IIA, pubblicata la nuova ricerca in collaborazione con EY sul segmento PMI: il 67% degli operatori non rileva cambiamenti sulla consapevolezza dei rischi
Cyber risk, resilienza operativa e rischi climatici sono ormai al centro del dibattito pubblico e industriale, ma per molte PMI italiane la gestione del rischio resta ancora una partita giocata in difesa. È quanto emerge dalla nuova ricerca realizzata da EY per Italian Insurtech Association (IIA) sull’evoluzione del mercato Commercial Lines per le Piccole e Medie Imprese: secondo il 67% degli operatori del settore, negli ultimi anni la consapevolezza delle aziende sui rischi a cui sono esposte è migliorata solo in misura limitata, o non è cambiata affatto.
La ricerca è stata presentata il 2 luglio a Milano durante la prima giornata degli Insurtech Days 2026, l’evento annuale di Italian Insurtech Association dedicato all’innovazione assicurativa. Il titolo della giornata, “Empowering Ecosystems: Protecting Risk in a Connected World”, ha posto al centro il tema dell’evoluzione del settore da una logica di prodotto a modelli basati su ecosistemi, servizi e relazioni continuative con clienti e partner.
Lo studio, che ha coinvolto compagnie assicurative, broker, insurtech e istituti bancari, evidenzia come i progressi nella sensibilità verso il rischio siano ancora prevalentemente determinati da fattori esterni. Nel 75% dei casi, infatti, una maggiore attenzione da parte delle PMI nasce da obblighi normativi o richieste provenienti da banche, clienti e Pubblica Amministrazione, mentre nel 42% dei casi è conseguenza diretta di eventi subiti dall’impresa stessa. Un dato che conferma la difficoltà del mercato nel compiere il passaggio da una logica reattiva a una cultura preventiva e strutturata della gestione del rischio.
Nonostante questo scenario, le prospettive di crescita del mercato restano positive. Il 92% degli operatori intervistati prevede infatti un incremento della raccolta premi nel segmento PMI nei prossimi dodici mesi: l’83% si attende una crescita moderata, mentre il 9% prevede una crescita significativa. Un dato che conferma come le PMI rappresentino uno dei principali bacini di sviluppo per il settore assicurativo, anche alla luce dei persistenti livelli di sottoassicurazione. In un contesto in cui la cultura del rischio tra le PMI italiane resta ancora limitata, il ruolo della distribuzione emerge come il principale motore di sviluppo del mercato. Secondo la ricerca, il 67% degli operatori individua nel rafforzamento delle competenze consulenziali di agenti e broker la leva più efficace per favorire la crescita del segmento, mentre il 50% punta su iniziative di informazione, educazione e dialogo diretto con le imprese.
Afferma Marco Concordati, Partner Insurance di EY: “Per superare il gap di protezione delle PMI, il settore assicurativo sta evolvendo verso un modello che mette al centro l’accompagnamento delle imprese nella comprensione e nella gestione dei rischi. Il 67% degli operatori indica nel rafforzamento del ruolo consulenziale di agenti e broker la principale leva di crescita, affiancata dallo sviluppo di servizi a valore aggiunto come risk assessment e attività di prevenzione, sempre più integrati nelle soluzioni offerte. In questo percorso si inserisce anche l’adozione dell’intelligenza artificiale, oggi prevalentemente concentrata sul miglioramento dei processi operativi e decisionali, con benefici ancora in fase di consolidamento, ma con un potenziale ancora ampio di evoluzione nei modelli di servizio”.
“Il principale gap che emerge dalla ricerca non riguarda tanto la disponibilità di soluzioni assicurative quanto il livello di cultura assicurativa presente nel tessuto imprenditoriale italiano”, commenta Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Italian Insurtech Association. “Per colmare questo divario è necessario che compagnie, intermediari, broker e tutti gli attori dell’ecosistema facciano fronte comune, promuovendo un approccio più strutturato alla gestione del rischio. Oggi troppo spesso l’attenzione delle imprese si attiva solo in risposta a un evento subito, a un obbligo normativo o a una richiesta esterna. La vera sfida è favorire il passaggio da una logica reattiva a una cultura preventiva e proattiva della gestione del rischio. È questo il concetto che sta alla base degli ecosistemi assicurativi: superare la logica del puro prodotto per costruire modelli integrati che combinano protezione, prevenzione, servizi e consulenza, creando valore continuo per le imprese”.
La ricerca evidenzia inoltre una trasformazione dell’offerta assicurativa. Il 58% degli operatori sta investendo nell’integrazione di servizi a valore aggiunto come risk assessment, loss prevention, cyber hygiene e supporto alla compliance, con l’obiettivo di rendere le soluzioni assicurative più rilevanti e concrete per le imprese. Parallelamente, il 50% punta su una maggiore modularità delle coperture per rispondere in modo più efficace alle esigenze specifiche delle PMI.
Tra i principali ambiti di attenzione emerge il tema delle catastrofi naturali. Sebbene il rischio climatico sia ormai presidiato dall’intero mercato assicurativo l’adozione procede a rilento e per accelerarla il 50% degli operatori sta investendo in attività di sensibilizzazione e il 42% sta intervenendo sui modelli di pricing per migliorarne sostenibilità e accessibilità. Sul fronte dell’;innovazione, l’intelligenza artificiale si conferma una priorità strategica per il settore. Sebbene una parte del mercato si trovi ancora in una fase iniziale di implementazione (27%) o non abbia ancora sviluppato use case AI (9%), tra gli operatori che hanno già maturato sufficiente esperienza prevalgono valutazioni positive, con il 28% che riporta benefici in linea o superiori alle aspettative. Gli intervistati individuano i maggiori impatti nell’automazione dei processi di gestione sinistri (55%) e nel miglioramento delle attività di underwriting e risk assessment (36%), a conferma di un utilizzo dell’AI orientato principalmente all’efficientamento operativo e alla qualità delle decisioni.
La ricerca conclude che crescita profittevole, evoluzione dei modelli distributivi e ampliamento dell’offerta rappresentano oggi le principali priorità strategiche per gli operatori. La capacità di combinare consulenza, innovazione e personalizzazione delle soluzioni sarà determinante per cogliere il potenziale ancora inespresso del segmento PMI e sostenere una più diffusa cultura del rischio nel sistema produttivo italiano.

