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Economia

L'accordo c'è. La nomina di  Ernst von Freyberg alla presidenza dello IOR, la banca vaticana, è il segnale che qualcosa dentro i Sacri Palazzi è cambiato. A cominciare dalla posizione del Segretario di Stato uscente, cardinale Tarcisio Bertone, al quale von Freyberg non sembrerebbe essere vicino.

AMPIO CONSENSO, PAPA FATTO?- Secondo quanto raccontano ad Affaritaliani.it da Oltretevere, il neopresidente dello IOR, Cavaliere di Malta (particolare non da poco) selezionato dopo una lunga trafila da una società di head hunting, sarebbe stato nominato con un consenso che è presumibile superi il semplice novero della Curia e anzi abbia il gradimento dei cardinali che non hanno incarichi a Roma. Qualcuno si spinge a sostenere che la nuova nomina sia di gradimento dei papabili più in vista, e quindi che staremmo andando incontro a un Conclave molto veloce nel corso del quale vedremo un'elezione lampo, ma è ancora presto per poterlo ipotizzare.

IL CAVALIERE TEDESCO- Non è tutto: da dove viene il nuovo banchiere papale? Risposta: “Si tratta di giri di potentati economici intorno alla Chiesa”, e dunque non dentro di essa, garantendo la prosecuzione della linea ratzingeriana di trasparenza finanziaria così faticosamente avviata dal Papa dimissionario. E poi: “Viene dalla Germania. Il Papa ha dato il suo consenso, ma è da credere che il consenso sia molto più ampio. E non penso che troverà nemici nel board della banca” dove siede il Cavaniere di Colombo Carl Anderson. Si è accennato ad una possibile ruggine tra i due Ordini Cavallereschi, ma in realtà hanno attività differenti e non è invece difficile che von Freyberg e Anderson possano collaborare insieme.

LE PROVE DEL CONSENSO- Che il consenso sia un Consenso maiuscolo, è dato anche da un piccolo particolare: anche se il presidente dello IOR non è tenuto alle dimissioni all'atto della morte o della rinuncia papale, secondo il sistema dello spoils system vaticano, resta il fatto che almeno un predecessore di von Freyberg si è dimesso alla morte di Giovanni Paolo II, l'economista lombardo Angelo Caloia. E, ripetiamo, il nuovo Papa potrebbe essere eletto attorno al 25 marzo: chi accetterebbe di lasciare il proprio lavoro per dedicarsi allo IOR per essere dimissionato un mese dopo?

 

di Antonino D'Anna

 

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