Lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi e’ sceso sotto la soglia psicologica dei 100 punti per la prima volta dal maggio 2010, a 98,5 punti. Il rendimento e’ all’1,305%, nuovo minimo storico.
Prosegue insomma la crescita di fiducia degli investitori nei confronti del nostro Paese, che ha portato il differenziale tra titoli italiani e omologhi tedeschi a una diminuzione costante negli ultimi mesi.
Il merito dell’accelereazione di questi giorni è anche della ritrovata serenità in Europa dopo l’accordo sulla Grecia. Oggi, in particolare, gli occhi erano tutti puntati su Berlino dove il Bundestag, la camera bassa del Parlamento tedesco, chiamato a votare il piano di estensione degli aiuti ad Atene, ha dato il suo via libera.
A votare a favore dell’estensione del prestito sono stati 542 parlamentari su 631, inclusi la maggioranza degli appartenti alla coalizione di centro-destra guidata dal cancelliere Angela Merkel e i Verdi (attualmente all’opposizione). Si tratta della piu’ ampia maggioranza finora mai raggiunta nel Bundestag in occasione di un voto su un pacchetto di salvataggio per un paese dell’Eurozona. Il voto della Camera bassa tedesca rappresentava il principale ostacolo “parlamentare” al prolungamento del programma di finanziamenti alla Grecia.
Intanto, il premier italiano esulta. “Spread sotto quota 100, mille ex precari assunti a Melfi col Jobs Act, via segreto bancario non solo in Svizzera, dai che e’ #lavoltabuona”, ha scritto su Twitter Matteo Renzi.
Renzi però deve ringraziare anche Mario Draghi. Gioca infatti a favore dello spread anche l’attesa per l’arrivo del quantitative easing annunciato a gennaio dalla Banca centrale europea. Dall’inizio di marzo la Bce darà inizio a un programma di acquisto di 1.100 miliardi di titoli, in gran parte pubblici. Nei giorni scorsi la Bce ha anche fatto sapere che a gennaio nell’Eurozona i prestiti al settore privato sono cresciuti dello 0,5% rispetto allo stesso mese del 2014.

