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Economia
"Le Pen meglio di Macron per l'industria italiana: mi aspetto sorprese da Bce"
Macron

Le elezioni francesi scuoteranno anche l'Europa e la Bce. Parla Giulio Sapelli: "Vacilla la sbandierata autonomia di Lagarde"

I mercati, come sempre, subiscono il contraccolpo dei risultati elettorali, sia nel bene che nel male. Nel caso della Francia, mentre l'incertezza politica regna, la paralisi economica è accolta con un'ambivalenza che riflette l'umore degli investitori. E nonostante la Borsa sembri "dribblare" il rischio legato al debito francese, il quadro economico-politico del paese rimane precario e instabile. Da un lato la possibile vittoria della destra sovranista di Marine Le Pen potrebbe rappresentare uno scossone non indifferente. D'altra parte, la continuazione del governo Macron non garantirebbe automaticamente una soluzione ai problemi già esistenti. Su Affaritaliani.it, Giulio Sapelli, già docente di Storia economica e Politica all’Università di Milano, tra i massimi esperti di economia e affari internazionali, nonché “quasi premier” nel 2018 dopo essere finito sul taccuino dei "papabili" di Di Maio e Salvini, esamina entrambi gli scenari.

Professor Sapelli, la Borsa rimbalza dopo i risultati del primo turno in Francia. Quali sono le ripercussioni immediate e gli scenari previsti per l'economia europea?

Le ripercussioni sono significativamente diverse da quanto temuto da tutti. Primo, l'alta partecipazione elettorale ha favorito l'avanzata del Fronte Nazionale, sebbene non abbia raggiunto la maggioranza assoluta per una manciata di seggi, un segnale imprevisto per molti. Secondo, i mercati hanno reagito positivamente, poiché oggi preoccupano di più le posizioni apparentemente più radicali del nuovo Fronte Popolare, rispetto alla struttura liberista dell'economia attuale.

Sul piano industriale e nei rapporti italo-francesi in aziende come Stellantis o STMicroelectronics, che tipo di conseguenze possiamo prevedere?

Peggio di come andava prima con Macron, con il patto italo-francese (tanto osannato da Mattarella e il Pd) non potrebbe andare: di fatto abbiamo perso il controllo di Fincantieri, le Generali sono da tempo, come si autodefiniscono, un'azienda francese. Nel caso di STMicroelectroncis, è stata già "infrancesita" da tempo. Questo non significa che siano mal dirette, anzi funzionano bene anche grazie ai manager italiani che le hanno fondate, o dirette per molto tempo, basti ricordare, nel caso di Stmicroelectroncis, Pasquale Pistorio. Non credo che dal punto di vista dell'equilibrio e del possesso industriale, cambi qualcosa.

Anche in caso di vittoria del Rassemblement National, su quali fronti la nostra nazione potrebbe subire ripercussioni?

Nessuno di questi ha proposto dazi commerciali o controlli, quindi non credo che cambierebbe assolutamente nulla. C'è un clima di frenesia e attesa che non ha nessuna base economica. Anzi per certi versi, un governo di Destra, che ormai guarda al Centro, risolverebbe la situazione economica molto di più di un governo Macron, che non aveva la maggioranza in Parlamento, e che per fare le leggi più importanti ha dovuto ricorrere all'articolo 49.

Se l'avessero fatto in Polonia, Ungheria, o Italia stessa, avremmo gridato alla dittatura. Con Macron nessuno ha protestato per queste formulazioni, quindi, francamente, grande rumore per nulla. Se parliamo dal punto di vista politico, c'è il ritorno della grande Destra francese: la Francia ha storicamente dato origine a molti movimenti di Destra nel mondo, l'antisemitismo e il nazismo non sono nati in Germania o in Italia, ma in Francia. Però oramai abbiamo scavalcato questo modo di ragionare.

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Ci sarà quindi un fronte anti Le Pen o prevarrà la ragion di Stato?

Tutto dipende dai numeri. Però credo che le forze armate non abbiano mai gradito Macron, l'architrave ideologico dell'armata di Francia ha sempre espresso disprezzo.

Quindi cambierà qualcosa sul piano della Difesa, se consideriamo anche la posizione di Macron verso l'Ucraina?

I militari non hanno mai apprezzato questo ragazzotto che toglie loro il mestiere. Quindi riporteranno l'ordine e saranno ben contenti che sarà così indebolito. Macron avesse una qualche dignità dovrebbe dimettersi, anche se la dignità non fa più parte della classe politica, e mi sa che non lo farà.

Anche se prematuro, come si comporterà la Bce? Slittano le priorità (Green deal, tagli ai tassi) della Banca Centrale europea vista l'instabilità economica attuale?

Questo sarà la cosa più interessante da osservare. La grande, sbandierata autonomia della Bce, di cui Madame Lagarde è sempre stata una fautrice, verrà messa alla prova. Su questo fronte ci aspetteranno molte sorprese, considerando anche la pressione della Fed.

 






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