Magic Engineering accelera la crescita internazionale: dal know-how nell’automotive agli investimenti su idrogeno verde e Campus di Innovazione Energetica nel Sud Italia
Nata in Sicilia e cresciuta fino a operare su scala internazionale, con sedi operative in Polonia, Spagna, Stati Uniti e Cina, Magic Engineering punta a consolidare un modello industriale capace di unire competenze ingegneristiche, sviluppo tecnologico e valore del Made in Italy. Una traiettoria raccontata dal CEO Bogdan Skutkiewicz e dal COO Giuseppe Gaglio, che hanno spiegato come l’azienda abbia costruito negli anni una presenza globale mantenendo al centro persone, competenze e capacità di trasformare idee innovative in soluzioni concrete.
Alla base del percorso di crescita, secondo Skutkiewicz, ci sono innanzitutto resilienza, sacrificio e lavoro. “La prima parola che mi viene in mente è resilienza”, ha spiegato il CEO, sottolineando come per costruire un progetto industriale internazionale servano una guida solida e un gruppo capace di sostenere e credere nei prodotti e nella visione aziendale. Il valore delle persone resta quindi uno degli elementi centrali del modello Magic Engineering. L’espansione fuori dai confini italiani non rappresenta un allontanamento dalle radici, ma una leva per portare competenze sviluppate in Italia su mercati sempre più ampi. Il Made in Italy, in questa prospettiva, non è soltanto un marchio di origine, ma un metodo fondato su qualità progettuale, flessibilità, capacità di adattamento e cultura industriale.
Il cuore dell’attività dell’azienda resta l’integrazione tra ricerca e sviluppo, ingegnerizzazione e produzione. Un modello che consente di accompagnare l’intero ciclo di vita dell’innovazione: dall’idea iniziale alla realizzazione di prodotti e soluzioni applicabili sul mercato.
Tra i settori in cui il know-how di Magic Engineering può generare il maggiore impatto, il COO Giuseppe Gaglio indica con chiarezza l’automotive. “Sicuramente il settore di maggiore influenza da parte nostra è l’automotive, dove siamo presenti dall’inizio dell’azienda e dove abbiamo ottenuto riconoscimenti a livello internazionale”, ha spiegato. L’automotive rappresenta dunque il comparto storico e principale per Magic Engineering, ma anche una base tecnologica da cui partire per estendere competenze verso nuove filiere.
Negli ultimi cinque anni l’azienda ha registrato una crescita significativa, passando da 16 milioni di euro di fatturato nel 2021 a oltre 30 milioni nel 2025, con investimenti complessivi pari a 13,4 milioni di euro. Una crescita che, secondo Gaglio, è stata trainata da due driver principali: l’espansione commerciale e l’introduzione di nuovi prodotti. “Il driver che ci ha guidato è sicuramente l’espansione commerciale, aver costruito un network che ci permettesse di essere presenti oltreoceano con sedi proprietarie”, ha spiegato il COO. A questo si è aggiunto lo sviluppo di nuove soluzioni per nuovi mercati, come StageX, piattaforma web-based realizzata pochi anni fa e oggi capace di generare fatturati milionari.
La combinazione tra crescita geografica e innovazione di prodotto ha permesso a Magic Engineering di aprirsi a nuovi mercati e di rafforzare il proprio posizionamento competitivo. La logica, sottolineano i vertici dell’azienda, è quella di reinvestire il valore generato per alimentare nuovi percorsi di innovazione. Su questo punto Skutkiewicz è netto: “Si può sognare innovazione o si può realizzarla. Per sognare bastano cervelli, per realizzarla servono anche investimenti economici”. Per il CEO, la capacità di produrre valore economico rappresenta la condizione necessaria per continuare a innovare. Tutto ciò che l’azienda crea, spiega, si basa su quanto riesce a produrre e reinvestire.
Guardando ai prossimi anni, una parte rilevante degli investimenti sarà dedicata alla filiera dell’idrogeno verde e alla realizzazione di un centro di ricerca e sviluppo dedicato a questo comparto. L’obiettivo è mettere il know-how maturato nell’automotive e nell’ingegneria industriale al servizio della transizione energetica.
Per Magic Engineering, l’idrogeno rinnovabile può svolgere un ruolo chiave come vettore energetico. Skutkiewicz evidenzia infatti una delle principali criticità della transizione: l’umanità è già in grado di generare energia da fonti come fotovoltaico, eolico e idroelettrico, ma non dispone ancora di soluzioni sufficientemente efficaci per trasportarla e stoccarla quando non viene prodotta. “Noi abbiamo bisogno di energia sempre”, ha osservato il CEO, indicando nello storage e nei vettori energetici, come l’idrogeno, l’anello mancante della catena energetica del futuro.
Gaglio sottolinea che l’Europa ha puntato con decisione sull’idrogeno come vettore energetico e che questo potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo nei prossimi anni, anche sul piano commerciale. In questa direzione si inserisce il progetto di un Campus di Innovazione Energetica nel Sud Italia, pensato per trasferire il know-how aziendale nel mondo dell’idrogeno e del suo indotto.
Il campus, nelle intenzioni dell’azienda, sarà un luogo in cui sviluppare componenti, tecnologie e soluzioni legate alla nuova filiera energetica. “Qualsiasi componente che potrebbe entrare a far parte dell’indotto e del mondo dell’idrogeno potrebbe essere sviluppato con il nostro supporto e la nostra esperienza acquisita negli ultimi anni”, ha spiegato Gaglio. Per Skutkiewicz, la sfida energetica è anche una questione geopolitica. L’Europa, osserva il CEO, ha bisogno di maggiore indipendenza per continuare a svilupparsi senza dipendere da altri grandi attori globali. L’idrogeno può rappresentare una speranza concreta in questa direzione, offrendo al continente la possibilità di rafforzare la propria autonomia energetica.
“La situazione geopolitica ci insegna che l’Europa ha bisogno di indipendenza per poter continuare il suo sviluppo”, ha affermato Skutkiewicz. Secondo il CEO, senza una base tecnologica e industriale propria, il rischio è restare dipendenti da altri Paesi, lasciando ad altri la possibilità di definire le regole del gioco nel commercio mondiale. La visione di Magic Engineering guarda quindi a una crescita industriale che tiene insieme internazionalizzazione, innovazione e sostenibilità. L’azienda parte dall’automotive, settore in cui ha costruito il proprio posizionamento, ma punta ora a trasferire le competenze ingegneristiche verso nuovi ambiti ad alto potenziale, a partire dall’energia.
Il progetto sull’idrogeno verde rappresenta una scommessa di lungo periodo. “Oggi non siamo ancora davanti a soluzioni commerciali, ma senza provare non si può arrivare a soluzioni commerciali”, ha ricordato Skutkiewicz, richiamando la natura sperimentale e progressiva dei grandi cambiamenti tecnologici. Dalla Sicilia ai mercati internazionali, Magic Engineering si presenta così come una realtà industriale che vuole crescere senza perdere il legame con le proprie origini. Una società che punta sul valore del Made in Italy, ma lo interpreta in chiave globale: competenze italiane, visione internazionale e investimenti in tecnologie capaci di incidere sulle grandi trasformazioni dei prossimi anni.

