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Economia
Ivass, il comparto Vita torna a macinare utili. Ma non mancano le incertezze
Luigi Federico Signorini

Ivass, il comparto Vita torna a macinare utili. La relazione annuale

La prima parte delle CP come di consueto si apre con uno sguardo agli andamenti economici. Per il settore assicurativo il quadro è complessivamente in miglioramento ma non è il caso di abbassare la guardia. La situazione macroeconomica è meno tesa, ma non mancano incertezze e possibili rischi “di coda”, legati a tensioni politiche, frammentazione commerciale, conflitti militari.

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Andamenti economici                                                                                             

La situazione patrimoniale è solida. Alla fine del 2023 l’indice di solvibilità medio delle compagnie italiane era del 258 per cento (+12 punti rispetto al 2022) e in linea con la media europea; è rimasto sostanzialmente stabile nei primi mesi del 2024. Negli ultimi anni i movimenti dell’indice di solvibilità sono stati in generale relativamente limitati, nonostante le forti oscillazioni dei tassi di interesse.

Il risultato di esercizio e il ROE, rispettivamente pari a 8 miliardi di euro e al 10,5 per cento, sono tornati su valori prossimi a quelli pre-pandemici. Il comparto Vita, che l’anno scorso aveva registrato una leggera perdita, quest’anno è tornato a produrre un utile significativo.

Anche per il 2023 il MEF ha concesso la facoltà di sterilizzare temporaneamente in bilancio le minusvalenze del portafoglio investimenti non durevoli e di tener conto, per la distribuzione dei dividendi, della quota delle minusvalenze sospese delle Gestioni separate, che da contratto dovrebbero essere ribaltate sui sottoscrittori delle polizze. L’esercizio di tale facoltà ha consentito di sterilizzare minusvalenze per circa 7 miliardi, per la gran parte nel ramo Vita.

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Il ricorso ripetuto a deroghe temporanee mette in discussione la capacità dei principi contabili vigenti di rappresentare correttamente la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato di esercizio delle compagnie. Sarebbero preferibili interventi più sistematici e ponderati. Alla fine dell’anno scorso abbiamo prospettato alle autorità di Governo una modifica alla normativa nazionale che consentirebbe di definire un impianto prudente, trasparente e ragionevolmente stabile, in attesa dei progetti più ampi di revisione previsti nel lungo periodo, in armonia con i principi contabili internazionali.

Rami vita

Il rialzo dei tassi ha continuato a incentivare nel 2023 i riscatti delle polizze vita. I riscatti sono cresciuti del 63%, la raccolta premi è diminuita del 3% circa. La redditività del comparto è stata del 12,6%, beneficiando anche del recupero delle quotazioni di mercato degli attivi.

La dinamica delle estinzioni anticipate è stata influenzata dalla natura dei canali distributivi usati da ciascuna compagnia, e varia a seconda del valore delle polizze (vedi RFS, canali bancari e polizze superiori a 500 mila euro).

I riscatti hanno acceso il faro sulla liquidità e, dietro anche la spinta dell’IVASS, le compagnie hanno posto in essere soluzioni nel complesso efficaci. Tuttavia, l’esperienza degli ultimi due anni ha messo in evidenza i rischi connessi ad alcuni modelli di business Vita. In presenza di rendimenti garantiti e facoltà di riscatto senza penalità, non possono che crearsi tensioni quando mutano le condizioni di mercato.

Servono correttivi e le compagnie dovranno ripensare l’offerta di prodotti, calibrando meglio la struttura delle garanzie offerte, i connotati di liquidità delle polizze, gli incentivi ai distributori.

Dal canto nostro, continueremo a riflettere sugli strumenti, anche normativi, che possono contribuire ad accrescere la stabilità e il valore per i clienti dei prodotti Vita, valorizzando il contenuto di protezione tipico del rapporto assicurativo. Quest’ultimo, tra l’altro, ne giustifica il regime legale di favore: un aspetto su cui si è soffermata di recente la giurisprudenza.

In alcuni paesi europei, i benefici fiscali previsti per i prodotti assicurativi vengono calibrati in funzione della durata dell’impegno contrattuale assunto, dell’importo del premio o del tipo di prestazione. Solleciteremo un confronto con l’industria, gli intermediari e i consumatori, con l’obiettivo di mettere le nostre valutazioni a disposizione del Governo e del Parlamento.

