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Non solo criptovalute, Trump si prende una fetta di OpenAi: ecco che cosa c’è dietro

L’avanzata dell’intelligenza artificiale e l’importanza dell’appoggio politico

Non solo criptovalute, Trump si prende una fetta di OpenAi: ecco che cosa c’è dietro
Sam Altman

L’intelligenza artificiale avanza ma in contemporanea aumentano anche gli ostacoli. Per questo uno dei colossi dell’IA sta valutando l’ipotesi di un appoggio, oltre che finanziario, anche politico, in questa cruciale ma delicata fase. OpenAI ha discusso la possibilità di cedere una quota del 5% al governo statunitense, nell’ambito di un piano per superare gli ostacoli politici e ottenere il sostegno finanziario dell’amministrazione Trump. Sam Altman, amministratore delegato della società produttrice di ChatGPT, ha sostenuto che dare al pubblico una partecipazione finanziaria nell’azienda sia il modo migliore per condividere i vantaggi dell’intelligenza artificiale e ha suggerito una partecipazione di queste dimensioni nei primi contatti con l’amministrazione. Lo riferiscono al Financial Times due fonti a conoscenza dei colloqui, anche se OpenAI ha rifiutato di rilasciare commenti e lo stesso ha fatto la Casa Bianca.

Di recente, sia OpenAI che il suo principale rivale Anthropic hanno visto la pubblicazione dei loro modelli all’avanguardia bloccata dal controllo statunitense, mentre alcuni repubblicani e consiglieri del presidente Donald Trump sono favorevoli a una regolamentazione molto più stringente del settore. Le due aziende rivali si stanno anche preparando per la quotazione in borsa, che amplierebbe la loro base azionaria e genererebbe ingenti profitti per gli attuali investitori, sebbene la quotazione di OpenAI potrebbe non avvenire prima del prossimo anno.

Dopo aver attaccato pubblicamente il CEO di Intel, Trump ha preso le difese del produttore statunitense di chip in seguito all’acquisizione da parte del governo di una partecipazione del 10%. Il CEO di OpenAI ha parlato anche con il senatore democratico Bernie Sanders nelle scorse settimane. Sanders ha promosso la quotazione pubblica di quasi la metà di ciascuna azienda statunitense di intelligenza artificiale attraverso un fondo sovrano.

Altman e altri dirigenti di OpenAI hanno suggerito che ciascuno dei principali sviluppatori di intelligenza artificiale americani destini il 5% del proprio capitale azionario a un fondo come l’Alaska Permanent Fund, un fondo sovrano che investe la ricchezza petrolifera dello stato in azioni e distribuisce dividendi al governo statale e ai residenti. Tra queste aziende potrebbero esserci Anthropic , Google, Meta e altre, sebbene non sia chiaro quante di queste società siano d’accordo con la proposta di OpenAI.