La Piazza 2026, il co-founder Davide Eramo racconta la crescita di Nobile tra artigianalità e innovazione
Nell’ambito della seconda serata de La Piazza 2026 – Il bene comune, abbiamo incontrato Davide Eramo, CEO & Co-Founder di Nobile Italy, brand pugliese che ha saputo reinterpretare un prodotto tradizionale come la calza artigianale attraverso una strategia fortemente orientata al digitale, al marketing e ai mercati internazionali.
Il progetto Nobile nasce anche dall’incontro tra competenze complementari, con il contributo del co-founder Alberto Ghianni, Growth Marketer specializzato in e-Commerce e Lead Generation, e dall’integrazione tra una realtà produttiva artigianale e un approccio più recente legato all’imprenditoria digitale.
Con Eramo abbiamo parlato dell’esperienza a La Piazza, di cui Nobile è sponsor, ma soprattutto del percorso che ha portato alla nascita e alla crescita del brand: dalla ricerca di un’opportunità di mercato alla costruzione di un’identità riconoscibile, fino alla sfida di far dialogare tradizione e innovazione e agli obiettivi per il futuro.
L’intervista di Affaritaliani a Davide Eramo, CEO & Co-Founder di Nobile Italy
Siamo alla nona edizione de La Piazza. Che impressione le ha fatto questo evento?
“È un evento molto interessante e, per me, rappresenta anche qualcosa di nuovo. Non capita spesso di vedere, in un comune di queste dimensioni, una concentrazione così significativa di personalità di alto profilo nazionale. Un altro elemento che mi ha colpito particolarmente è il carattere non polarizzante della manifestazione, che riesce a dare spazio a opinioni e punti di vista differenti. Per noi pugliesi è anche motivo di grande orgoglio poter ospitare un evento di questo livello, qualcosa che certamente non si vede tutti i giorni. Parteciparvi, anche in qualità di sponsor, è per noi una vera soddisfazione“.
Nobile parte da un prodotto tradizionale come la calza artigianale. Come siete riusciti a trasformarlo in un brand competitivo, capace di affermarsi anche all’estero?
“Tutto nasce da una ricerca di mercato, perché dietro ogni esecuzione deve esserci sempre una strategia. Noi dedichiamo molto tempo proprio alla fase strategica e, analizzando il mercato, abbiamo individuato un gap e quindi un’opportunità. Non necessariamente questa opportunità avrebbe dovuto riguardare le calze: avrebbe potuto trattarsi anche di altre categorie di prodotto. In questo caso, però, abbiamo trovato uno spazio interessante proprio in un settore in cui la competizione era meno presente. Le calze vengono spesso percepite semplicemente come dei calzini, quindi come un prodotto poco attrattivo dal punto di vista del marketing. Noi abbiamo cercato di renderle qualcosa di più interessante e desiderabile, lavorando molto sulla comunicazione e sul posizionamento. Ma il marketing da solo non basta: è fondamentale anche mantenere la promessa fatta al cliente, offrendo realmente la qualità che si comunica”.
Qual è stata la principale difficoltà che avete affrontato nella costruzione di questo business?
“La difficoltà principale è stata sicuramente quella di unire due realtà molto diverse. Nobile nasce infatti dall’incontro tra due team: uno legato al mondo digitale e uno con una lunga storia imprenditoriale e produttiva alle spalle. Da una parte abbiamo un’azienda familiare attiva da oltre quarant’anni, dall’altra persone che lavorano nel business e nell’imprenditoria digitale da circa dieci o quindici anni. Mettere insieme modi di lavorare, esperienze e visioni differenti non è semplice. Allo stesso tempo, però, credo che sia proprio questo il bello del progetto. Quando si affrontano situazioni complesse e si riescono a far dialogare competenze molto diverse tra loro, è spesso proprio lì che si ottengono i risultati migliori“.
Quali sono gli obiettivi dei prossimi anni?
“Siamo persone molto ambiziose e, proprio per questo, non ci siamo posti un limite preciso. Preferiamo fissare ogni anno obiettivi progressivamente più importanti e cercare di crescere il più possibile. Il nostro è un mercato potenzialmente molto ampio: praticamente chiunque può indossare un paio di calze. Allo stesso tempo, abbiamo anche diverse opportunità di espansione verso categorie di prodotto affini. Per questo non credo ci siano particolari limiti, né nel breve né nel lungo periodo. Continueremo a porci obiettivi sempre più ambiziosi e a lavorare per raggiungerli passo dopo passo“.


