Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Corporate – Il giornale delle imprese » Fincantieri, utile record a 102 milioni di euro nel primo semestre 2026

Fincantieri, utile record a 102 milioni di euro nel primo semestre 2026

Folgiero (Fincantieri): “L’utile netto, quasi triplicato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, testimonia l’efficacia del percorso intrapreso e la nostra capacità di tradurre la profonda visibilità del portafoglio ordini in risultati concreti”

Fincantieri, utile record a 102 milioni di euro nel primo semestre 2026
Folgiero, Fincantieri

Fincantieri: utile record a 102 milioni, EBITDA a 350 milioni e carico di lavoro da 73,9 miliardi di euro con consegne fino al 2039

Fincantieri chiude il primo semestre 2026 con un utile netto record di 102 milioni di euro, quasi triplicato rispetto ai 35 milioni registrati nello stesso periodo del 2025. Crescono anche redditività e carico di lavoro, mentre il Gruppo conferma gli obiettivi per l’intero esercizio.

I ricavi si attestano a 4,58 miliardi di euro, sostanzialmente stabili rispetto ai 4,576 miliardi del primo semestre 2025, mentre l’EBITDA aumenta del 12,5% raggiungendo 350 milioni. Il margine EBITDA sale così dal 6,8% al 7,6%, sostenuto dal miglioramento della redditività nel segmento Shipbuilding e dalla crescita del business Underwater. Il risultato netto adjusted, calcolato escludendo le componenti estranee alla gestione ordinaria o non ricorrenti, raggiunge 113 milioni di euro, contro i 48 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.

Il risultato netto di 102 milioni consente a Fincantieri di avvicinarsi già alla fine di giugno all’utile di 117 milioni realizzato nell’intero esercizio 2025. L’EBIT sale a 207 milioni, rispetto ai 156 milioni dell’anno precedente, mentre il relativo margine passa dal 3,4% al 4,5%. Il miglioramento è legato all’aumento dell’EBITDA e alla riduzione degli ammortamenti, scesi da 155 a 143 milioni. Gli oneri finanziari netti diminuiscono da 80 a 73 milioni grazie al miglioramento del costo medio del debito. Il semestre beneficia inoltre di 26 milioni di proventi netti da partecipazioni, inclusa una plusvalenza da 23 milioni derivante dalla cessione di una joint venture non strategica.

Il carico di lavoro complessivo del Gruppo sale a 73,9 miliardi di euro, in aumento del 17% rispetto ai 63,2 miliardi registrati alla fine del 2025. Il valore corrisponde a circa otto volte i ricavi realizzati nell’esercizio precedente. Il backlog, composto dagli ordini già acquisiti, raggiunge 43 miliardi, mentre il soft backlog, che comprende opzioni, lettere d’intenti e commesse in fase avanzata di negoziazione, ammonta a 30,9 miliardi. Fincantieri conta 92 navi in portafoglio, con consegne programmate fino al 2036 e una visibilità estesa al 2039 considerando l’ordine sottoscritto ad aprile con Princess Cruises. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati acquisiti nuovi ordini per 6,1 miliardi di euro. Il dato non comprende diversi contratti firmati ma non ancora efficaci, il cui valore complessivo consente già al Gruppo di coprire il target annuale di circa 11 miliardi indicato nel Piano industriale 2026-2030.

Anche la posizione finanziaria netta adjusted registra un netto miglioramento, passando da un indebitamento di 1,311 miliardi alla fine del 2025 a 756 milioni al 30 giugno 2026. Il rapporto tra posizione finanziaria netta adjusted ed EBITDA degli ultimi dodici mesi scende così da 1,9 a una volta. Il risultato riflette sia la generazione di cassa del periodo sia l’aumento di capitale da circa 500 milioni completato a febbraio. Escludendo l’effetto dell’operazione sul capitale, l’indebitamento sarebbe comunque sceso a 1,234 miliardi, con un rapporto pari a 1,7 volte. Il flusso di cassa generato dalle attività operative raggiunge 287 milioni, rispetto ai 199 milioni del primo semestre 2025, mentre le disponibilità liquide alla fine del periodo ammontano a 591 milioni.

