Il piumino Moncler non scalda Piazza Affari. In Borsa il titolo del gruppo di abbigliamento guidato da Remo Ruffini cede oltre un punto percentuale (-1,17% a fine seduta) a 24,56 euro per azione con volumi che si mantengono modesti (circa 550 mila pezzi), in linea con l’andamento dell’ultimo mese (689 mila azioni scambiate in media al giorno, pari a circa lo 0,27% del capitale).
A influire sull’umore degli investitori è un report di Morgan Stanley, intitolato “E’ il momento di fare una pausa” in cui gli esperti pur migliorando le stime sui risultati della società e portato il prezzo obiettivo sul titolo da 22,5 a 26 euro per azione, hanno tagliato la raccomandazione da “overweigth” (sovrappesare in portafoglio) a “equalweight” (peso neutro).

Quale sarebbe il male oscuro di Moncler? In realtà secondo gli stessi analisti il titolo resta uno dei nomi favoriti nel settore le lusso, grazie a “un management team di massimo livello e un grande potenziale inespresso”.
Ciononostante, “con le azioni in rialzo del 50% dall’inizio dell’anno” (a fronte di un +64% circa segnato negli ultimi 12 mesi), “pensiamo ci possa essere un momento di pausa nel secondo semestre“, tanto più che il nuovo prezzo obiettivo implica un rialzo potenziale di appena il 4% rispetto rispetto alle attuali quotazioni, che dunque non giustificano il mantenimento del consiglio di sovrappesare il titolo in portafoglio (consiglio che solitamente viene espresso nel caso si prevedano spazi di rivalutazione del 10%-15%).
Dalla società non giunge nessun commento, ma forse Remo Ruffini starà incrociando le dita: già a metà giugno Ubs aveva ridotto da “buy” (acquistare) a “neutral” la propria indicazione, pur confermando un prezzo obiettivo di 21,5 euro, quando l’incremento rispetto a 12 mesi prima era attorno al 40%. Rispetto ad allora il titolo è ulteriormente salito, passando dai 21-21,3 euro a cui oscillava a inizio estate ai 25 euro toccati nel corso di più sedute la scorsa settimana, prima di iniziare a tirare leggermente il fiato.
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Morgan Stanley ha inoltre espresso un giudizio ancora più severo su Hugo Boss (da “equal weight” a “underweight”, sottopesare in portafoglio, con target price ridotto da 67 a 58 euro) e si è mostrata prudente anche nei confronti di Salvatore Ferragamo (su cui ha confermato il proprio “equal weight”, limando però da 23,5 a 21,5 il prezzo obiettivo), quasi a dire che per un motivo o per l’altro l’autunno potrebbe non essere una grande stagione per molti titoli del comparto moda-lusso italiano ed europeo.

Nel caso di Moncler ciò potrebbe essere legato alla ricerca di nuovi filoni da sfruttare per continuare a crescere, dopo che già dal 2003 (quando Ruffini rilevò il marchio) a oggi l’azienda è già passata dall’essere un gruppo focalizzato sul mercato italiano a un attore globale. Per sorprendere ulteriormente analisti e investitori, dopo una semestrale che ha visto il fatturato salire a 407,6 milioni (+18% annuo), l’Ebitda raggiungere i 97 milioni di euro (+24%) e l’utile netto toccare i 41,8 milioni (+25%), Ruffini deve sperare che i nuovi negozi “icona” come quello aperto Dubai (ma anche quello storico di Via Montenapoleone, a Milano) riescano a coinvolgere maggiormente il cliente, facendo da ponte tra il canale retail tradizionale e l’online.
Le premesse sembrano esserci, ma l’asticella si sposta ogni volta un poco più in alto e per qualche investitore il giudizio di Morgan Stanley è un ottimo pretesto per prendere profitto su un titolo che finora ha dato grandi soddisfazioni. Magari in attesa che l’avvicinarsi dei conti del terzo trimestre (il Cda per l’approvazione della trimestrale al 30 settembre è fissato per il 24 ottobre) non porti nuovamente interesse sul titolo.
Luca Spoldi

