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IIA, chiusi gli Insurtech Days 2026: il futuro delle assicurazioni passa da salute e prevenzione

Ranucci Brandimarte (IIA): “Le assicurazioni, insieme alle strutture sanitarie e ai fornitori di servizi per la longevità, stanno creando ecosistemi in grado di supportare la prevenzione del cliente e del paziente finale, migliorandone il lifetime value”

IIA, chiusi gli Insurtech Days 2026: il futuro delle assicurazioni passa da salute e prevenzione
SIMONE RANUCCI BRANDIMARTE PRESIDENTE IIA

IIA, conclusi gli Insurtech Days 2026 con focus sulla salute: il settore guarda prevenzione e nuovi ecosistemi

Si è conclusa a Milano la sesta edizione degli Insurtech Days, l’appuntamento promosso da Italian Insurtech Association (IIA), che si è svolto il 2 e 3 luglio presso Le Village by CA Milano. Nel corso dell’evento sono stati assegnati gli Insurtech Innovation Awards 2026, riconoscimenti dedicati alle realtà che si sono distinte per la capacità di trasformare l’innovazione tecnologica in soluzioni concrete per il settore assicurativo.

La prima giornata, “Protecting Risk in a Connected World”, ha approfondito l’evoluzione dell’assicurazione negli ecosistemi casa, mobilità e PMI, con focus su embedded insurance, piattaforme aperte e modelli phygital. La seconda, “Life, Health & Longevity”, è stata dedicata alla trasformazione dei comparti vita, salute e longevità, in un contesto segnato dai cambiamenti demografici e dal ruolo crescente delle compagnie come partner di prevenzione, cura e benessere.

Secondo IIA, circa il 33% degli investimenti insurtech è oggi destinato allo sviluppo di ecosistemi, per un valore stimato di circa 300 milioni di euro. “Gli Insurtech Awards valorizzano le realtà che stanno contribuendo in modo concreto all’evoluzione del settore assicurativo”, ha dichiarato Simone Ranucci Brandimarte, presidente di IIA, sottolineando la necessità di promuovere un ecosistema aperto e collaborativo per accelerare l’innovazione del mercato.

Tra i vincitori della prima giornata figurano Assicurare e Mama Insurance & Fastweb per l’ecosistema casa; Bolttech, con il progetto BYD Care, e OCTO Telematics per la mobilità; Helvetia e Generali Italia per le soluzioni dedicate alle PMI. Premi anche alle partnership Hiscox & Lokky e REVO & Satispay, esempi di collaborazione orientata alla creazione di valore tra assicurazione, insurtech e fintech.

La seconda giornata ha visto premiate CNP Assicura e Alleanza Assicurazioni per l’ecosistema vita; AXA Italia e MediCX per l’ecosistema salute; Generali Welion e TVConnect per la longevità. Il Special Prize – Ecosystem Impact Award è stato assegnato a Blue Assistance, Visada e International Care Company, per soluzioni capaci di integrare welfare, salute, assistenza, intelligenza artificiale e prevenzione. Gli Insurtech Days 2026 confermano così la centralità dell’innovazione tecnologica nel futuro del settore assicurativo, sempre più orientato verso ecosistemi integrati, servizi digitali e nuovi modelli di protezione per persone e imprese.

L’intervista di Affaritaliani a Simone Ranucci Brandimarte, Presidente IIA

Simone Ranucci Brandimarte, Presidente IIA, ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “Il mercato assicurativo, e più in generale quello della protezione del cliente finale, sta attraversando una trasformazione radicale dal punto di vista del posizionamento. L’assicurazione non è più soltanto il soggetto che interviene nel momento del bisogno, garantendo una copertura in caso di sinistro. Sta diventando, invece, un partner continuativo lungo tutto il ciclo di vita del cliente”.

Brandimarte sottolinea come l’industria assicurativa stia passando da una logica reattiva, legata alla gestione del problema, a una funzione più ampia di assistenza, supporto e prevenzione. “L’assicurazione non è più l’ente che ti risolve un problema, ma quello che ti assiste durante tutto il tuo ciclo di vita: ti supporta, ti aiuta nella prevenzione, nel miglioramento e nell’evoluzione delle metriche di base”.

Si tratta, a suo avviso, di un cambiamento radicale che comporta una serie di nuovi imperativi per il mercato assicurativo. Il primo riguarda la necessità di ragionare sempre più in un’ottica di prevenzione, e non soltanto di reazione. Il secondo consiste nella costruzione di ecosistemi capaci di accompagnare meglio il cliente lungo il suo percorso di vita, attraverso servizi, intelligenza artificiale, tecnologia e nuove interfacce. Il terzo riguarda lo sviluppo di un nuovo linguaggio, che permetta alle compagnie di dialogare con il cliente in modo regolare e continuativo, a partire dalla sottoscrizione della polizza. “In generale, sarà fondamentale mantenere una scalabilità tecnologica e di processo completamente diversa da quella attuale”.

