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Istituto Friedman: con Kevin Warsh alla Fed tornano centrali i principi di Milton Friedman
Warsh è stato allievo di Milton Friedman e considera il Premio Nobel uno dei suoi principali riferimenti

Istituto Milton Friedman: soddisfazione per la nomina di Kevin Warsh come prossimo governatore della Fed. L'analisi del Prof. Dario Peirone
L’Istituto Milton Friedman esprime grande soddisfazione per l’indicazione di Kevin Warsh come prossimo governatore della Federal Reserve degli Stati Uniti. Warsh è stato infatti un allievo di Milton Friedman durante la sua laurea a Stanford e, in diverse interviste, ha sempre indicato Milton Friedman come uno dei suoi principali punti di riferimento.
Con un curriculum straordinario che, dopo Stanford, vede una laurea in giurisprudenza presso la Harvard University e la nomina, da parte del presidente George W. Bush come membro del Consiglio della Federal Reserve a 35 anni, il più giovane di sempre, Warsh è un esperto economista e banchiere centrale, che ha seguito da vicino la crisi finanziaria del 2008. La sua volontà di riforma della FED si ispira direttamente all’affermazione di Milton Friedman del 1994, in cui sostenne che nessuna istituzione gode di una così alta stima da parte del pubblico, ma ha performance così scarse come la Federal Reserve.
Una delle frasi più importanti di Kevin Warsh è: “l'inflazione è una scelta”. Il suo ragionamento mette in discussione il ruolo della banca centrale nell’economia, sostenendo che, durante la grande inflazione degli ultimi cinque o sei anni, si sono segnalate le più svariate cause (es: La colpa è di Putin, la colpa della pandemia, la colpa delle catene di approvvigionamento) che avrebbero fatto impazzire Milton Friedman. Secondo Warsh, che segue in pieno la visione di Friedman, questi fattori causano variazioni dei prezzi, ma non costituiscono inflazione.
La vera inflazione si verifica quando queste fluttuazioni di prezzo creano un circolo vizioso che si autoalimenta, in cui prezzi più alti generano prezzi ancora più alti. La responsabilità, secondo Warsh, rimane alle banche centrali, che hanno il potere di spingere i prezzi a qualsiasi livello con i loro interventi, spesso impulsivi, sull’offerta di moneta, soprattutto quando non contrastano l'espansione del bilancio pubblico dal punto di vista degli interventi fiscali, la vera responsabile dell'inflazione.
Warsh ricorda una lezione di Milton Friedman che gli disse: "Kevin, l'unica cosa che comprendiamo veramente in economia sono i principi fondamentali. Tutto il resto è finzione". Warsh all'epoca, pensò: “questo vecchio dev'essere confuso”. Solo quando scoppiò la crisi finanziaria: “mi resi conto che aveva ragione: nessuno poteva prevederlo perché tutta la vera conoscenza risiede nei corsi introduttivi di economia”.
L’incompleta comprensione del funzionamento dell'economia è sempre stato uno dei punti chiave della visione liberale di Friedman, opposta alla visione di modelli economici complessi, e quasi sempre sbagliati, che caratterizza la teoria economica contemporanea. Un altro punto interessante di Warsh è la sua fiducia nel dinamismo dell’economia reale e nell’innovazione. Warsh ha affermato che persino il Bitcoin può essere una "risorsa significativa", non come sostituto del dollaro, ma come un "eccellente supervisore" dell'elaborazione delle politiche, evidenziando gli aspetti del sistema monetario esistente che necessitano urgentemente di essere riparati.
Come Istituto Friedman, non possiamo che accogliere con grande interesse l’indicazione di Kevin Warsh e augurarci che possa perseguire gli obbiettivi che, in un’intervista dello scorso anno, menzionava come fondamentali per una banca centrale: “Credo che la crescita economica reale sia fondamentale per ottenere entrate fiscali, un'equa distribuzione, miglioramenti dell'efficienza e crescita economica (…) Dobbiamo stabilire nuove politiche economiche in un mondo nuovo per rinvigorire lo spirito americano e promuovere la libertà e la liberazione individuale”.
