Mediaset chiude a +31,8% in Borsa. Vivendi cresce ancora ed arriva al 12,32% - Affaritaliani.it

Economia

Mediaset chiude a +31,8% in Borsa. Vivendi cresce ancora ed arriva al 12,32%

Rumors: Marina e Piersilvio pronti a blindare Mediaset, ma per la politica il colosso di Cologno Monzese sarà francese in 24 mesi

Mentre i vertici di Fininvest e di Mediaset sono già al lavoro per studiare il da farsi dopo la mossa ostile di Vincent Bollorè che ha acquistato nella giornata di martedì un altro 9% salendo così al 12,32% del capitale del Biscione e sul mercato che compra a mani basse il titolo Mediaset (che ha chiuso con un rialzo record dl 31,8% dopo essere stato più volte sospeso per eccesso di rialzo), fioccano gli scenari. Che il consolidamento nel settore media-tlc sia in corso è noto da tempo (basta guardare le recenti mosse della Fox su Sky Europe e l'interesse di Orange per Canal Plus o, oltre Oceano, l'operazione AT&t-Time Warner). Come anche l'interesse di Vivendi per Mediaset per creare il "Netflix" dell'Europa del Sud che fa viaggiare in Italia i contenuti sulla rete Telecom.

Quello che è meno chiaro è cosa farà ora la famiglia Berlusconi (obbligata ora ad accelerare i tempi), che ha in mano il 35,7% di Mediaset più un 2% circa di azioni proprie e un potenziale 5% rastrellabile in Borsa nel breve senza far scattare l'obbligo dell'Opa. Una quota di controllo di maggioranza relativa che renderebbe difficile la scalata ma non impossibile al raider bretone che in operazioni del genere non è certamente un novizio (vedi il ribaltone nell'operazione Gameloft e Ubisoft con la sconfitta della famiglia francese Guillemot, ex azionista di riferimento). 

Mentre gli addetti ai lavori cercano d'intercettare la reazione del nuovo governo Gentiloni, sono tre gli scenari che circolano. Il primo è che, come spiegano ad Affaritaliani.it fonti vicine alla famiglia Berlusconi, l'ex Cavaliere sia intimamente convinto che quella con Vivendi, colosso dalla capitalizzazione di mercato di circa 25 miliardi di euro (contro i 3,2 del Biscione), sia una battaglia persa e che nel giro di 24 mesi, o con modalità amichevoli od ostili, Mediaset batta bandiera francese. Uno scenario che però non tiene conto della volontà dei figli di primo letto, Piersilvio e Marina, intenzionati a non voler mollare la presa. E restii a una coabitazione con lo squalo Bollorè, colpevole ora secondo i vertici di Fininvest di aver architettato lo strappo su Premium per deprimere il titolo Mediaset e cominciare la scalata a prezzi più bassi (ipotizzando dunque il market abuse).  

L'altra opzione che fonti finanziarie, al contrario, delineano è che Fininvest sia pronta a rilanciare. O appoggiandosi ai due colossi bancari del Paese, ai quali si è rivolta come ha fatto sapere ieri sera nel comunicato di commento al blitz del finanziere transalpino per difendere le proprie prerogative e quelle del mercato (Mediaset ha denunciato Vivendi per manipolazione del mercato e la Consob, come atteso stamane, ha aperto un faro sulla vicenda), Intesa-Sanpaolo e UniCredit. Oppure contando sull'aiuto del vecchio amico di Silvio e magnate dei media, Rupert Murdoch oppure, ancora, muovendosi da sola arrivando a oltre il 50%, acquistando fino al 5% all'anno fino al raggiungimento della soglia di maggioranza assoluta. Il 50% più un'azione. Uno scenario di fronte al quale Bollorè sarebbe costretto a fermarsi e a proporre l'ultima strada percorribile per realizzare il suo piano del polo dei contenuti latino, continuando così a dare sbocco all'espansione internazionale di Vivendi.

(Segue...)