Economia
Manager / Parmalat, chi è Calisto Tanzi: l’uomo dietro il più grande crac finanziario della storia economica europea
Dall’intuizione del latte a lunga conservazione al crollo finanziario che travolse banche e risparmiatori: la parabola di Calisto Tanzi

Calisto Tanzi

Calisto Tanzi

Calisto Tanzi

Calisto Tanzi
Calisto Tanzi: l’ascesa, il sogno Parmalat e il crac che travolse l’Italia
Calisto Tanzi (Collecchio, 17 novembre 1938 – Parma, 1 gennaio 2022) è stato l’uomo che ha incarnato due volti opposti dell’Italia del boom: da un lato l’imprenditore visionario che inventò il latte a lunga conservazione e portò il Parma Calcio sul tetto d’Europa; dall’altro il protagonista del più grande crac della storia economica europea, un buco da 14 miliardi di euro che ha travolto risparmiatori, banche e famiglie. I magistrati lo definirono affetto da "delirio di onnipotenza". Di sicuro, per decenni fu tra gli imprenditori più potenti del Paese.
Gli inizi: dal caseificio di famiglia a un colosso mondiale
Nato a Collecchio, figlio di salumieri, Tanzi a 22 anni fonda un piccolo caseificio: prima Dietalat, poi Parmalat. Durante un viaggio a Stoccolma scopre il latte confezionato in Tetra Pak e decide di puntarci, abbinandolo al trattamento UHT. L’idea si rivela vincente. Il latte diventa a lunga conservazione e rivoluziona il mercato.
Negli anni ’70 e ’80, Parmalat cresce a ritmi vertiginosi e nel 1975 fattura già 100 miliardi di lire. Tanzi investe pesantemente in pubblicità e sponsorizzazioni sportive: sci (Thöni, Stenmark), Formula 1 (Lauda, Piquet con la Brabham), calcio. Parmalat diventa un marchio globale, con poli produttivi in tutto il mondo.
Le avventure fuori dal latte
Il successo imprenditoriale si intreccia con la politica. Tanzi è legato a Ciriaco De Mita e alla DC: apre uno stabilimento a Nusco, sponsorizza l’Avellino, presta aerei e risorse. Allo stesso tempo si lancia in settori costosi e poco redditizi: nel 1982 crea Euro TV, poi Odeon TV (spese da 160 miliardi di lire in dieci anni, share mai oltre il 3,5%). Tenta anche di comprare Rete 4 da Berlusconi, senza riuscirci.
Intanto nel 1989 i debiti esplodono. Parmalat è già "tecnicamente fallita", ma Tanzi ottiene un prestito da Monte dei Paschi a patto di vendere Odeon TV. Per consolidarsi, nel 1990 porta Parmalat in Borsa tramite una scalata a Finanziaria Centronord.
Il Parma dei miracoli
Nel 1990 Tanzi compra il Parma Calcio, appena salito in Serie A. In tredici anni di gestione, la squadra vive un’epopea irripetibile: tre Coppe Italia, una Supercoppa italiana, due Coppe UEFA, una Supercoppa UEFA e una Coppa delle Coppe. Il Parma diventa simbolo dell’Italia vincente di provincia, alimentato dai soldi di Parmalat.
Le acquisizioni folli e i conti truccati
Gli anni ’90 segnano l’espansione selvaggia. Tanzi compra tour operator (che confluiranno in Parmatour, costata mezzo miliardo), aziende alimentari in mezzo mondo e perfino la Eurolat di Sergio Cragnotti (700 miliardi di lire, utile soprattutto a ripianare i debiti della Cirio).
Nel frattempo Parmalat diventa strumento per "ripulire" crediti deteriorati, diventa una "lavatrice di debiti". È lo schema delle operazioni a incaglio: Tanzi rileva aziende decotte con soldi presi da nuove obbligazioni, i debiti passano alla Parmalat e finiscono in mano ai piccoli risparmiatori. Un gioco, replicato anche nel 2002 con l’acquisto della Ciappazzi da Giuseppe Ciarrapico. Intanto, tra il 1997 e il 2003, 173 milioni di euro vengono dirottati nelle casse della famiglia Tanzi.
Il crollo del dicembre 2003
Nel dicembre 2003 scoppia la bomba. Parmalat dichiara di avere 4 miliardi depositati alle Cayman, ma Bank of America svela che il documento è falso. Il 19 dicembre viene dichiarata insolvente. Il 27 dicembre Tanzi viene arrestato a Milano, di ritorno da Quito (dove si sospettava stesse spostando parte del "tesoro", mai provato). È l’inizio del più grande crack finanziario europeo. Travolti circa 80mila risparmiatori tra istituzionali e privati.
Processi, condanne e tesori nascosti
Le inchieste sono gigantesche: rogatorie in mezzo mondo (Francia, Usa, Lussemburgo, Svizzera, Cayman, Liechtenstein, Ecuador). I fascicoli giudiziari arriveranno a 2 milioni di pagine. Nel 2008 Tanzi viene condannato a 10 anni, nel 2010 a 18, nel 2011 arriva la condanna definitiva a 17 anni e 10 mesi. In totale accumulerà pene per oltre 21 anni, ma che sconterà solo in parte tra carcere e domiciliari.
Nel frattempo emerge anche il cosiddetto "tesoro di Tanzi": oltre 100 opere d’arte (Picasso, Van Gogh, Monet, Cezanne, Matisse, Balla) nascoste in Svizzera. Verranno sequestrate e messe all’asta nel 2019, fruttando circa 13 milioni di euro.
Un’eredità amara
Lo scandalo Parmalat non ha solo distrutto l’impero di Tanzi, ma ha cambiato il sistema dei controlli finanziari italiani, portando a norme più severe sui bilanci e sulla vigilanza. Parmalat è stata poi acquisita dal gruppo francese Lactalis, chiudendo la sua storia di grande impresa italiana.
Ma emblematica resta ancora oggi la parabola di Tanzi: l’uomo che aveva inventato il latte a lunga conservazione e regalato trofei a Parma è lo stesso che ha orchestrato una truffa colossale, lasciando a terra migliaia di famiglie. Un impero costruito sull’ingegno, ma distrutto dall’avidità.