Iren, crescita dell’EBITDA fino a 1,95 miliardi al 2035: investimenti su reti idriche, distribuzione elettrica, termovalorizzatori e sostenibilità
Iren aggiorna il proprio Piano Industriale al 2035 puntando sul rafforzamento delle infrastrutture strategiche, sul miglioramento della qualità dei servizi e sull’incremento della redditività. Il programma prevede 10,4 miliardi di euro di investimenti, con circa il 50% delle risorse destinato a servizio idrico, distribuzione elettrica e termovalorizzatori, e fissa nuovi obiettivi di crescita economica e operativa per il Gruppo.
Il Piano prevede un EBITDA di circa 1,95 miliardi di euro al 2035, in crescita di circa 600 milioni rispetto al 2025, con un incremento medio annuo del 4%. L’utile netto di Gruppo è atteso a circa 550 milioni di euro, con un CAGR del 6%. Confermata anche la politica dei dividendi, con una crescita dell’8% annuo fino al 2027 e del 6% dal 2028 al 2030.
“Con il Piano Industriale al 2035 confermiamo la nostra capacità di coniugare ambizione industriale, crescita sostenibile e disciplina finanziaria contribuendo allo sviluppo delle infrastrutture strategiche del Paese”, dichiara Luca Dal Fabbro, Presidente esecutivo del Gruppo Iren.“Gli investimenti previsti sosterranno una crescita dell’EBITDA fino a circa 1,95 miliardi di euro al 2035, rafforzando ulteriormente il peso delle attività regolate e semi-regolate che raggiungeranno l’80%. Il tutto mantenendo una solida disciplina finanziaria, con un rapporto IFN/EBITDA in progressiva riduzione fino a 2,8x a fine Piano”, aggiunge Dal Fabbro.
“Con 10,4 miliardi di euro di investimenti, di cui circa la metà destinata alle infrastrutture strategiche del ciclo idrico, della distribuzione elettrica e dei termovalorizzatori, il Piano rafforza il posizionamento di Iren nei business in cui esprimiamo competenze distintive e un solido vantaggio competitivo”, dichiara Gianluca Bufo, Amministratore Delegato del Gruppo Iren.
Il Gruppo punta inoltre su sinergie, digitalizzazione, intelligenza artificiale e semplificazione organizzativa, con l’obiettivo di portare il ROI fino al 10% al 2035 e migliorare qualità dei servizi, competitività e redditività. Il Piano Industriale è accompagnato dall’aggiornamento del Piano di sostenibilità e transizione. Oltre il 73% degli investimenti, pari a circa 7,6 miliardi di euro, sarà destinato a progetti legati alla transizione sostenibile, con particolare attenzione a risorse idriche, città resilienti, economia circolare e decarbonizzazione.
“Parallelamente, continuiamo a investire nelle persone, consapevoli che competenze, innovazione, sicurezza e capacità di adattamento rappresentano un fattore abilitante imprescindibile”, afferma Moris Ferretti, Vice Presidente esecutivo del Gruppo Iren. Il Piano prevede anche 2.800 nuove assunzioni, nell’ambito del ricambio generazionale e manageriale.
La strategia al 2035 individua due principali direttrici di sviluppo: eccellenza operativa e rafforzamento delle infrastrutture strategiche. Il Gruppo concentrerà le proprie risorse nei business nei quali dispone di asset strategici, competenze distintive e vantaggi competitivi, con l’obiettivo di coniugare sostenibilità, resilienza e ritorni economici di lungo periodo.
Tre le piattaforme infrastrutturali prioritarie: servizio idrico, distribuzione elettrica e termovalorizzatori, alle quali sarà destinato complessivamente il 50% degli investimenti. L’obiettivo è ridurre i gap infrastrutturali, migliorare l’affidabilità dei servizi e rafforzare l’autonomia impiantistica dei territori.
Nel dettaglio, al servizio idrico saranno destinati 2,4 miliardi di euro, alla distribuzione elettrica 1,4 miliardi e ai termovalorizzatori 1,2 miliardi. Il Piano prevede complessivamente 10,4 miliardi di euro di investimenti tra il 2026 e il 2035, con oltre l’80% delle risorse indirizzato alle Business Unit a maggiore contenuto infrastrutturale. Il 73% degli investimenti sarà destinato ad attività regolate o semi-regolate, mentre il 45% sosterrà direttamente la crescita e lo sviluppo del Gruppo.
