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Economia
Fisco, il giorno della liberazione. Fino ad oggi abbiamo lavorato per le tasse

E' il giorno della cosiddetta "liberazione fiscale", quello in cui, cioè, smetteremo di lavorare per pagare le tasse e si inizierà, per così dire, a guadagnare. Quattro anni fa tale ricorrenza si festeggiava il 14 giugno, oltre una settimana prima quindi. Segno che, ricorda la Cgia di Mestre, il giogo tributario è diventato sempre più pesante e oneroso per gli italiani.

Su 44.658 euro di imponibile, calcola la Cgia di Mestre prendendo un esempio di quadro intermedio o tecnico di buon livello, gli italiani hanno dovuto faticare per il fisco italiano per ben 173 giorni. Sarebbe bastata una settimana in più per superare la metà di un anno, che equivale a lavorare più per l'Erario che per sé stessi e la propria famiglia.

Il 13 maggio, invece, era stata la giornata della liberazione per chi percepisce uno stipendio medio da circa 24mila euro, rappresentativo di una buona fetta degli italiani. Per loro ci sono voluti 132 giorni lavorativi per iniziare a mettere in tasca i proventi del proprio lavoro. Coloro che hanno redditi superiori ai 24mila euro, e che non hanno beneficiato del bonus da 80 euro sull'Irpef, ci hanno messo più tempo.

Dalla Cgia fanno poi notare che sul calcolo del giorno di liberazione fiscale 2015 pesa l'incognita della tassazione locale, che vede alcuni italiani più penalizzati di altri. Tra Tari, Tasi e Irpef regionale, i più tartassati per il 2015 sono infatti i cittadini napoletani, seguiti dai bolognesi. Ma un po' meglio agli aostani, ai genovesi e ai baresi.

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