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Economia
Jerusalmi (Borsa Italiana): “Serve un mercato di capitali efficiente”

Borsa Italiana: l’Amministratore Delegato, Raffaele Jerusalmi alla Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui mercati finanziari

Alle ore 14, la Commissione Finanze ha svolto, da remoto, in videoconferenza, l’audizione dell’amministratore delegato di Borsa italiana, Raffaele Jerusalmi, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui mercati finanziari al servizio della crescita economica. Queste le parole dell’Amministratore Delegato: “Il mercato dei capitali è e deve essere a servizio dell'economia del Paese. Oggi più che mai.

Lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella lo scorso giugno ha ricordato che: “Il ruolo del mercato è centrale nel processo di ripresa del Paese”.

Come ha sottolineato il Presidente: “Ora occorre affrontare la nuova fase, favorendo il rafforzamento patrimoniale delle imprese, la loro crescita dimensionale, per sostenere la competitività e la capacità di investire e innovare nel nuovo contesto. La stessa Borsa di Milano può svolgere un ruolo significativo nella ripartenza del Paese, nel quadro europeo di completamento del mercato dei capitali.

Come evidenziato anche dal Presidente di Consob Paolo Savona mercati dei capitali liquidi, robusti ed efficienti sono strumentali alla crescita economica.

In questo senso, un approccio coordinato e condiviso che valorizzi il ruolo del mercato dei capitali pubblici, intervenendo sugli aspetti culturali e tecnici che ne impediscono un più ampio utilizzo, rappresenta un efficace strumento di politica economica.

Secondo il rapporto dell’OCSEha continuato Jerusalmi - sul mercato dei capitali di quest’anni, un migliore funzionamento del mercato dei capitali contribuirà ad accrescere gli investimenti nell'economia reale, creando occupazione e migliorando la produttività. In questo contesto riteniamo vada incentivato l’accesso al mercato azionario e al mercato obbligazionario, nel presupposto che a parità di caratteristiche dimensionali/settoriali, le imprese quotate siano strutturalmente più solide per affrontare sia crisi congiunturali che sfide competitive crescenti in un mercato complesso, con conseguenti benefici in termini di crescita, impatti occupazionali per il territorio che le ospita e capacità di contribuzione fiscale.

Raffaele Jerusalmi, AD di Borsa italiana, ha continuato parlando delle imprese e della tutela degli investimenti del pubblico e del privato: “Le imprese hanno, a parità di condizioni, tassi di crescita superiori rispetto alle società senza strumenti finanziari quotati in termini di fatturato, investimenti e occupazione; maggiori possibilità di raccogliere capitali sia sul mercato che dai canali di credito tradizionali da utilizzare per investimenti in innovazione, acquisizioni, internazionalizzazione, attrazione di talenti con impatti sulla crescita e sulla competitività e sono generalmente più capitalizzate e, di conseguenza, più resilienti in presenza di crisi esogene come quella attuale.”

Dal punto di vista dell’investitore pubblico e privato consentono una miglior tutela del proprio investimento poiché: rispettano requisiti organizzativi, di corporate governance, di trasparenza informativa e fiscale superiori alle società private; consentono un effetto moltiplicatore dei benefici rilasciati dalle risorse investite con la possibilità di coinvolgere altri investitori; consentono di liquidare l’investimento nel tempo, anche con gradualità, sostituendo anche eventuali investitori pubblici con investitori istituzionali, professionali, ma anche retail.

Lo ha evidenziato anche l’Istat realizzando stime contrattuali sulle PMI che hanno quotato su Borsa Italiana strumenti di debito da parte nel periodo 2013-17. Uno studio da cui è emerso come la quotazione abbia comportato una propensione all’investimento ampiamente superiore rispetto alle altre società, un significativo differenziale nella dinamica della produttività del lavoro e margini di redditività più elevati.

Riteniamo non si possa prescindere dal tener conto della crescente sensibilità che istituzioni, investitori e imprese stanno mostrando circa l’urgenza di integrare i temi della sostenibilità nelle proprie strategie, siano esse di business o di investimento.

Borsa italiana si è, da anni, fatta promotrice di attività di formazione dedicate a tutte le imprese emittenti, con un focus crescente sulle PMI per consentire loro di competere nella raccolta di capitali, alla ricerca di investimenti sostenibili. Avere più aziende quotate consegnerebbe al Paese anche un maggior vantaggio competitivo a livello globale.

Il nostro Paese è stato tradizionalmente caratterizzato da un limitato sviluppo del mercato dei capitali. L’assenza di investitori domestici specializzati, supportati da capitali pazienti, è stata spesso individuata come una delle concause alla base di tale mancato sviluppo.

L’efficiente investimento in PMI quotate richiede economie di scala e di scopo che solo la prossimità territoriale aiuta a raggiungere attraverso asset manager con risorse specializzate sull’Italia, in cui trovino adeguata offerta i capitali istituzionali domestici con un orizzonte di medio-lungo termine.”

Le dichiarazioni di Jerusalmi, Amministratore Delegato Borsa Italiana, sul ruolo istituzionale della società

Con queste parole Jerusalemi, Amministratore Delegato di Borsa italiana ha parlato del ruolo istituzionale di Borsa Italiana: “Permettetemi una parentesi sul ruolo istituzionale e strategico di Borsa Italiana, infrastruttura di mercato al servizio della crescita dell’economia italiana. Borsa Italiana si occupa, dell’organizzazione, della gestione e del funzionamento e dello sviluppo dei mercati finanziari del nostro paese, azionari, obbligazionari e di derivati e possiede MTS, uno dei principale mercato di negoziazione elettronica di titoli di Stato, incluso quello italiano.

