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Enel porta il progetto SHiFT al congresso nazionale sulla geotermia

La partecipazione di Enel al progetto SHiFT conferma così l’importanza della collaborazione tra industria, ricerca e istituzioni per accelerare lo sviluppo della geotermia di nuova generazione, rafforzando il ruolo dell’Italia in un settore destinato ad assumere un peso crescente nella transizione energetica

Enel porta il progetto SHiFT al congresso nazionale sulla geotermia

Enel, il progetto SHiFT protagonista al congresso nazionale sulla geotermia: 28 milioni di investimenti per sviluppare tecnologie capaci di sfruttare risorse geotermiche ad altissima temperatura

Enel rafforza il proprio ruolo nello sviluppo della geotermia avanzata con SHiFT, il progetto europeo dedicato all’esplorazione e all’utilizzo delle risorse geotermiche ad altissima temperatura. L’iniziativa è stata protagonista delle celebrazioni per il 25° anniversario della fondazione dell’Unione Geotermica Italiana, occasione di confronto tra esperti, istituzioni e operatori del settore sulle prospettive di una tecnologia sempre più strategica per la transizione energetica.

Al centro del congresso, le opportunità offerte dalla cosiddetta geotermia superhot, che punta a sfruttare fluidi geotermici a temperature superiori ai 400°C attraverso pozzi più profondi e performanti. Una frontiera tecnologica che potrebbe ampliare significativamente il potenziale della produzione di energia geotermica, valorizzando risorse finora considerate difficilmente utilizzabili. L’incontro ha rappresentato anche un’occasione per approfondire alcune delle principali sfide del settore, dalla semplificazione delle procedure autorizzative alla definizione di nuovi modelli finanziari, fino alla necessità di rafforzare il coordinamento tra i diversi attori della filiera nazionale.

Il progetto SHiFT, acronimo di SuperHot geothermal – Integrated demonstration and Flow Testing, è guidato da Reykjavík Energy e coinvolge 17 partner europei. L’iniziativa beneficia di un finanziamento di 10 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon Europe, a fronte di un investimento complessivo di 28 milioni di euro. Tra il 19 e il 20 maggio Enel ha ospitato a Larderello, in Toscana, il meeting tecnico di avvio del progetto, confermando il ruolo del territorio come punto di riferimento internazionale per la ricerca e l’innovazione nel settore geotermico.

SHiFT si inserisce in un percorso di sviluppo tecnologico che vede Enel impegnata da diversi anni. Già nell’ottobre 2025, durante il Superhot Geothermal Summit di Reykjavík, organizzato nell’ambito dell’Assemblea del Circolo Polare Artico, il Gruppo aveva presentato i risultati di Descramble, progetto europeo dedicato alla perforazione in ambienti geotermici estremi. L’iniziativa, guidata da Enel, aveva consentito di raggiungere temperature fino a 515°C, tra le più elevate registrate a livello mondiale nei sistemi idrotermali, aprendo nuove prospettive per lo sviluppo di materiali e tecnologie di perforazione capaci di operare in condizioni particolarmente complesse.

L’impegno di Enel nella ricerca si affianca a una consolidata esperienza industriale nella produzione di energia geotermica. In Toscana, tra le province di Pisa, Siena e Grosseto, il Gruppo gestisce un complesso composto da 34 centrali, che producono complessivamente quasi 6 miliardi di kWh di energia elettrica all’anno, equivalenti a circa il 33% del fabbisogno regionale. La geotermia rappresenta inoltre una risorsa per il territorio anche al di fuori della produzione elettrica. Attraverso le reti di teleriscaldamento, il calore geotermico viene utilizzato per riscaldare circa 13mila utenti e 26 ettari di serre, contribuendo allo sviluppo delle attività economiche locali. A questi risultati si aggiunge una filiera turistica legata al patrimonio geotermico toscano, che registra oltre 60mila visite ogni anno.

Il congresso ha infine riportato l’attenzione sulle prospettive di sviluppo della geotermia in Italia, considerata una delle tecnologie in grado di contribuire agli obiettivi europei di neutralità climatica entro il 2050. Il Paese dispone di un significativo potenziale geotermico nei primi cinque chilometri di profondità, ma per valorizzarlo pienamente sarà necessario accelerare sul fronte degli investimenti, della ricerca e delle autorizzazioni. In questo contesto emerge l’esigenza di definire un Piano d’Azione nazionale per la Geotermia, accompagnato da una roadmap con obiettivi al 2030 e al 2050. Una strategia che potrebbe contribuire a ridurre il divario con gli altri Paesi europei, favorendo allo stesso tempo nuove opportunità per gli investitori, le imprese della filiera e i territori.

La partecipazione di Enel al progetto SHiFT conferma così l’importanza della collaborazione tra industria, ricerca e istituzioni per accelerare lo sviluppo della geotermia di nuova generazione, rafforzando il ruolo dell’Italia in un settore destinato ad assumere un peso crescente nella transizione energetica.