Le traversie incontrate nel suo nuovo ruolo di presidente della FIGC non hanno quasi avuto riflessi sul business di Giovanni Malagò di vendita di auto di lusso, in particolare grazie alla “Ferrari”. Il sessantasettenne manager e imprenditore e presidente del noto Circolo Aniene a Roma è infatti titolare di Samocar, concessionaria ufficiale di Ferrari e Maserati che oltre alle sedi di Roma (in via Pinciana) Prato, Napoli e Monterotondo, ha la sua punta di diamante nella storica sede nella Capitale di via Smerillo con oltre 8mila metri quadrati coperti e scoperti e un’officina di 2mila mq per riparare le auto “vip”. Il bilancio del 2025 approvato poche settimane fa dai soci sotto la presidenza di Malagò ha visto i ricavi netti attestarsi a 111,2 milioni di euro dai 117,4 milioni del precedente esercizio e l’utile netto è pero calato anno su anno da 4,2 milioni a 3,2 milioni ad oltre a 28 milioni.
Lo scorso anno Samocar ha fatturato la vendita di 146 Ferrari, l’8,5% in rispetto alle 135 del 2024, per un controvalore salito anno su anno da 54,6 milioni a 60,2 milioni. Non solo, al 31 dicembre scorso gli ordini di “Cavallino Rosso” in portafoglio erano 373, di cui 80 vetture speciali o di serie limitate, che coprono l’obiettivo assegnato dall’azienda a Samocar per l’anno in corso. Seccamente in calo, invece, il fatturato delle Maserati con 184 auto dalle 430 del 2024, per un valore complessivo di 13,3 milioni. Delle auto vendute 65 sono andate a privati (erano state 192 nel 2024), 119 a società di noleggio a lungo termine e una ad un altro dealer. Altri 24,7 milioni di ricavi sono arrivati a Samocar dalla vendita dell’usato (fra cui 65 Ferrari e 28 Maserati) e il post vendita (comprensivo di ricambi e di prestazioni di officina) ha generato un fatturato di 10,4 milioni (-14,7% sull’anno prima). Azionisti di Samocar sono Livia Campillli (vedova di Vincenzo Malagò) col 40%, il figlio Giovanni (32%) e la figlia Francesca (28%).


