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Meta sfida ChatGPT con Muse Wonder: ecco cosa sa fare la nuova AI di Zuckerberg

Meta lancia due modelli con memoria e capacità di seguire attività complesse: per ora l’accesso è rivolto a sviluppatori e abbonati

Meta sfida ChatGPT con Muse Wonder: ecco cosa sa fare la nuova AI di Zuckerberg
Immagine generata dall’IA

Meta presenta Muse Wonder e Muse Wonder Full, due modelli di intelligenza artificiale capaci, secondo l’azienda, di affrontare attività complesse, ricordare informazioni importanti e proseguire il lavoro anche quando incontrano ostacoli. Il lancio rafforza la concorrenza con OpenAI e Anthropic.

Active Memory e Active Focus sono le novità: documenti, programmazione e attività in più passaggi

Mark Zuckerberg rilancia la sfida a ChatGPT con Muse Wonder e Muse Wonder Full, i nuovi modelli di intelligenza artificiale presentati da Meta. L’azienda li descrive come i più avanzati sviluppati finora e punta soprattutto sulla capacità di eseguire attività articolate, conservare il contesto delle conversazioni e utilizzare strumenti digitali per completare compiti concreti. I nuovi modelli sono progettati per funzionare come agenti AI, sistemi capaci di affrontare incarichi composti da più passaggi. Meta cita esempi che vanno dalla comprensione di un contratto d’affitto alla gestione delle pratiche assicurative, fino allo sviluppo di applicazioni informatiche. Le prestazioni dichiarate dall’azienda riguardano anche attività specialistiche in ambito giuridico, finanziario e sanitario, oltre alla programmazione. L’impiego in questi settori richiede comunque verifiche umane, soprattutto quando sono coinvolte decisioni economiche, legali o mediche.

Muse Wonder, come funziona l’intelligenza artificiale di Meta

Una delle principali novità introdotte da Meta è Active Memory, un sistema pensato per conservare le informazioni rilevanti emerse nelle conversazioni e recuperarle quando diventano utili per un’attività successiva.

L’obiettivo è ridurre la necessità di ripetere continuamente le stesse istruzioni e permettere all’assistente di mantenere il contesto durante lavori che si sviluppano in più sessioni. La seconda funzione si chiama Active Focus. Secondo Meta, consente ai modelli di proseguire un’attività anche quando incontrano errori o difficoltà, cercando soluzioni alternative e controllando i risultati ottenuti. Il sistema può chiedere chiarimenti all’utente quando le istruzioni non sono sufficienti e prevede verifiche prima di portare avanti azioni particolarmente rilevanti.

Meta punta su queste capacità per rendere gli agenti AI utilizzabili anche nei processi di lavoro di aziende e professionisti.

Muse Wonder e Muse Wonder Full, quali sono le differenze

I due modelli condividono l’impostazione generale, ma hanno capacità e modalità di accesso differenti.

Muse Wonder è disponibile attraverso la Meta Model API e Muse Code. È destinato a sviluppatori e professionisti che vogliono integrare il modello in applicazioni, servizi e attività automatizzate. Muse Wonder Full rappresenta invece la variante più avanzata della famiglia ed è accessibile attraverso Muse Code con gli abbonamenti che la includono. Secondo la documentazione tecnica di Meta, Muse Wonder può analizzare diversi tipi di input, tra cui testi, immagini, contenuti audio, video e documenti PDF. Il modello supporta anche l’uso di strumenti esterni e operazioni complesse distribuite su più passaggi.

Quando Muse Wonder sarà disponibile per tutti

Per il momento Muse Wonder non è una nuova funzione già utilizzabile gratuitamente da tutti gli utenti di Facebook, Instagram o WhatsApp.

Meta ha avviato la disponibilità attraverso gli strumenti dedicati agli sviluppatori e agli abbonati. L’azienda prevede di integrare successivamente le nuove capacità nel proprio assistente Muse, inizialmente per gli utenti con abbonamento. Non è stata comunicata una data generale per la distribuzione delle stesse funzioni a tutto il pubblico. Meta sostiene di aver lavorato anche sulle protezioni relative ai dati personali e alle attività svolte dagli agenti, che possono coinvolgere messaggi, calendari e documenti. L’effettiva gestione delle informazioni dipende però dal prodotto utilizzato e dalle impostazioni applicate.

Con Muse Wonder, Meta rafforza la propria offerta nell’intelligenza artificiale avanzata e prova a competere con OpenAI e Anthropic soprattutto sulle attività che richiedono memoria, strumenti e più operazioni consecutive.

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