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Economia
Lufthansa, scattano i licenziamenti.La "nazionalizzazione" non salva il lavoro

Una perdita netta di 3,6 miliardi nel primo semestre, di cui 1,5 miliardi nel secondo trimestre, quando la pandemia di Covid-19 aveva causato il blocco del trasporto aereo globale. Un calo del numero di passeggeri del 96% su anno nel periodo da aprile a giugno e previsioni per un risultato operativo "fortemente" negativo anche nella seconda metà dell'anno. Uno scenario che per Carsten Spohrl'amministratore delegato della Lufthansa in "versione semi-pubblica" (con il 20% in mano allo Stato che potrà salire fino al 25% del capitale) almeno fino al 2023, configura come "irrealistico" evitare licenziamenti nel piano che prevede 22 mila posti in meno.

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Mentre in Italia si discute sulla proroga del blocco dei licenziamenti con spaccature nella maggioranza alle prese con il varo del nuovo decreto legge Agosto, la prima compagnia europea, una delle più grandi aziende tedesche che con 9 miliardi di euro di aiuti complessivi è stata oggetto del più grande piano di salvataggio per un’impresa tedesca durante la crisi post-Covid, mette le carte in chiaro sulle prospettive della propria forza lavoro. 

"Vista l'evoluzione del trasporto aereo e le negoziazioni con le parti sociali, l'obiettivo di evitare licenziamenti grazie a prepensionamenti, uscite volontarie, aumento dei part-time o riduzione di salari, è diventato irrealistico", ha spiegato in una nota la società che, riferendo che 8.000 dipendenti hanno già lasciato il gruppo, prevede di tagliare 22.000 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno attraverso un vasto programma di risparmio volto ad aumentare la produttività del 15%.

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Parimenti, la flotta, attualmente composta da 760 aerei, sarà soggetta ad un dimagrimento di oltre un centinaio di aeromobili, il consiglio di amministrazione sarà ridotto e il 20% delle posizioni di gestione sarà eliminato. Una cura da cavallo per fronteggiare un calo dei ricavi che in sei mesi, anche per la messa a terra forzata della flotta durante il lockdown, sono scesi del 52% (-80% a 1,9 miliardi in totale nel secondo trimestre). 

Con 1,5 miliardi, le uniche ad aver contribuito maggiormente alla tenuta dei ricavi sono state la divisione manutenzione aeronautica e il ramo cargo, che nel trimestre sono scesi dell'80% a 1,9 miliardi in totale. In sei mesi sono scesi del 52%.

"Stiamo vivendo uno strappo nel trasporto aereo globale", ha commentato il numero uno Spohr, che non prevede "fino al 2024" che il traffico tornerà al livello precedente alla pandemia. Da fine di giugno, metà degli aerei sono tornati in aria. Tra la fine di marzo e la fine di giugno Lufthansa però ha visto evaporare 1,4 miliardi di contanti, principalmente a causa di rimborsi ai clienti, che hanno raggiunto il livello senza precedenti di 2 miliardi.

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Gli azionisti della compagnia di bandiera tedesca avevano approvato il 25 giugno il piano di salvataggio negoziato con Berlino e la Commissione europea. Dall'inizio di luglio, il gruppo ha così ottenuto 2,3 miliardi di liquidità: 300 milioni dall'aumento di capitale (a prezzo scontato) dello Stato, un miliardo di prestiti garantiti e un miliardo di fondi pubblici senza diritto di voto. 

3 miliardi di euro in tutto confluiranno nella compagnia di bandiera tedesca in forma di prestiti (ammontare a cui partecipano anche banche private per 600 milioni) dalla banca pubblica Kfw, la Cdp tedesca. Quella italiana invece, attraverso il braccio operativo della Sace, ha concesso garanzie alle imprese in difficoltà ma dietro precise condizioni. A cominciare dai dipendenti e Fca ne sa qualcosa. 

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Intanto, oltre Oceano, la compagnia aerea britannica Virgin Atlantic ha presentato istanza di fallimento negli Stati Uniti per arrivare alla convalida del suo piano di salvataggio che sarà sottoposto ai voti dei suoi creditori il 25 agosto. Il gruppo, che intende raccogliere fondi per sopravvivere alla crisi del trasporto aereo legata alla pandemia, intende sfruttare la protezione del 'Chapter 15' prevista dal codice fallimentare statunitense per le compagnie straniere.

In linea di principio, Virgin Atlantic ha raggiunto un accordo per raccogliere 1,2 miliardi di sterline di fondi privati per evitare il fallimento. Il miliardario Richard Branson, fondatore dell'azienda e azionista di maggioranza con il 51% del capitale, contribuirà con 200 milioni di sterline. Anche l'altro azionista, la compagnia americana Delta Air Lines, che possiede il 49%, dovrebbe partecipare al salvataggio.

All'udienza di martedì presso un tribunale di Londra, un avvocato del gruppo ha spiegato che la società potrebbe esaurire la liquidità entro la fine di settembre se il piano di ricapitalizzazione non fosse convalidato, dato il crollo del traffico aereo. Il tribunale ha permesso ai creditori di incontrarsi il 25 agosto per decidere sul piano.

@andreadeugeni

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