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Diritto d’autore e blockchain. SIAE, Blandini: “Valore aggiunto per associati”

SIAE rappresenta i diritti degli autori con asset digitali: creati più di 4.000.000 di NFT sull’infrastruttura blockchain di Algorand

Un importante passo verso il futuro per la SIAE. “L’immagine della Società Italiana degli Autori ed Editori viene spesso associata solo a un bollino”, ha detto Pierangelo Soldavini. “Ma oggi si digitalizza e inizia un viaggio verso il futuro”, ha continuato il giornalista de Il Sole 24 Ore e moderatore della conferenza stampa tenutasi oggi per presentare il frutto della collaborazione tra SIAE e Algorand, che hanno annunciato il raggiungimento di una prima importante tappa nel progetto più ampio di creare una piattaforma open, basata su tecnologia blockchain, che permetta di gestire in maniera trasparente ed efficiente “by design” i diritti degli autori

Il mondo cambia e i diritti diventano asset digitali

L’annuncio di una partnership tra le due società era stato siglato nel 2019, e dopo mesi di lungo lavoro, sono giunti i primi risultati tangibili: i diritti d’autore per la prima volta vengono rappresentati come asset digitali. Questa settimana sono stati creati più di 4.000.000 di NFTs (Non Fungible Token) che rappresenteranno digitalmente i diritti degli oltre 95.000 autori associati a SIAE. I token non fungibili (NFT), un tipo di asset digitale registrato su blockchain, saranno quindi utilizzati per la prima volta per rappresentare i diritti degli autori iscritti a SIAE. Un registro pubblico decentralizzato e trasparente che li rappresenti è il primo mattone necessario a costruire un’infrastruttura open che tuteli a 360° il diritto d’autore, così come immaginato per il futuro nella vision di SIAE.

Garantire la tutela della creatività è da 139 anni la missione di SIAE e questo progetto dimostra che il nostro obiettivo è continuare a garantirla per i prossimi 139 anni - ha dichiarato Gaetano Blandini, Direttore Generale di SIAE -. Non siamo interessati a costruire infrastrutture tecnologiche dalle quali generare profitto, per questo possiamo permetterci di parlare di infrastrutture open e mettere a disposizione della comunità tutto il nostro know how. La tecnologia blockchain è sicuramente un filone interessante da continuare ad esplorare per le sue caratteristiche di trasparenza ed efficienza, fondamentali per chi, come noi, gestisce i proventi del duro lavoro di altri. Il nostro obiettivo è quello di creare valore aggiunto per i nostri associati e siamo certi che questo percorso potrà creare un valore aggiunto per rendere la gestione del diritto d’autore più efficiente e trasparente".

Un progetto aperto su una blockchain pubblica e accessibile a chiunque

Il progetto, partito dall’Italia, ha tutte le caratteristiche per divenire internazionale. La gestione del diritto d’autore è infatti un tema globale e le soluzioni basate su tecnologia blockchain sono scalabili per definizione. Per arrivare a un risultato a beneficio di tutti, servirà un’adozione massiva - in una prima fase - da parte di tutte le società di gestione collettiva a livello globale e per questo motivo SIAE intende condividere i suoi risultati progettuali in un’ottica open. In tal modo, si arriverebbe rapidamente ad una gestione realmente decentralizzata di questi metadati, fondamentali per una gestione corretta e trasparente dei diritti. Il sistema è inoltre già pensato - in un’ottica di vera decentralizzazione open - per poter trasferire la gestione direttamente agli aventi diritto, che potranno quindi avere il governo dei metadati relativi ai loro diritti.

L'accordo nasce nel 2019 - ha raccontato il Direttore della Divisione Musica Matteo Fedeli -, in quell'anno iniziamo con Algorand un percorso che oggi vede la sua prima tappa concretizzata. Algorand ci è sembrata una di quelle soluzioni che era più promettente, soprattutto per l'approccio molto collaborativo che abbiamo riscontrato. Il blockchain in generale è una tecnologia ancora immatura e il fatto di poter lavorare insieme anche all'evoluzione del protocollo ci può essere utile. Il valore è quello di cercare di avere sempre uno sguardo a quello che è la massima espressione dal punto di vista di tecnologia blockchain nel mercato di oggi. Tentiamo di fare ciò che oggi è possibile con questa tecnologia”.

Ad Algorand siamo orgogliosi della fiducia che la Siae ci ha dato - ha dichiarato Silvio Micali, fondatore di Algorand, professore presso il MIT di Boston e vincitore del Premio Turing -. La Siae ha fatto sin da subito una grande ricerca su tutte le tecnologie e siamo orgogliosi che abbia scelto noi. Siamo anche orgogliosi di questa applicazione di cui stiamo parlando perché aiuta gli autori ad ottenere il giusto compenso per il loro lavoro creativo, di cui noi tutti beneficiamo. Questo accordo permette ad Algorand di mettere in luce la nostra tecnologia, cioè la nostra capacità di creare e gestire diritti digitali, non solo con grande capacità e trasparenza, ma anche con grande efficienza, specialmente quando questi diritti non appartengono ad una sola persona fisica ma da molti autori. Quando un sistema centralizzato diventa efficiente, si incamerano tutte le spese che non devono più essere fatte. In questo caso, non avendo la Siae scopo di lucro, l'efficienza di Algorand è a tutto vantaggio degli autori stessi. La blockchain è una banca dati aperta a tutti, in cui tutti possono avere accesso ai dati, tutti possono scrivere un dato in questo registro e nessuno può alterare ciò che è stato scritto. Gestire 100.000 autori, milioni e milioni di diritti, magari posseduti da diversi autori, non è una cosa facile. La Siae ha avuto una grande lungimiranza a capire che la blockchain era forse il modo migliore per avere sia trasparenza che costi bassi e ha dato vita a un progetto ambizioso, dove la trasparenza e la semplicità nella gestione dei dati stanno diventando una nuova realtà per il loro settore".

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