È per questa ragione che, spiega Brandimarte, IIA considera lo sviluppo degli ecosistemi uno dei principali fattori di evoluzione del mercato assicurativo. “Gli ecosistemi, dalla salute alla casa, dall’IPMI alla mobilità, stanno trasformando profondamente il rapporto tra assicurazione e cliente. Migliorano la percezione che il cliente ha dell’assicurazione e, a mio avviso, aumentano sia la marginalità sia il valore aggiunto del settore”.

In un sistema Paese in cui il ruolo dell’assicurazione è destinato a diventare sempre più centrale, Brandimarte ritiene che questa evoluzione rappresenti un passaggio particolarmente importante. All’interno dei singoli ecosistemi, tuttavia, esistono differenze significative. Nell’ambito delle PMI c’è ancora molto lavoro da fare; nella mobilità l’ecosistema appare già abbastanza maturo; mentre sul fronte della casa sono in corso numerosi sviluppi. La partita decisiva, però, secondo Brandimarte, si gioca soprattutto sulla salute.

Le assicurazioni, insieme alle strutture sanitarie e ai fornitori di servizi per la longevità, stanno creando ecosistemi in grado di supportare la prevenzione del cliente e del paziente finale, migliorandone il lifetime value”. Nel corso del dibattito è emerso anche il concetto di “span of joy”, inteso come la capacità delle persone di vivere meglio e in modo più felice. Brandimarte evidenzia come in questa trasformazione siano presenti molta tecnologia e molta intelligenza artificiale, ma anche un forte impegno da parte delle compagnie assicurative, una grande qualità manageriale e una visione strategica sempre più chiara.

Sono personalmente estremamente colpito non tanto dalla qualità delle persone, che conosco molto bene, quanto dalla capacità dell’industria di reagire a problematiche complesse che fino a poco tempo fa non esistevano“. Secondo il Presidente di IIA, l’industria assicurativa è destinata a diventare nei prossimi anni uno dei principali attori nell’orchestrazione della salute sul mercato italiano. “Questo sarà un bene per i cittadini, per lo Stato, per l’industria e per tutti noi”.

L’intervista di Affaritaliani a Paolo Meciani, Founder BIME Consulting

Paolo Meciani, Founder di BIME Consulting, ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “L’invecchiamento della popolazione rappresenta una sfida rilevante per il sistema pubblico e per il settore assicurativo. Le risorse dello Stato sono limitate, mentre l’aumento dell’età media richiede nuove soluzioni sostenibili”.

Secondo Meciani, le compagnie devono intervenire prima che le persone raggiungano un’età troppo avanzata, così da poter offrire coperture a condizioni economicamente sostenibili. “Anticipare l’intervento è fondamentale: altrimenti diventa difficile proporre polizze a prezzi ragionevoli”. Un ruolo centrale è affidato alla prevenzione, che deve proseguire anche in età avanzata e può riguardare comportamenti quotidiani, screening e strumenti diagnostici.

La prevenzione costa relativamente poco: va dalla gestione sicura della casa agli esercizi per contrastare il decadimento muscolare, fino alle tecnologie per individuare precocemente patologie come l’Alzheimer”. Per Meciani, le assicurazioni possono quindi contribuire non solo alla copertura dei rischi, ma anche alla prevenzione e all’accompagnamento delle persone anziane. “La vera sfida è costruire soluzioni sostenibili, capaci di proteggere le persone mantenendo l’equilibrio economico del sistema assicurativo”.

L’intervista di Affaritaliani a Andrea Spallanzani, Chief Commercial Officer Athora Italia 

Andrea Spallanzani, Chief Commercial Officer Athora Italia, ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “Per Athora Italia si tratta di un’occasione molto interessante di confronto e di stimolo, perché coinvolge numerosi player della filiera: dal comparto assicurativo vita e danni alla distribuzione, fino al mondo della tecnologia”. Secondo Spallanzani, questi momenti rappresentano un’importante opportunità di condivisione e dialogo tra attori diversi del mercato, in un contesto in cui innovazione, distribuzione e soluzioni assicurative sono sempre più interconnesse.

Abbiamo partecipato alla tavola rotonda dedicata al ramo vita e alle soluzioni di risparmio e investimento nell’ambito della protezione, spiegando la nostra strategia di crescita e sviluppo in questo segmento”. Per quanto riguarda il percorso della compagnia, Spallanzani ha evidenziato come Athora Italia abbia avviato un processo di crescita significativo, con particolare attenzione al canale della bancassicurazione.

Dal 2023 la nostra crescita sul mercato è stata importante, in particolare nel rapporto con le banche regionali e multiregionali”. Athora Italia, ha spiegato il Chief Commercial Officer, può oggi contare su un network di 450 sportelli in esclusiva distributiva, grazie a partnership strategiche e preferenziali con istituti bancari.

Queste collaborazioni ci stanno dando grande soddisfazione, anche grazie a un modello di servizio dedicato ai partner bancari, con particolare riferimento alle banche multiregionali”. Spallanzani ha quindi sottolineato il valore di un modello operativo costruito sulle esigenze specifiche dei partner distributivi e capace di sostenere la crescita della compagnia nel segmento vita, risparmio e investimento.

