con la risposta delle cellule infettate dal virus, con meccanismi anche inaspettati. Questo potrebbe aprire le porte alla messa a punto di strategie utili per i pazienti.

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