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Nell'ambito della Csr, la corporate social responsability verrebbe bollata dagli attenti consumatori come un penoso tentativo di greenwashing. Una presa in giro. Intraprendere cioè delle iniziative eco-friendly, responsabili nei confronti dell'ambiente messo allo stesso livello degli stakeholders dell'azienda, ma soltanto di facciata sono una fregatura, perché non coerenti con i concreti processi aziendali che nella pratica quotidiana non limitano assolutamente le esternalità negative delle aziende nei confronti dell'ambiente circostante. Fumo negli occhi degli inconsapevoli consumatori che gettonano il prodotto e l'impresa pensando di compiere un'azione responsabile, consumando in maniera critica.   

La nuova politica salariale di Deutsche Bank, appena varata dal consiglio di amministrazione, decisioni che verranno messe ai voti dell'assemblea della prima banca tedesca in agenda il 23 maggio, sembra un po' greenwashing, perché in un mondo finanziario ancora scosso non soltanto dalla crisi più grande post-'29, ma anche da scandali e scandaletti come quello sul Libor e sull'Euribor e in cui le assemblee dei gruppi finanziari cominciano a bocciare, rimandando al mittente, le super retribuzioni e i megabonus dei top manager, la banca ha deciso di mettere un tetto di 10 milioni di euro (13, 2 milioni di dollari) allo stipendio dei suoi top-executive.

DEUTSCHE BANK

I due co-amministratori delegati Anshu Jain e Jürgen Fitschen, da giugno dello scorso anno in sella al gruppo tedesco, potranno guadagnare "solamente" 2,3 milioni di euro come salario base, la parte fissa cioè della busta paga, gruzzoletto a cui aggiungere poi non più di 7,55 milioni di euro in bonus.

La banca con sede a Francoforte, che quest'anno ha bruciato 2,54 miliardi nel solo quarto trimestre per costi di ristrutturazione e spese legali sborsate per lo scandalo della manipolazione del tasso interbancario nel Vecchio Continente, potrà in sostanza staccare quest'anno a ognuno dei suoi rampanti banchieri un assegno che vale più di 10 volte di quanto, secondo l'ultimo rapporto sulla governance delle società quotate di Assonime ed Emittenti titoli, hanno guadagnato in media nel 2011 (escluse le stock options) i principali amministratori delegati e i presidenti esecutivi delle principali società quotate italiane.

E meno male che da Deutsche Bank hanno fatto sapere che la nuova politica retributiva prende le mosse dal dibattito più ampio condotto in Europa sugli stipendi d'oro delle multinazionali e dal fatto che i politici tedeschi, resi sensibili dallo storico referendum della Svizzera sull'argomento, vogliono introdurre nel Paese teutonico una svolta simile sui compensi dei mega manager, mettendosi in scia agli elvetici. Ma perché criticare o pensar male: molto più banalmente in Deutsche Bank hanno pensato di adottare per gli stipendi dei propri top dirigenti il tetto di un grattacielo. Proprio come quello dell'imponente quartier generale di Francoforte (foto sopra, a destra).

 

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