I prezzi del petrolio viaggiano in rialzo sui mercati asiatici. I future sul greggio Wti sono scambiati a 85,26 dollari al barile (0,91%), registrando un rialzo per la terza seduta consecutiva, e quelli sul Brent superano i 91 dollari al barile (+0,78%) poiché le prospettive di un nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran si sono indebolite dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato di non essere interessato a prorogare l’accordo di pace provvisorio. Il memorandum d’intesa firmato a giugno, che aveva lo scopo di concedere a entrambe le parti 60 giorni per negoziare un accordo di pace a più lungo termine, è scaduto ufficialmente ieri.
Nel frattempo, l’Iran e l’Oman continuano a negoziare un accordo per la gestione del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, sebbene gli Stati Uniti non siano coinvolti nei colloqui. È improbabile che Washington appoggi un’intesa che non garantisca il passaggio senza restrizioni attraverso questa rotta marittima di vitale importanza strategica. Allo stesso tempo, i produttori mediorientali sembrano diventare sempre più abili nel convogliare segretamente il petrolio attraverso Hormuz verso gli acquirenti globali.
Le borse asiatiche viaggiano in rosso con il rialzo dei prezzi del petrolio e la ripresa dei rendimenti obbligazionari che hanno sovrastato il rinnovato ottimismo sulla spesa per l’intelligenza artificiale. Il calo è arrivato dopo diverse sessioni di guadagni, con i titoli tecnologici tornati sotto pressione in Giappone, Corea del Sud e in parte di Cina e Hong Kong. Il Nikkei giapponese perde il 2,1%, mentre il Kospi cede oltre l’1%. Gli indici di Shanghai e Shenzhen arretrano, rispettivamente, dello 0,45% e dell’1,28%. L’Hang Seng di Hong Kong arretra dello 0,68%.
I future statunitensi viaggiano in calo dopo che Wall Street ha chiuso in ribasso, con le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran che hanno spinto i prezzi del petrolio al rialzo, alimentando preoccupazioni sull’inflazione. I future sull’S&P 500 cedono lo 0,33%, quelli sul Nasdaq arretrano dello 0,66% e i future sul Dow Jones perdono lo 0,14%.

