Il 28 gennaio prossimo Mps sottoporrà al Cda i principali dati preliminari al 31 dicembre 2015. Una scelta, spiega la banca, fatta al “fine di assicurare la massima tempestivita’ della comunicazione al mercato dei principali elementi informativi riguardanti la situazione finanziaria del gruppo”, dopo le forti pressioni registrate sul titolo nei giorni scorsi. Secondo gli analisti di Banca Imi questa mossa e’ “volta a rassicurare il mercato sulla situazione della societa’”. Il titolo infatti dopo il +43% di ieri porta a casa un altro rialzo a due cifre inotno al 12%. La raccomandazione e’ a hold con prezzo obiettivo a 1,8 euro. Per quanto riguarda invece i dati di consuntivo di fine anno, la banca rispettera’ il calendario prefissato e quindi il Cda esaminera’ i numeri nella riunione del 5 febbraio. Sulla solidita’ della banca e’ intervenuto il presidente della banca senese, Massimo Tononi, che al Sole 24Ore ha spiegato che il Monte e’ sulla via del rilancio e che, rispetto al passato, la banca si e’ irrobustita.
“I coefficienti sono ampiamente al di sopra delle soglie richieste, di conseguenza questa banca non ha bisogno di aumento, ne’ oggi ne’ dopo i risultati. Per quanto abbiamo avuto modo di vedere finora l’ultimo trimestre e’ risultato in crescita rispetto al terzo, e il 2015 si profila come un anno migliore del precedente”. Tononi ha escluso la possibilita’ di ricorrere ad un nuovo aumento di capitale, sottolineando che “non abbiamo alcuna intenzione di muoverci in questa direzione, e nessuno ci ha chiesto di farlo. Come peraltro e’ stato autorevolmente ribadito nella ultime ore da autorevoli rappresentanti della Bce”. Il presidente ha anche parlato del processo di aggregazione che la banca dovra’ portare a termine. “Stiamo perseguendo attivamente e concretamente opzioni in Italia e all’estero. Cosi’ come ci ha richiesto, peraltro, la vigilanza”, ha detto Tononi, precisando che “il gap tra il sottostante e il valore di mercato rende il Monte dei Paschi particolarmente appetibile.
E comunque non da oggi e non da ieri stiamo lavorando per un’aggregazione”. Dopo i crolli in Borsa dei giorni scorsi, ora il Monte vale 2,1 mld euro e, secondo Repubblica, potrebbe fare gola a qualcuno. Il candidato italiano piu’ accreditato sarebbe l’Ubi di Victor Massiah, banchiere che gode di ottima reputazione, anche se il primo passo della banca bresciano- bergamasca dovrebbe essere in direzione della Bpm. Intesa Sanpaolo si tiene ben lontana dal Monte e cosi’ pure l’Unicredit, nonostante le dichiarazioni possibiliste di ieri del vicepresidente Luca Montezemolo. Dunque l’accasamento della banca senese rimane molto difficile da realizzare a breve. Intanto Mps ha annunciato il perfezionamento con successo di una nuova operazione di cartolarizzazione del portafoglio crediti leasing per 1,6 mld euro.
