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ASPI investe 2,5 miliardi l’anno per rigenerare la rete autostradale: infrastrutture, tecnologia e logistica al servizio della crescita dei territori

Il 90% delle persone sceglie questa modalità per i propri spostamenti, l’85% dei mezzi pesanti continua a muoversi su strada e l’80% degli addetti alla manifattura lavora entro 20 chilometri da un casello autostradale

ASPI investe 2,5 miliardi l’anno per rigenerare la rete autostradale: infrastrutture, tecnologia e logistica al servizio della crescita dei territori

ASPI rafforza il piano di rigenerazione della rete autostradale: 2,5 miliardi l’anno per manutenzione, sicurezza e sviluppo dei territori

La rete autostradale italiana resta un’infrastruttura centrale per l’economia del Paese e per la competitività dei territori. A sottolinearlo è Arrigo Giana, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, intervenuto a Roma durante l’evento “Il Giorno della Verità”, dove ha richiamato il ruolo strategico della mobilità su gomma e gli investimenti messi in campo per la rigenerazione della rete.

La rete autostradale italiana è la più complessa”, ha affermato Giana, ricordando che il Paese concentra il 50% di gallerie e viadotti d’Europa. Una complessità che si somma all’età delle infrastrutture: dalla Milano-Laghi, prima autostrada al mondo, alla A1, realizzata in soli otto anni tra il 1956 e il 1964. Secondo l’amministratore delegato di Aspi, la sfida è ora quella di accompagnare questa rete in una nuova fase di sviluppo e manutenzione. “Il nostro obiettivo è dare altri 60 anni di vita all’infrastruttura che gestiamo”, ha spiegato. “I nostri asset coprono il 50% della rete nazionale: investiamo ogni anno 2,5 miliardi di euro tra investimenti e manutenzione”.

Giana ha poi evidenziato come la mobilità su gomma continui a rappresentare un asse portante per persone, imprese e filiere produttive. Il 90% delle persone sceglie questa modalità per i propri spostamenti, l’85% dei mezzi pesanti continua a muoversi su strada e l’80% degli addetti alla manifattura lavora entro 20 chilometri da un casello autostradale. “Le autostrade sono infrastrutture economiche, un asset strategico del Paese”, ha aggiunto Giana. “Il nostro compito non è soltanto far viaggiare meglio le persone, ma rendere più competitivi i territori che attraversiamo”.

In un contesto in cui velocità e affidabilità della logistica sono fattori sempre più decisivi, una rete efficiente può tradursi in costi più bassi per le imprese, maggiore competitività e più attrattività per gli investimenti. “Se tra dieci anni un’impresa sceglierà di investire in un’area perché è ben collegata, più accessibile e più attrattiva grazie alle infrastrutture, allora avremo svolto al meglio il nostro ruolo”, ha sottolineato l’ad di ASPI. Al centro dell’intervento anche il ruolo della tecnologia nella trasformazione della mobilità autostradale. “La mobilità sta già vivendo la rivoluzione tech”, ha dichiarato Giana, citando l’utilizzo di sistemi avanzati di monitoraggio delle infrastrutture, sensoristica diffusa, piattaforme digitali per la gestione del traffico e strumenti di analisi a supporto di interventi più rapidi e precisi.

Tecnologie che, secondo ASPI, contribuiranno a migliorare sicurezza, fluidità della circolazione e sostenibilità. Giana ha ricordato che oggi l’80% delle transazioni al casello avviene già per via tecnologica, senza stop, mentre gli strumenti predittivi per l’analisi dei flussi di traffico sono sempre più evoluti. Tra gli esempi citati, anche la tecnologia appena certificata dal MIT sulla Tangenziale di Napoli, indicata come la prima smart road italiana. “Il nostro impegno per una mobilità sempre più innovativa e tecnologica è costante e reale”, ha concluso Giana.