Rami danni

La raccolta è aumentata per il terzo anno consecutivo (6,6 per cento), raggiungendo i 38 miliardi di euro. Crescono le coperture per i rischi diversi dall’ r.c. auto. Tra il 2014 e il 2023 l’incidenza complessiva dei comparti salute (malattia e infortuni) e property (incendio ed elementi naturali, nonché altri danni ai beni) è salita dal 32 al 40 per cento, un valore ormai prossimo a quello del comparto auto (42); all’interno di quest’ultimo, nello stesso periodo la quota della copertura obbligatoria è scesa di oltre 10 punti percentuali, al 75%. Una tendenza alla riduzione del gap rispetto agli altri paesi europei.

Nel 2023, il ROE del comparto Danni è diminuito dal 9 all’8 per cento, ma rimane pressoché in linea con la media dell’ultimo decennio.

L’aumento del costo dei risarcimenti dovuto all’inflazione e l’infittirsi dei danni legati a eventi climatici hanno avuto un impatto significativo sull'onere dei sinistri. Dato che i premi si adeguano con ritardo, è salito di 14 punti percentuali il rapporto tra sinistri e premi (dal 62 al 76 per cento); il combined ratio è appena sotto al 100 solo grazie alla riassicurazione.

Dopo dieci anni di diminuzioni, dalla seconda metà del 2022 l’inflazione ha cominciato a spingere verso l’alto i premi della r.c. auto e si sono affievoliti gli effetti di alcune riforme. Alla fine del 2023 i prezzi delle polizze erano cresciuti del 7,9% rispetto al 2022. La crescita, proseguita nei primi mesi del 2024, sta ora rallentando. A maggio il premio medio è stato di 400 euro. Ci attendiamo che la tendenza al rallentamento prosegua nei prossimi mesi.

In audizione abbiamo suggerito la possibilità di introdurre nuovi strumenti per tornare a comprimere i prezzi, accrescendo la concorrenza e incentivando l’adozione di comportamenti di mitigazione del rischio. Chi sceglie di installare la scatola nera ottiene sconti notevoli dalla propria compagnia; ma si possono creare effetti di lock-in che riteniamo si possano superare attraverso norme che prevedano lo scambio di alcuni dati chiave fra le compagnie.

Signorini si sofferma su alcune buone e cattive notizie. Una prima buona notizia è stata la soluzione della crisi di Eurovita. Siamo nella fase in cui i contratti dovranno passare alle cinque imprese azioniste di Cronos e saranno preservate le prestazioni maturate e le caratteristiche dei contratti originari. Sono tutelati i diritti patrimoniali dei contraenti e si è evitato il pericolo di ripercussioni sulla stabilità finanziaria.

Una sfida strategica è il cambiamento climatico. La Legge di bilancio 2024 ha introdotto, per le imprese, l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa a copertura dei danni relativi a immobilizzazioni materiali cagionati da sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. La sua attuazione è in corso.

Lo schema da mettere in piedi deve essere sostenibile per le compagnie assicurative ed efficiente per le aziende assicurate. I prodotti assicurativi dovranno essere semplici, chiari e trasparenti sull'estensione delle coperture e su eventuali esclusioni e limitazioni. Bisognerà porre attenzione alla tempestività e congruità degli indennizzi. Si potrà tener conto di esempi di altri paesi. IVASS sta collaborando con i ministeri nella definizione della normativa secondaria.  

La Legge di bilancio ha introdotto un “Fondo assicurativo vita” che non è operativo e quindi occorre procedere speditamente all’attuazione. Lo strumento potrà essere utilizzato per rendere più efficace la gestione di crisi aziendali a tutela degli assicurati; è anche un tassello importante nel futuro quadro della risoluzione nazionale.

Il 23 aprile scorso, si è concluso l’iter di approvazione della Direttiva in materia di risanamento e risoluzione nel settore assicurativo. La direttiva lascia agli Stati membri la definizione dei profili operativi della risoluzione e non prevede un fondo europeo di risoluzione. È da valutare con favore il fatto che la nuova norma prefiguri un ruolo dei fondi nazionali di garanzia assicurativa nella gestione delle crisi.

