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La rete fissa cresce trainata dalla fibra

L’elemento più rilevante, ha detto il presidente dell’Autorità Giacomo Lasorella, è la dinamica “a due velocità” del settore: da un lato la rete fissa continua a crescere, con risorse in aumento del 20% rispetto al 2021

La rete fissa cresce trainata dalla fibra

Telecomunicazioni in crescita nel 2025: fibra e rete fissa trainano il mercato, FiberCop accelera sugli investimenti

Cresce la rete fissa, trainata dalla fibra. È quanto emerge dalla Relazione annuale Agcom 2026 presentata questa mattina a Roma al Parlamento. Il mercato italiano delle telecomunicazioni conferma nel 2025 un andamento positivo, ma non omogeneo tra i diversi segmenti. Secondo i dati contenuti nella Relazione, il valore complessivo del comparto delle comunicazioni elettroniche è stimato a 29,5 miliardi di euro, in crescita del 4,5% rispetto al 2024, con un peso sul PIL che sale lievemente all’1,31%. L’elemento più rilevante, ha detto il presidente dell’Autorità Giacomo Lasorella, è la dinamica “a due velocità” del settore: da un lato la rete fissa continua a crescere, con risorse in aumento del 20% rispetto al 2021; dall’altro la rete mobile registra ancora una contrazione, seppur più contenuta rispetto agli anni precedenti, con ricavi in calo dello 0,6% e poco sotto gli 11 miliardi di euro.

A trainare la rete fissa sono soprattutto gli investimenti in fibra, la crescente domanda di connettività ultraveloce e lo sviluppo di servizi digitali integrati, in particolare per la clientela business. Questo andamento conferma il ruolo sempre più centrale delle infrastrutture di nuova generazione nel sostenere la trasformazione digitale del Paese e nel rispondere alla domanda di servizi evoluti da parte di imprese e pubbliche amministrazioni. Il mobile, invece, continua a risentire della forte pressione competitiva sui prezzi che ha caratterizzato il mercato negli ultimi anni. La flessione appare tuttavia meno marcata, anche per la crescente difficoltà degli operatori nel comprimere ulteriormente i margini di profitto.

Nel complesso, emerge un settore in fase di evoluzione strutturale: la connettività resta il presupposto fondamentale, ma il valore si sposta progressivamente verso servizi ICT ad alto valore aggiunto, come cloud computing, intelligenza artificiale, IoT e cybersecurity. In questo scenario la sfida decisiva per gli operatori sarà superare il ruolo tradizionale di fornitori di connettività per trasformarsi in veri e propri hub di servizi digitali. A rendere possibile questo passaggio è la disponibilità di reti sempre più estese, performanti e aperte al mercato. Nella Relazione anche un passaggio su FiberCop, che è stata certificata, negli scorsi mesi, come operatore esclusivamente all’ingresso, cioè Wholesale.

L’azienda, che gestisce 28 milioni di chilometri di fibra ottica, sta portando avanti un piano da 10 miliardi di euro di investimenti nel periodo luglio 2024-2027 giocando un ruolo chiave nel percorso di trasformazione digitale del Paese. FiberCop si è recentemente aggiudicata anche la gara del Fondo Nazionale per la Connettività che prevede i collegamenti con la fibra ottica di oltre 477 mila civici (equivalenti a circa 700 mila unità immobiliari) che si aggiungono a quelli già collegato con i piani PNRR e previsti dal piano autonomo dell’azienda. Attualmente la rete FTTH di FiberCop raggiunge oggi oltre 15 milioni di unità immobiliari, con l’obiettivo di arrivare a circa 17 milioni entro fine anno e superare i 20 milioni entro il 2027.