Il segmento Shipbuilding registra ricavi per 3,157 miliardi, in diminuzione del 5,9%. La flessione è dovuta principalmente al confronto con il primo semestre 2025, che aveva beneficiato dell’ordine straordinario per due unità destinate alla Marina indonesiana. La redditività aumenta però in modo significativo: l’EBITDA sale del 7,9% a 236 milioni e il margine passa dal 6,5% al 7,5%. Nel comparto delle navi da crociera i ricavi crescono del 14,5%, sostenuti dall’andamento favorevole dei prezzi e dall’avanzamento dei programmi di costruzione. Il semestre ha visto la consegna, tra le altre, di Norwegian Luna, Four Seasons I, Viking Mira e Mein Schiff Flow.

Nel settore della Difesa, Fincantieri ha rafforzato il proprio ruolo nel programma italiano dei Pattugliatori polivalenti d’altura e ha ottenuto negli Stati Uniti il primo contratto collegato al programma Medium Landing Ship della U.S. Navy. Il business Underwater si conferma invece tra i principali motori della crescita, con ricavi pari a 356 milioni, in aumento del 29,9%, e un EBITDA di 60 milioni. Il margine si mantiene al 17%, il più elevato tra i principali comparti del Gruppo. La crescita è stata interamente organica ed è legata all’avanzamento del programma U212 NFS per i sottomarini della Marina Militare italiana, oltre allo sviluppo delle attività di WASS Submarine Systems e Remazel Engineering.

A luglio Fincantieri ha annunciato gli accordi per acquisire la maggioranza di Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm, con un esborso iniziale di circa 600 milioni. Le operazioni puntano a creare il primo operatore europeo della subacquea verticalmente integrato, capace di offrire servizi, mezzi autonomi, sensori, telecomunicazioni, sistemi di difesa e piattaforme strategiche. Su base pro-forma, il nuovo segmento Underwater dovrebbe raggiungere nel 2026 ricavi per 1,1 miliardi e un EBITDA di 220 milioni, anticipando di quattro anni gli obiettivi fissati per il 2030. Il contributo aggiuntivo all’utile pro-forma è stimato in oltre 60 milioni.

Il comparto Offshore e Navi speciali registra ricavi per 792 milioni, in aumento del 22,4%, e un EBITDA di 40 milioni, cresciuto del 14,4%. Gli ordini salgono del 178,4% a 902 milioni. Tra le commesse principali figura una nave da ricerca in acque profonde destinata all’organizzazione statunitense Inkfish, del valore di circa 700 milioni, il più grande ordine mai ottenuto da Vard per una singola unità. Anche il segmento Sistemi, Componenti e Infrastrutture cresce, con ricavi in aumento del 16,2% a 720 milioni e un EBITDA di 47 milioni.

Fincantieri rafforza inoltre la propria presenza internazionale nel settore della Difesa. Il 20 luglio i governi italiano e portoghese hanno annunciato la firma di un accordo per l’acquisizione di tre fregate FREMM EVO destinate alla Marina portoghese. Il Gruppo ha inoltre avviato collaborazioni industriali in Croazia, Indonesia e Albania, puntando sul trasferimento tecnologico, sullo sviluppo delle capacità produttive locali e sull’accesso a nuovi programmi navali.

Per l’intero 2026 Fincantieri conferma ricavi compresi tra 9,3 e 9,4 miliardi di euro, un EBITDA tra 700 e 710 milioni, un margine EBITDA intorno al 7,5% e un utile netto tra 140 e 180 milioni. Il rapporto tra posizione finanziaria netta adjusted ed EBITDA è atteso a due volte, oppure a 1,3 volte includendo l’aumento di capitale completato a febbraio.

“L’utile netto, quasi triplicato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, testimonia l’efficacia del percorso intrapreso e la nostra capacità di tradurre la profonda visibilità del portafoglio ordini in risultati concreti”, ha dichiarato l’amministratore delegato e direttore generale Pierroberto Folgiero. Secondo il manager, l’espansione dell’Underwater e il rafforzamento dei settori tradizionali stanno rendendo il profilo industriale del Gruppo più equilibrato e distintivo, creando le condizioni per consolidare la leadership di Fincantieri nella cantieristica ad alta tecnologia.