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ASPI, ricavi a 2,2 miliardi ed EBITDA a 1,3 miliardi di euro nel primo semestre 2026

La crescita è stata sostenuta dall’adeguamento tariffario dell’1,5%, dal mix positivo del traffico e da un lieve aumento dei volumi sulla rete

ASPI, ricavi a 2,2 miliardi ed EBITDA a 1,3 miliardi di euro nel primo semestre 2026

ASPI presenta i risultati del primo semestre 2026: ricavi a 2,2 miliardi e EBITDA a 1,3 miliardi di euro

Il Consiglio di amministrazione di Autostrade per l’Italia ha approvato la Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026. Nei primi sei mesi dell’anno il Gruppo ha registrato ricavi operativi pari a 2,215 miliardi di euro, in crescita del 2% rispetto ai 2,164 miliardi dello stesso periodo del 2025. L’EBITDA si è attestato a 1,285 miliardi di euro, in aumento dell’1%, mentre l’utile di pertinenza del Gruppo è sceso a 378 milioni di euro, con una contrazione di 137 milioni, pari al 27%, rispetto ai 515 milioni del primo semestre 2025.

I ricavi da pedaggio sono saliti a 1,995 miliardi di euro, con un incremento di 55 milioni, pari al 3%, rispetto agli 1,940 miliardi registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. La crescita è stata sostenuta dall’adeguamento tariffario dell’1,5%, dal mix positivo del traffico e da un lieve aumento dei volumi sulla rete. Gli altri ricavi operativi sono invece diminuiti da 224 a 220 milioni.

Nel complesso, il traffico sulla rete del Gruppo è cresciuto dello 0,1%. I veicoli pesanti a tre o più assi sono aumentati del 2,5%, mentre quelli leggeri a due assi sono diminuiti dello 0,3%. Nei primi sei mesi sono stati percorsi complessivamente 24,626 miliardi di chilometri sulle reti delle concessionarie del Gruppo.

L’EBITDA adjusted è risultato pari a 1,271 miliardi di euro, in aumento di 10 milioni rispetto al primo semestre 2025. L’EBITDA reported ha raggiunto 1,285 miliardi, contro gli 1,277 miliardi dell’anno precedente. I costi operativi sono saliti del 5%, passando da 903 a 944 milioni di euro. L’aumento è legato soprattutto ai costi di manutenzione, cresciuti di 36 milioni fino a 258 milioni, e agli altri costi esterni gestionali, aumentati da 172 a 190 milioni. Gli ammortamenti, le svalutazioni e gli accantonamenti per rinnovi sono saliti del 16%, da 454 a 528 milioni di euro, principalmente per l’avanzamento del piano di investimenti. Il margine operativo, o EBIT, è quindi diminuito dell’8% a 757 milioni di euro.

Il risultato prima delle imposte si è attestato a 550 milioni, in calo del 23%. L’utile complessivo del periodo è stato pari a 382 milioni, mentre quello attribuibile al Gruppo è sceso a 378 milioni. Sul confronto pesa anche la plusvalenza da 85 milioni contabilizzata nel primo semestre 2025 con la cessione di Free To X. Nel primo semestre Autostrade per l’Italia ha destinato complessivamente 1,075 miliardi di euro all’ammodernamento, al potenziamento e alla manutenzione della rete, rispetto agli 1,184 miliardi del primo semestre 2025.

La cifra comprende 817 milioni di investimenti operativi e 258 milioni di costi di manutenzione. In particolare, 574 milioni sono stati impiegati nell’ammodernamento della rete, con interventi su ponti, viadotti, gallerie, barriere di sicurezza e barriere antirumore. Altri 121 milioni sono stati destinati al potenziamento della rete. Tra le opere interessate figurano l’ampliamento a tre corsie dell’A1 tra Firenze Sud e Incisa, la riqualificazione del tratto Barberino-Firenze Nord, la tangenziale di Modena e le attività preparatorie per il lotto A del tunnel subportuale di Genova. Per l’intero 2026 il Gruppo conferma un programma di investimenti e manutenzioni da circa 2,4 miliardi di euro.

Il flusso di cassa operativo, o FFO, è aumentato del 4% a 878 milioni di euro, rispetto agli 845 milioni del primo semestre 2025. Le risorse sono state impiegate in larga parte per sostenere il piano di investimenti. Il flusso finanziario netto assorbito nel periodo è stato pari a 289 milioni, in netto miglioramento rispetto ai 785 milioni assorbiti nei primi sei mesi del 2025. L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2026 è salito a 11,112 miliardi di euro, con un aumento di 328 milioni rispetto ai 10,784 miliardi registrati alla fine del 2025. Il patrimonio netto di pertinenza del Gruppo è invece aumentato di 98 milioni, raggiungendo 3,568 miliardi.

A fine giugno il Gruppo disponeva di una riserva di liquidità pari a 5,786 miliardi di euro, composta da 1,101 miliardi di disponibilità liquide e 4,685 miliardi di linee di credito non utilizzate. Nel semestre sono state sottoscritte nuove linee di finanziamento a medio-lungo termine per complessivi 1,550 miliardi. La durata media residua del debito è di circa cinque anni, con un costo medio della provvista vicino al 3%. Il 73% dell’indebitamento, considerando anche gli strumenti di copertura, è a tasso fisso.

Per l’intero esercizio Autostrade per l’Italia prevede una crescita del traffico di circa lo 0,5%, tenendo conto dell’andamento dei primi sei mesi e di un quadro macroeconomico ancora incerto. Il Gruppo segnala in particolare i rischi legati all’evoluzione dei costi energetici e del contesto geopolitico. La società conferma inoltre una politica finanziaria orientata al mantenimento di un profilo investment grade e al rispetto dei limiti fissati per il rapporto tra flussi operativi e debito.