Il governo Meloni, oltre a dover fronteggiare le varie emergenze, dalle proteste per il carovita alle violenze in piazza, deve anche lavorare alla prossima legge di bilancio. Si parla di una manovra che oscilla tra i 23 e i 25 miliardi. Lo “sforzo” evocato da Meloni per venire incontro al ceto medio significa Irpef. Ampliare ai redditi fino a 60 mila euro lo scalone del 33% costa 2,7 miliardi. Una mediazione possibile, uscita fuori dal vertice, – riporta Il Corriere della Sera – sarebbe quella di scendere a 55 mila con una spesa intorno a 1,7 miliardi. L’Irpef è il cavallo di battaglia di Forza Italia, così come Noi moderati spinge per la cedolare secca del 5% sugli affitti lunghi e la Lega insiste sulle pensioni a 64 anni (1,4 miliardi). La Manovra dovrebbe arrivare a metà della prossima settimana.
La premier intanto si mostra “fiduciosa” sul fatto che l’Europa in questi giorni tolga dal congelatore la flessibilità (14 miliardi di euro) per l’energia per accogliere richieste come quella sull’Ecobonus. Diverso è l’iter della trattativa sull’inflazione che sembra avere una gestazione più lunga. Un altro segnale che il governo vuole dare in questa particolare fase riguarda i giovani: ieri si è parlato di meno tasse in busta paga per i ragazzi al primo impiego. In Manovra si affaccia anche una richiesta del ministro della Funzione Pubblica Paolo Zangrillo: mezzo miliardo a favore delle forze dell’ordine e forze armate. Tanto da fare e poche risorse a disposizione, sarà necessaria una mediazione e intanto il tempo stringe e il Paese attende risposte concrete.
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