Borsa Italiana è una infrastruttura di mercato con poteri istituzionali delegati dal Testo Unico della Finanza in capo all’AD di Borsa di: Attività di vigilanza sui mercati Informativa societariaAmmissione a quotazione e accertamento violazioniRegulationAmmissione dei partecipanti al mercato;

Un ruolo che svolgiamo in stretto coordinamento con le autorità e che rende Borsa Italiana un unicum nello scenario internazionale tra i gestori delle infrastrutture di mercato. Un ruolo fondamentale per garantire un regolare e corretto svolgimento delle attività e garantire fiducia e credibilità internazionale ai nostri mercati.

Negli ultimi dieci anni Borsa Italiana ha visto crescere il numero di società quotate sui mercati borsistici. Dal 2010 si è passati da 296 di fine anno 2009 a 367 di fine settembre 2020 (max storico 375 di fine 2019).

Grazie a AIM Italia, le imprese italiane caratterizzate da una minore dimensione media, hanno trovato la modalità per accedere al mercato dei capitali attraverso la quotazione. Il numero di società quotate su AIM è passato da 5 di fine 2009 a 218 ad oggi (08.10. 2020). 17 società AIM hanno effettuato il passaggio a MTA, consolidando, in questo modo la loro posizione sul mercato.”

Jerusalmi (Borsa Italiana) sul progetto ELITE

Il progetto ELITE, nato proprio per supportare le crescita delle PMI attraverso l’apertura del capitale è oggi il private market del Gruppo London Stock Exchange che connette le imprese a diverse fonti di capitale per accelerarne la crescita. Un network internazionale di imprenditori, partner, broker e investitori di successo focalizzati nel sostenere, le migliori aziende di tutto il mondo.

Oggi ELITE è una storia di successo globale, capace di attrarre pool di liquidità da investitori istituzionali anche attraverso intermediari finanziari, per avere impatto sulla crescita delle aziende clienti nel mondo.

I numeri di ELITE in Italia: 915 aziende ELITE italiane 19 regioni; 86 miliardi € fatturato aggregato; 445.000 impiegati.

I numeri di ELITE nel mondo: 1502 aziende in ELITE overall 45 paesi; 102 miliardi € fatturato aggregato; 584.000 impiegati

Raffaele Jerusalmi  (Borsa Italiana) su BTP, Minibond e Sostenibilità

Infrastruttura strategica per la raccolta di capitali, Borsa Italiana nel 2012 ha contribuito al grande successo per le prime tre emissioni del BTP Italia, titolo obbligazionario legato all’inflazione italiana, che ha raccolto in quell’anno oltre 27 miliardi di Euro.

Gli ottimi risultati raggiunti, derivano in particolar modo dall’innovativa modalità di sottoscrizione online e diretta al retail scelta dal Tesoro e dall’efficiente rete distributiva del MOT. Dalla prima emissione nel marzo 2012 sono stati raccolti sul MOT oltre 171 miliardi di Euro nel corso di sedici emissioni.

Nel marzo 2013 Borsa Italiana, arricchendo la propria offerta obbligazionaria, ha lanciato ExtraMOT PRO un nuovo segmento professionale per la negoziazione degli strumenti di debito delle società italiane (obbligazioni corporate, cambiali finanziarie, project bond e i cosiddetti mini-bond). Questo nuovo segmento nasce con l’intento di offrire alle aziende italiane quotate e non, di qualsiasi dimensione, un mercato in cui cogliere le opportunità derivanti dal nuovo quadro normativo nazionale delineato dal DDL Sviluppo. Nel settembre 2019 è stato lanciato il nuovo segmento obbligazionario ExtraMOT PRO3, naturale evoluzione di ExtraMOT PRO, per la crescita di piccole e medie imprese e società non quotate sui mercati regolamentati e/o con un valore di emissione inferiore a 50 milioni di Euro, dedicato alla quotazione di obbligazioni o titoli di debito.

Borsa Italiana, attiva nella promozione della finanza sostenibile, ha lanciato nel marzo 2017 il nuovo segmento dedicato ai green e/o social bond sui mercati obbligazionari con l’obiettivo di offrire agli investitori istituzionali e retail la possibilità di individuare gli strumenti i cui proventi vengono destinati al finanziamento di progetti con impatti positivi di natura ambientale e/o sociale, allineandosi così alle best practise internazionali. Più in generale, dal suo lancio nel 2017, il segmento dedicato ai green e social bond di Borsa Italiana, trasversale ai mercati MOT, ExtraMOT ed EuroTLX, ha quotato 147 titoli sostenibili di oltre 34 emittenti, per un outstanding complessivo di 140 miliardi di euro.

Raffaele Jerusalmi, le proposte finali del discorso alla Camera dei Deputati

“Riteniamo che la grave crisi in cui versa il sistema economico-finanziario italiano in conseguenza della crisi sanitaria possa essere un’opportunità per innestare cambiamenti strutturali che producano benefici di medio periodo sul tessuto imprenditoriale italiano e che il mercato dei capitali possa svolgere una funzione fondamentale in questo processo. Accanto alle misure di sostegno per l’accesso al credito e alla patrimonializzazione di natura emergenziale finalizzate a contrastare gli effetti negativi dell’emergenza Covid-19 sull’economia nazionale, risulta opportuno cogliere l’occasione per prevedere misure che rafforzino in modo strutturale anche sotto il profilo patrimoniale le imprese ed in particolare le PMI, assicurando la sostenibilità del business tramite un accesso in via continuativa al mercato dei capitali ed ai benefici indiretti derivanti dall’accesso al mercato, quali ad esempio maggiore credibilità, trasparenza, competitività nel business e nell’attrarre talenti manageriali.”

 

 

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