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Fondazione Snam lancia Verde Inclusivo: formazione e lavoro attraverso la cura del verde

Al centro del progetto c’è la costruzione di competenze professionali legate alla cura e alla manutenzione del verde, con l’obiettivo di accompagnare i partecipanti dalla formazione fino al tirocinio e, successivamente, all’inserimento nel mondo del lavoro

Fondazione Snam lancia Verde Inclusivo: formazione e lavoro attraverso la cura del verde

Fondazione Snam, Verde Inclusivo cresce in oltre 10 regioni: formazione e lavoro per 300 giovani, nuovo progetto sui terreni confiscati alla mafia

Trasformare la cura del verde in un percorso di formazione, autonomia e reinserimento sociale. È l’obiettivo di “Verde Inclusivo”, il progetto promosso da Fondazione Snam e già attivo in oltre 10 regioni italiane, con percorsi rivolti a persone in condizioni di vulnerabilità e, in particolare, a giovani che hanno affrontato problemi di dipendenza. L’iniziativa è stata presentata a Roma, nella Sala del Refettorio della Camera dei deputati, durante l’evento “Ripartire insieme: giovani, competenze, futuro”, che ha riunito istituzioni, imprese, comunità di recupero e organizzazioni del Terzo Settore. Al centro del progetto c’è la costruzione di competenze professionali legate alla cura e alla manutenzione del verde, con l’obiettivo di accompagnare i partecipanti dalla formazione fino al tirocinio e, successivamente, all’inserimento nel mondo del lavoro.

Avviato nel 2025 in Lombardia, Verde Inclusivo si è progressivamente esteso sul territorio nazionale e oggi coinvolge oltre 10 regioni, 35 imprese del settore del verde e 27 comunità. La rete costruita dal progetto ha permesso finora di raggiungere circa 300 giovani, con oltre 2.500 ore di formazione erogate e più di 30 tirocini formativi avviati. Sono inoltre partiti i primi percorsi di inserimento lavorativo successivi al tirocinio. Tra le realtà coinvolte figurano Fondazione Exodus, Mestieri Lombardia, San Patrignano, Comunità Incontro, La Gasparina di Sopra e Polo 9.

Il modello mette insieme enti formativi, comunità di recupero, servizi per il lavoro, istituzioni regionali e aziende, adattando i percorsi alle caratteristiche sociali e produttive dei singoli territori. I partecipanti vengono accompagnati lungo tutto il percorso con il supporto di educatori, psicologi e operatori specializzati. La cura e la manutenzione del verde diventano così non soltanto un’attività formativa, ma anche uno strumento per acquisire competenze concretamente utilizzabili nel mercato del lavoro.

Durante l’evento romano è stata annunciata anche una nuova iniziativa che porterà Verde Inclusivo in Sicilia, ampliandone il raggio d’azione. Il progetto punta a valorizzare terreni inutilizzati e aree confiscate alla mafia nei territori di Corleone, coinvolgendo persone in condizioni di vulnerabilità in attività legate alla produzione agricola. L’obiettivo è sviluppare un modello di agricoltura sociale capace di coniugare recupero dei terreni, formazione professionale, creazione di posti di lavoro e sviluppo locale. A illustrare obiettivi e prospettive del progetto sono stati Alessandro Zehentner, presidente di Snam e Fondazione Snam, Roberto Bezzi, presidente della Cooperativa Agricola San Patrignano, e Giampaolo Nicolasi, capo struttura di Comunità Incontro. Al confronto hanno partecipato anche monsignor Gualtiero Isacchi, arcivescovo di Monreale, e la psicologa, sociologa e criminologa Tonia Bardellino.

In Fondazione Snam ascoltiamo i bisogni delle comunità e ci impegniamo a trasformare le risorse già presenti in opportunità concrete e durature”, ha dichiarato Alessandro Zehentner. Secondo il presidente di Snam e Fondazione Snam, iniziative come Verde Inclusivo e i progetti di agricoltura sociale previsti in Sicilia dimostrano come “il lavoro non sia soltanto uno strumento di autonomia economica, ma una leva concreta di riscatto e inclusione, per le persone e i territori”.

Zehentner ha inoltre sottolineato la necessità di costruire una rete tra pubblico, privato e Terzo Settore: “Le fragilità sociali non possono essere affrontate da un singolo attore. Occorre costruire alleanze tra istituzioni, imprese e Terzo Settore, mettendo in rete competenze ed esperienze per supportare il potenziale dei territori e creare un valore realmente condiviso”. Il progetto si inserisce infatti in una strategia che punta a rafforzare la collaborazione tra imprese e realtà del Terzo Settore, anche attraverso una filiera più sostenibile e attenta alla responsabilità sociale. Per Fondazione Snam, la formazione professionalizzante e l’ingresso nel mondo del lavoro rappresentano così due strumenti centrali per trasformare situazioni di fragilità e marginalità in percorsi di autonomia, competenza e partecipazione alla vita delle comunità.