Un’agevolazione fino a 2.500 euro tassata soltanto all’1% per i lavoratori con meno di 30 anni. È una delle novità della Manovra 2027 approvata dal Consiglio dei ministri (qui tutte le altre misure). L’incentivo potrà essere riconosciuto in un’unica soluzione oppure distribuita in dodici mensilità. Ma c’è una precisazione importante: non significa che lo Stato verserà automaticamente 2.500 euro a ogni under 30 che lavora. Limite di reddito, natura esatta del premio e requisiti dovranno essere definiti nell’articolato della legge.
Bonus under 30: chi può ricevere i 2.500 euro
Nella conferenza stampa dopo il Cdm Giorgia Meloni ha parlato di un “premio per i giovani lavoratori under 30”. Il requisito certo annunciato è quindi quello anagrafico: non avere ancora compiuto 30 anni. Non è stato invece comunicato un tetto di reddito definitivo.
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Le ricostruzioni sul disegno di legge parlano di una misura applicata agli incrementi del reddito da lavoro dipendente, entro limiti di importo e di reddito da specificare. La frase utilizzata dalla premier sul “ragazzo che inizia a lavorare” non permette ancora di affermare che il beneficio sarà limitato esclusivamente al primo contratto di lavoro. Per conoscere la platea precisa bisognerà quindi leggere l’articolo del disegno di legge quando verrà trasmesso alle Camere.
Bonus under 30: cosa significa “2.500 euro tassati all’1%”
L’aliquota dell’1% è il vero elemento fiscale della misura. Su un importo di 2.500 euro, un’imposta sostitutiva dell’1% corrisponde matematicamente a 25 euro di tasse. Resterebbero quindi 2.475 euro al netto di questa sola imposta, prima di considerare eventuali regole contributive o altre condizioni che dovranno essere chiarite.
Il beneficio può essere erogato in un’unica soluzione oppure suddiviso in dodici mensilità. Nel secondo caso 2.500 euro corrispondono a circa 208,33 euro lordi al mese per dodici mesi. Anche questo è però soltanto un calcolo matematico sul tetto massimo annunciato.
Bonus under 30: non è un incentivo automatico
Le prime spiegazioni tecniche parlano di tassazione agevolata su incrementi retributivi, mentre la comunicazione politica ha utilizzato il termine “premio”. Non è ancora chiaro se il datore di lavoro dovrà riconoscere materialmente una voce retributiva specifica, quali contratti saranno ammessi e quale limite di reddito verrà applicato. Non tutti i giovani riceveranno quindi necessariamente 2.500 euro.
La Manovra contiene anche altre misure rivolte alla stessa fascia d’età: agevolazioni sulle assunzioni e una cedolare secca all’1% per i proprietari che affittano a canone concordato a ragazzi fino a 35 anni. Il premio under 30 è stato approvato politicamente dal Cdm, ma chi ne avrà concretamente diritto sarà definito soltanto dal testo legislativo e dai successivi passaggi parlamentari.
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