Germania senza gas: ha riserve per due mesi e mezzo
La Germania ha riserve di gas per due mesi e mezzo se la Russia dovesse decidere di chiudere, definitivamente, i rubinetti. È l’amara realtà dipinta da Klaus Mueller, presidente della Federal Network Agency, l’Authority di Berlino che regola i servizi pubblici. Fino allo scorso anno Mosca forniva alla Germania il 60% dell’intero fabbisogno di gas naturale attraverso il famoso gasdotto Nord Stream che passa sotto il baltico. Negli ultimi 12 mesi, però, le cose sono molto cambiate. Prima di tutto, perché la Russia ha progressivamente ridotto le forniture verso la Germania fino a tagliarle dell’80%. Nell’ultimo periodo, Mosca ha provato a raccontare che la causa fosse da addebitarsi a una turbina difficile da riparare. La realtà è che Putin ha tutto l’interesse a tenere altissimo il prezzo del gas (ormai stabilmente sopra quota 220 euro al Mw/h) per massimizzare le entrate prima dell’inevitabile distacco dagli idrocarburi russi.
Se il pil della Russia è calato “solo” del 4,8% è proprio perché Mosca è riuscita a tenere alti i prezzi artatamente. La Germania, intanto, deve mettere in atto contromisure rapide. Non basta chiedere aiuto ai Paesi del nord, impegnati in una epocale transizione energetica verso le rinnovabili e impossibilitati a pompare molto più gas. Non bastano neanche le navi rigassificatrici, che saranno operative solo dalla metà del 2023. Per questo, mentre si aspetta di far passare la nottata, a Berlino non possono far altro che ridurre i consumi del 15% e sperare che Mosca non chiuda del tutto i rubinetti. Altrimenti per la (ex) locomotiva d’Europa saranno dolori.