Tra le buone notizie, è da annoverare che l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale è stata inserita nel programma di educazione civica nelle scuole. L’approvazione della legge è il primo passo e adesso bisogna tradurla in pratica. Abbiamo intanto rinnovato il materiale didattico per gli alunni e per i docenti e avviato programmi di formazione dei docenti.

Come promesso, abbiamo semplificato la documentazione che i distributori di prodotti assicurativi devono consegnare ai clienti, rendendo più efficace l’informazione per i consumatori e snellendo gli adempimenti a carico dei distributori. Il contenuto dei documenti è stato reso più trasparente ed è stato previsto un limite massimo di pagine.

I siti fake sono una piaga, adesso Ivass ne può ordinare direttamente l’oscuramento. Da novembre ne abbiamo chiusi 119; altri 96 si sono messi spontaneamente off-line, dopo nostre richieste di chiarimenti. E prima di novembre nel solo 2023 avevamo segnalato 205 casi, di cui quasi il 90 per cento poi neutralizzato.

Dopo le buone notizie, luci e ombre presenta l’accordo sulla direttiva Solvency II raggiunto tra Consiglio e Parlamento Europeo

La contabilità a fair value su cui si basa la vigilanza prudenziale, in determinate condizioni produce risultati volatili. Restano ancora elementi di complessità e opacità, ma i correttivi apportati al volatility adjustment nella Direttiva dovrebbero rendere il funzionamento dello strumento più equilibrato, più efficace e più coerente con la sua finalità. Seguiremo però con attenzione che non si riproducano in Italia fenomeni di iper-correzione analoghi a quelli osservati in passato in altri paesi europei

La nuova versione della Direttiva, inoltre, rafforza la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le autorità degli Stati membri. Speriamo sia sufficiente.  

Genera preoccupazione il significativo alleggerimento dei requisiti patrimoniali che deriva dalla revisione dei criteri prudenziali. Nell’intenzione delle istituzioni europee, questo alleggerimento contribuirà ad accrescere il ruolo del settore assicurativo nel finanziamento della transizione ecologica e digitale e nel supporto dell’economia, ma non vi sono presidi in grado di assicurare che il rilascio di capitale sia effettivamente indirizzato a questi fini.

Il miglior contributo possibile a una crescita sostenibile è la solidità e la stabilità del sistema finanziario; il quadro normativo dovrebbe essere orientato a questo obiettivo più che a indirizzare l’allocazione delle risorse.

Da marzo dell’anno scorso è pienamente a regime Preventivass. Negli ultimi 12 mesi il sistema ha risposto a circa 40 milioni di interrogazioni, fornendo circa 85 milioni di preventivi. Il sistema potrebbe funzionare molto bene, tuttavia i prezzi che le compagnie offrono su Preventivass sono generalmente al lordo degli sconti; i prezzi effettivamente applicati ai contratti sono spesso significativamente inferiori a quelli esposti su Preventivass dalla stessa compagnia con riferimento allo stesso cliente. Inoltre, non è possibile formulare sul preventivatore pubblico offerte per le garanzie accessorie, come per esempio furto e incendio, ampiamente diffuse. Questi due fatti limitano l’efficacia dello strumento in termini di promozione della trasparenza e stimolo della concorrenza, le finalità per cui esso è stato introdotto. Stiamo ragionando su come rimuovere gli ostacoli.

L’iter normativo per l’Arbitro assicurativo non si è ancora concluso. Per vari anni ai consumatori di assicurazione è mancata una tutela che è prevista dalla legge, e che si è rivelata molto utile nei comparti del credito e della finanza. Vi è ora un nuovo testo; confidiamo che si possa finalmente completare in tempi stretti il quadro normativo, cui seguiranno gli adempimenti organizzativi indispensabili.

Signorini conclude ringraziando oltre alle istituzioni di governo e alle altre autorità anche il personale.   L’integrazione operativa di IVASS con la Banca d’Italia è divenuta sempre più stretta, le iniziative comuni e il coordinamento dell’azione sempre più intense. Chi vi parla vede come parte essenziale del proprio mandato di Presidente portare a compimento una piena integrazione istituzionale. In questi mesi, sulla base della visione del Governatore e del Direttorio il progetto ha accelerato il suo cammino.






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