Economia
Mediobanca, la strana storia del maxi compenso proposto per il Marchese del Grilli
Ma la richiesta di aumento avanzata dall'azionista di riferimento è stata sospesa (per ora) dal comitato remunerazioni. Ecco la cifra monstre bloccata

Vittorio Grilli
Mediobanca, il comitato remunerazioni blocca l'aumento di stipendio del presidente Grilli. Il caso
Lo scorso ottobre, in seguito all'acquisizione di Mediobanca da parte di Mps, Vittorio Grilli, ex ministro del Tesoro italiano e successivamente passato a lavorare per Jp Morgan, è stato nominato presidente di Piazzetta Cuccia. Alla luce di questo nuovo ruolo, Monte dei Paschi di Siena, con l'appoggio del suo numero uno, l'ad Luigi Lovaglio, avrebbe chiesto al Comitato per le remunerazioni - riporta Il Domani - di portare lo stipendio di Grilli a circa 2 milioni all'anno.
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Ma qualcuno avrebbe storto il naso per questa decisione, perché con uno stipendio del genere Grilli diventerebbe di gran lunga il presidente più pagato di una banca italiana. Questa richiesta, dunque, sarebbe stata per il momento sospesa dal Comitato remunerazioni, con decisione presa lo scorso 20 gennaio. Il comitato è l’organo interno al cda richiesto per le società quotate in borsa e decide sugli stipendi dei vertici aziendali.
Quello di Mps è composto attualmente da cinque persone: Gianluca Brancadoro (presidente), Renato Sala, Alessandro Caltagirone, Elena De Simone e Marcella Panucci. La richiesta avanzata dall'azionista di riferimento di Mediobanca, Monte dei Paschi di Siena e dal suo amministratore delegato, Luigi Lovaglio, resta così in attesa di nuove decisioni.
