di Luca Spoldi
e Andrea Deugeni
Marchionne nuovo Paperone di Borsa da oltre 800 milioni di euro di patrimonio. La corsa di Fiat Chrysler Automobiles col titolo che in mattinata ha segnato a Piazza Affari un nuovo record storico, a 19,56 euro per azione, facendo la felicità di molti piccoli e grandi azionisti, primo tra tutti il suo Ceo, Sergio Marchionne. Il manager, arrivato quest’anno all’ultimo giro di boa (il suo mandato terminerà l’anno prossimo con l’approvazione del bilancio 2018), dovrebbe al momento detenere poco più di 16,4 milioni di azioni Fca, ossia circa l’1,07% del capitale ordinario, per un controvalore ad oggi di oltre 321 milioni.

Non solo: in questi anni Marchionne ha accumulato anche, tra stock grant e spin-off, anche 11,86 milioni di azioni Cnh Industrial, a loro volta sui massimi storici stamane a 12,39 euro l’una, e 1,46 milioni di azioni Ferrari (che oggi risalgono a 98,4 euro, poco distanti dai massimi storici toccati il primo novembre scorso a 104,4 euro per azione).
Con questi ulteriori due pacchetti, il portafoglio titoli di Marchionne vale circa 612 milioni di euro. Ma se il 2018 andrà come previsto e il manager dal pullover blu centrerà gli obiettivi concordati, potrà ricevere negli anni a venire altri 450 mila titoli Ferrari (che ai valori attuali varrebbero 44,28 milioni) e ulteriori 5,5 milioni di titoli Fca (quasi 107,6 milioni di euro di controvalore) a valere sugli obiettivi fissati dal piano industriale 2014-2018.
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Un terzo circa dei titoli dovrebbero venire subito rivenduti, come è successo lo scorso novembre quando il top manager liquidò uno dei 2,795 milioni di azioni Fiat Chrysler Automobiles ricevute, per far fronte al pagamento delle imposte, i due terzi potrebbero restare in mano a Marchionne ancora per molti anni, specie se la collaborazione col gruppo italo-americano non si interrompesse dopo la nomina del suo successore.

Un successore che sarà probabilmente un “interno” come l’attuale numero uno di Jeep, Mike Manley, il Coo Emea e Head of business development, Alfredo Altavilla, o l’Head of Alfa Romeo/Maserati, Reid Bigland, salvo che non prevalga “a sorpresa”, ma non troppo, una manager esterna come Monica Mondardini, Ceo di Cir (la holding della famiglia De Benedetti che controlla Gedi), che pure gode della stima del presidente di Fca, John Elkann.
Oltre alle partecipazioni nel capitale di Fca, Cnh Industrial e Ferrari, Marchionne ha da anni un pacchetto di titoli Philip Morris International, società di cui è consigliere di amministrazione (“director”) sedendo oltre che nel board anche nei comitati Finance and Product Innovation e Regulatory Affairs. In tutto ad oggi i 65.200 titoli Philip Morris International valgono poco meno di 7 milioni di dollari (circa 5,8 milioni di euro al cambio attuale), trovandosi poco sotto i 105 dollari per azione, non così distanti dal record storico di 122,9 dollari toccato il 19 giugno dello scorso anno.

Insomma, grazie al “mercato toro” di questi anni il manager italo-canadese può vantare un patrimonio personale attorno ai 620 milioni di euro e se le borse continueranno a salire, o almeno non scenderanno troppo, per un altro paio d’anni, potrebbe “andare in pensione” con qualcosa come 750-770 milioni di euro. Gruzzolo non di poco conto a coronamento di una carriera di assoluto successo a cui aggiungere anche circa una cinquantina di milioni di euro incassati come parte fissa sempre per gli incarichi di vertice nella Galassia Fca.
Troppi per restare ai giardinetti, quindi la domanda è: una volta dismessi i panni del manager, Marchionne preferirà indossare quelli dell’investitore finanziario o si lascerà tentare da qualche avventura imprenditoriale?
