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Economia
Il vescovo a Marchionne: "La domenica lasci gli operai in famiglia"

La questione del lavoro nei giorni di festa continua a tenere banco e a scendere in campo è un vescovo: quello di Melfi, monsignior Gianfranco Todisco, ha inviato una lettera direttamente al numero uno di Fca, Sergio Marchionne, chiedendo di bloccare la produzione di Jeep Renegade e 500X nello stabilimento di Melfi (Potenza) del Lingotto dalle 22 di sabato alle 22 di domenica, per permettere a "tutti i lavoratori" di "trascorrere l'intera giornata di riposo festivo assieme ai loro familiari".
 
Il presule ha spiegato che si tratterebbe di un "'miracolo' senza intervento divino": alla Fca di Melfi si lavora parte della domenica in virtù di un accordo con i sindacati firmato dopo la ristrutturazione delle linee che producevano la Punto e l'avvio della produzione di Jeep Renegade e 500X. Due modelli di successo, che hanno riportato migliaia di persone in fabbrica (con centinaia di contratti a tempo determinato trasformati in assunzioni stabili) e ridato fiato anche all'occupazione nell'indotto.
 
La proposta del vescovo di rinunciare alla produzione dalla sera di sabato, facendola riprendere la sera della domenica, farà discutere: i temi più "facili" da ricordare sono il rilancio di Fca - già ampiamente acquisito - il lavoro nei giorni festivi (il recente esempio della produttrice di elettrodomestici Electrolux che ha chiesto ai suoi operai di lavorare a Ferragosto), la necessità per l'Italia di produrre di più ed esportare di più. Monsignor Todisco - alla guida della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa dal febbraio del 2003 - ha detto che "in fin dei conti, consegnare un'automobile con un giorno di ritardo non sconvolge il piano di produzione, che in questo momento va a gonfie vele" e che, tenendo gli operai a casa la domenica, l'auto prodotta a Melfi avrebbe "un valore aggiunto, la dignità della persona umana al primo posto". Inoltre, ha sottolineato che la sua richiesta "non fa alcun riferimento alle motivazioni di fede. Anche chi non crede o non pratica - ha aggiunto - può sperimentare gli effetti benefici del riposo domenicale".
 
Non si tratta del primo intervento di un alto prelato sulla questione del lavoro nei giorni di festa. Solo ieri, il vescovo della diocesi di Bolzano-Bressanone, Ivo Muser, è intervenuto ricordando le parole di Papa Francesco "non possiamo divenire schiavi del lavoro" e ha rivolto un appello a commercianti e politici a tutela del riposo festivo, ricordando i negozi aperti proprio a Ferragosto. "La domenica ed i nostri giorni di festa - ha affermato - liberati dal lavoro non necessario, hanno un valore inestimabile da riscoprire e tutelare, anche contro ogni resistenza ed interesse privato, poiché apportano all'intera società un vantaggio". "Abbiamo bisogno - ha scritto ancora il vescovo - della domenica e dei nostri giorni di festa con le loro opportunità sociali, familiari, culturali e religiose". "Come persone - ha concluso Muser - abbiamo bisogno di qualcosa in più, perché siamo più di ciò che consumiamo, di ciò che guadagniamo, di attività febbrile e di operosità senza pausa. La persona non può essere ridotta al fare, al consumo ed all'avere".

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