Sul fronte economico-finanziario, l’EBITDA è atteso passare da 1,353 miliardi di euro nel 2025 a circa 1,95 miliardi nel 2035, mentre l’utile netto dovrebbe salire da 301 milioni a circa 550 milioni. Il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA è previsto in progressivo miglioramento fino a 2,8x nel 2035.
La crescita della marginalità sarà sostenuta da circa 200 milioni di euro di crescita organica, 130 milioni di sinergie derivanti da un piano di cost management composto da circa 150 progetti e da ulteriori benefici legati allo scenario energetico e regolatorio. Il Gruppo conferma inoltre una struttura finanziaria improntata alla disciplina finanziaria, con un rapporto IFN/EBITDA atteso a 3,0x nel 2030 e 2,8x nel 2035, mantenendosi al di sotto della soglia di 3,5x durante l’intero arco di Piano.
La Business Unit Reti rappresenta uno dei principali motori di crescita del Piano, con 4,4 miliardi di euro di investimenti destinati al rafforzamento e alla digitalizzazione delle infrastrutture idriche, elettriche e gas. Per il servizio idrico integrato sono previsti 2,4 miliardi di euro, destinati al rinnovo delle reti, alla capacità di depurazione e alla tutela della risorsa. Il Piano prevede la sostituzione di circa 1.700 chilometri di rete e punta a ridurre le perdite idriche al 26%. Alla distribuzione elettrica saranno destinati 1,4 miliardi di euro, con la realizzazione di sei nuove cabine primarie e il potenziamento di due esistenti. L’obiettivo è incrementare del 60% la potenza disponibile e dimezzare la durata media delle interruzioni del servizio.
Alla Business Unit Ambiente sono destinati 2,2 miliardi di euro per la chiusura del ciclo dei rifiuti e il recupero energetico. Il Piano prevede la realizzazione di quattro Waste-to-Energy, tra cui due nuovi impianti, e il revamping degli impianti di TRM e Poggibonsi, per oltre 1,1 milioni di tonnellate di capacità aggiuntiva. Sono inoltre previsti tre nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti liquidi e lo smaltimento delle ceneri da termovalorizzazione. L’obiettivo è portare la raccolta differenziata al 75%, mentre i rifiuti trattati dovrebbero crescere di oltre il 70% e l’energia prodotta dai termovalorizzatori più che raddoppiare entro il 2035.
La Business Unit Energia prevede 2,2 miliardi di euro di investimenti, concentrati soprattutto sullo sviluppo del teleriscaldamento e sul rafforzamento degli asset di generazione. Al teleriscaldamento saranno destinati 700 milioni di euro, con particolare attenzione all’area di Torino, alla nuova centrale di Alba, al rinnovo degli impianti cogenerativi e all’aumento della capacità di accumulo termico. Nel comparto idroelettrico, Iren prevede investimenti per quasi 650 milioni di euro, mentre circa 70 milioni saranno destinati al completamento di progetti fotovoltaici già autorizzati, per una capacità aggiuntiva di 63 MW. Il Gruppo conferma inoltre il ruolo strategico della generazione termoelettrica e cogenerativa, anche in relazione alla crescente elettrificazione dei consumi e allo sviluppo dei data center.
La Business Unit Mercato prevede 800 milioni di euro di investimenti, con l’obiettivo di mantenere una base di circa 2,3 milioni di clienti, privilegiando la redditività e la qualità della relazione rispetto alla crescita dei volumi. Il Gruppo punta sul rafforzamento dei canali fisici e digitali e sullo sviluppo di offerte integrate attraverso Iren Plus e formule bundle che combinano forniture energetiche con servizi come connettività, assicurazioni e soluzioni per la casa. Nel complesso, il Piano Industriale 2026-2035 delinea un Gruppo Iren più focalizzato, infrastrutturale ed efficiente, con l’obiettivo di trasformare gli investimenti in maggiore qualità del servizio, crescita della redditività e sviluppo sostenibile dei territori.
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