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Il problema è nei dettagli. La mazzata Irpef non arriverà (solo) dall'imposta base, ma anche dalle addizionali: maggiorazioni comunali e regionali assicurate da due provvedimenti dei governi Monti e Berlusconi che peseranno per 3,5 miliardi. E chi ne farà le spese? Soprattutto i pensionati e i lavoratori dipendenti del sud Italia. 

L'esecutivo guidato dal Pdl ha consentito di incrementare l’addizionale comunale Irpef sino alllo 0,8%. Quello presieduto dal Professore, con il decreto “salva Italia” ha portato a un picco dello 0,33% l’addizionale regionale.

Porzioni di imposte che peseranno soprattutto sui cittadini del Sud Italia. A dirlo è la Cgia di Mestre che, per l’anno in corso, ha preso in esame quattro tipologie di contribuenti: un pensionato con un reddito annuo di 16 mila euro (mille euro netti al mese); un operaio con un reddito annuo di 20 mila euro, un impiegato che guadagna 36 mila euro e un quadro con una busta paga annua di 59 milae euro.

In tutti e 4 i casi a dover sopportare l'onere fiscale maggiore sono i contribuenti della Calabria seguiti da quelli del Molise.

Per i pensionati calabresi le addizionali Irpef ammontano nel 2013 a 449 euro (+135 euro rispetto al 2010), seguono i pensionati del Molise con 448 euro (110 euro in più rispetto al 2010) e quelli del Lazio che versano alla Regione e al proprio Comune di residenza complessivamente 417 euro (+112 euro rispetto a 3 anni fa). La media nazionale è pari a 340 euro.

Per l’operaio il carico delle addizionali Irpef in Calabria raggiunge quest’anno un importo annuo pari a 562 euro (+168 euro rispetto al 2010). Seguono sempre il Molise con 560 euro (variazione rispetto al 2010 pari a +138 euro) e il Lazio con 521 euro (+140 euro). Il versamento medio nazionale si attesta su un valore pari a 428 euro.

Nel caso dell’impiegato il peso fiscale delle addizionali Irpef nelle Regioni più tartassate supera la soglia dei mille euro. In Calabria il costo annuo si attesta a 1.020 euro (+305 euro che nel 2010). In Molise il versamento si “ferma” a 1.016 euro (+250 euro rispetto al 2010), mentre nel Lazio si stabilizza sui 947 euro (variazione + 254 euro rispetto a 3 anni fa). Il dato medio nazionale si attesta a 820 euro.

Infine, quando si prende in considerazione il caso del quadro, quello occupato in Calabria deve versare ben 1.668 euro (+500 euro rispetto al 2010). Segue sempre il Molise con 1.663 euro (+ 410 euro) e al terzo posto dei più tartassati dalle addizionali Irpef si piazza il dirigente campano con 1.577 euro (+436 euro). Il versamento medio nazionale si “blocca” a 1.374 euro.

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