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Intesa, Messina dopo il lancio dell’Opas su Mps: “Creeremo una banca wealth da 2mila miliardi”

Le dichiarazioni di Carlo Messina, Ceo di Intesa, dopo l’annuncio dell’offerta pubblica di acquisto sul Monte dei Paschi

Intesa, Messina dopo il lancio dell’Opas su Mps: “Creeremo una banca wealth da 2mila miliardi”
Carlo Messina, Intesa Sanpaolo

Carlo Messina, ceo di Intesa San Paolo, nel corso della conference call con gli analisti sull’Opas su Monte dei Paschi di Siena, ha dichiarato: “Questa operazione è una opportunità unica per rafforzare la nostra posizione in Europa e in Italia, generando valore per i nostri azionisti e creando una banca wealth management con duemila miliardi con ulteriori opportunità di crescita. Abbiamo deciso di lanciare questa offerta perchè siamo sicuri che ci pone in una posizione futura ancora migliore”. Ha poi aggiunto: “Abbiamo dimostrato di riuscire ad aggregare altre banche, e lo abbiamo dimostrato con le Venete e con Ubi. Questa operazione con Mps ci consente di crescere ancora. Questa integrazione ha zero rischi”.

Sul fronte degli azionisti, Messina ha affermato: “Tutti gli azionisti privati riconosceranno la bontà di questa operazione. Abbiamo buoni rapporti con Delfin e Caltagirone e sono certo che l’accoglieranno con favore”. Ha inoltre aggiunto: “Tutti gli investitori di Mps possono accogliere con favore questa operazione, anche quelli istituzionali. Il premio e il pagamento in cash non hanno alcun rischio nell’esecuzione. In Intesa Sanpaolo troveranno un management molto forte e questo credo che ci porterà il favore degli azionisti”.

Sulla partita relativa a Assicurazioni Generali, Messina ha dichiarato: “Se mi chiedete se vogliamo acquisire Generali la risposta è no. Non abbiamo nessuna intenzione di mettere becco nella gestione di Generali. Per quanto riguarda Generali vogliamo mantenere e dobbiamo evitare possibili mosse da parte di Generali che potrebbe acquisire il 3% di Intesa Sanpaolo. Abbiamo già sperimentato questi approcci, si può sbagliare una volta ma non due. Non abbiamo bisogno di avere il 3% di Generali per applicare il Danish Compromise che secondo noi verrà applicato comunque, come immaginiamo sulla base delle interazioni con le autorità”.

In merito alla proposta su Banco Bpm, ha affermato: “Lei ha parlato di offerta io direi che si tratta di una lettera d’amore. E’ una proposta, la nostra è una offerta con una procedura ben precisa”. Ha poi aggiunto: “La governance di Mps è molto complessa. Mps e Banco Bpm devono fare delle assemblee se vogliono fare una fusione. E su questo c’è anche una questione di golden power. Se Unicredit ai tempi è stata oggetto di attenzione credo che accadrebbe anche nel caso di Banco Bpm”.

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