È un modello di servizio che funziona e che vede al centro la tecnologia, tema che è stato uno dei leitmotiv dell’evento e che continuerà a esserlo anche per l’Italian Insurtech Association”. In questa prospettiva, Athora Italia conferma la volontà di proseguire nel proprio percorso di sviluppo, rafforzando il ruolo della tecnologia come elemento chiave a supporto della distribuzione, della relazione con i partner e dell’evoluzione delle soluzioni assicurative vita.

L’intervista di Affaritaliani a Stefano Bison, Amministratore Delegato Humanitas Medical Care

Stefano Bison, Amministratore Delegato di Humanitas Medical Care, ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “L’invecchiamento della popolazione comporta un aumento di cronicità, comorbidità e costi sanitari, a fronte di risorse pubbliche che non potranno crescere nella stessa misura. È un problema troppo grande per essere affrontato da un solo settore: la collaborazione tra assicurazioni e sanità è fondamentale”.

Secondo Bison, questa sinergia può rendere la sanità più sostenibile e accessibile, migliorando l’adeguatezza delle cure, la trasparenza e la presa in carico del paziente lungo tutto il percorso. “È fondamentale innovare i prodotti e integrare i sistemi, facendo dialogare i dati sanitari con quelli assicurativi, così da ridurre i costi di transazione e semplificare i processi”.

Un altro aspetto decisivo riguarda la capacità di fondi e assicurazioni di riconoscere la reale qualità delle cure. In questa direzione, Bison cita il progetto Taete promosso da Alfasi, che prevede rimborsi maggiori per chi integra tecnologie capaci di migliorare la qualità dell’assistenza. “Resto fiducioso sul fatto che i due settori possano continuare ad avvicinarsi”. Per Bison, il dialogo tra sanità e assicurazioni rappresenta quindi una leva fondamentale per garantire cure più sostenibili, accessibili e di qualità.”

L’intervista di Affaritaliani a Andrea Caridi, Senior Director mercato FSI di DST

Andrea Caridi, Senior Director Mercato FSI di DST, ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “L’intelligenza artificiale può avere un impatto decisivo sulla relazione tra compagnie assicurative, reti distributive e clienti. Il business assicurativo si fonda su fiducia, contatto e trasparenza. L’AI deve inserirsi in questo rapporto senza romperlo, ma aiutando a renderlo più semplice ed efficace”.

Secondo Caridi, l’intelligenza artificiale può migliorare i processi, la qualità del servizio, la comunicazione e la gestione di momenti chiave come onboarding e sinistri. Può inoltre supportare agenti e broker nella creazione di materiali informativi e contenuti personalizzati, sempre coerenti con le policy legali e di brand della compagnia. “Oggi un agente può costruire comunicazioni più vicine ai bisogni dei clienti, restando all’interno delle regole definite dalla compagnia”. Caridi ha citato anche Musa, soluzione di DST pensata per creare rapidamente contenuti grafici e testuali conformi alle linee guida aziendali.

Resta però centrale il tema della governance. Dal white paper realizzato con l’Associazione emerge infatti che molti progetti di AI vengono sperimentati, ma pochi arrivano davvero in produzione. “Serve una governance end-to-end e una visione di lungo periodo, capace di accompagnare il cambiamento lungo tutta la catena del valore”. Per Caridi, l’AI rappresenta quindi un’importante opportunità per il settore assicurativo, purché restino centrali il cliente, la qualità del servizio e la capacità di governare l’evoluzione tecnologica.

L’intervista di Affaritaliani a Minjun Hu, Broker Altroconsumo Connect

Minjun Hu, Broker di Altroconsumo Connect, ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “Il ruolo dell’assicurazione nella vita quotidiana delle persone sta cambiando profondamente, soprattutto nell’ambito della protezione e della salute. Dopo il Covid abbiamo notato una crescente attenzione verso prodotti in grado di tutelare la salute delle persone, come polizze sanitarie, critical illness e LTC”.

Secondo Hu, il settore sta evolvendo anche attraverso servizi sempre più vicini ai bisogni concreti dei clienti, come videoconsulti, telemedicina, consegna dei farmaci a domicilio, accompagnamento alle visite e accesso a network sanitari dedicati. “Le assicurazioni si stanno avvicinando sempre di più alla vita quotidiana delle persone”.

Dal punto di vista del broker, Hu sottolinea il valore di una relazione diretta con il cliente, che consente di comprendere meglio le sue esigenze e proporre soluzioni personalizzate. “Come broker abbiamo una visione privilegiata: possiamo scegliere sul mercato i prodotti più adeguati e offrire soluzioni ritagliate sulle reali necessità dei nostri soci e clienti”. In questa prospettiva, il broker assume un ruolo centrale nel guidare il cliente verso coperture e servizi più adatti, in un mercato assicurativo sempre più orientato alla protezione della persona.