Maire, nella tiburtina Valley nasce NODE: potenziamento della rete internazionale dei sei centri europei di ricerca e innovazione del gruppo

Maire ha inaugurato a Roma NODE (Nextchem Operating Research & Development Excellence), il nuovo centro di Nextchem dedicato alla ricerca applicata, allo sviluppo e alla dimostrazione delle tecnologie proprietarie per accelerare il passaggio dalla ricerca alla scala industriale a supporto della transizione energetica.
A tagliare il nastro sono stati il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, oltre ad altre autorità, insieme al Presidente e Fondatore di Maire, Ing. Cav. Lav. Fabrizio Di Amato, e al Managing Director di Nextchem, Fabio Fritelli.
Il nuovo centro, concepito come un’infrastruttura aperta e flessibile nella Tiburtina Valley (in via di Vannina), si sviluppa su oltre 6.000 metri quadrati, di cui 4.500 m² coperti. Questi ospitano circa 1.500 m² di laboratori e un’estesa area piloti esterna dotata di 15 stalli attrezzati con tutte le rispettive utilities per impianti su scala semi-industriale. L’investimento complessivo per la struttura è pari a circa 45 milioni di euro. NODE Roma impiegherà una squadra di circa 100 professionisti, generando un indotto stimato di circa 300 addetti sul territorio; inoltre, nel corso dei lavori di realizzazione, sono state impiegate complessivamente circa 300 maestranze.
Fabrizio Di Amato, Fondatore e Presidente di Maire, ha commentato: “Quarant’anni fa la nostra storia è iniziata qui e oggi avviamo un nuovo percorso per i prossimi decenni dell’industria chimica ed energetica europea. Al NODE, laboratori, impianti pilota semi-industriali e competenze tecniche dialogano in uno spazio concepito per accompagnare le tecnologie oltre la sperimentazione e portarle alla scala industriale. È il luogo in cui memoria e futuro si incontrano: un percorso che consente alle nuove generazioni di frequentare un liceo tecnologico, proseguire nell’ITS, lavorare in azienda, perfezionarsi all’università, sperimentare le proprie idee su un impianto pilota, creando l’ecosistema dell’innovazione aperta del terzo millennio”.
NODE Roma fa parte della rete europea di Nextchem che integra sei centri specializzati e complementari. Oltre a Roma, il network, concepito come un’organizzazione distribuita dell’innovazione tecnologica che valorizza le specializzazioni e favorisce la condivisione di competenze tra i diversi nodi e le linee di business, conta sedi a Milano, Brescia, Basilea (Svizzera), Sittard (Paesi Bassi) e Francoforte (Germania). L’investimento totale della rete ammonta a circa 125 milioni di euro e coinvolge un team di professionisti dedicati alla ricerca pari a circa 250 unità, con un indotto complessivo di circa 600 persone.
Il polo romano è specificamente dedicato all’industrializzazione e alla validazione delle tecnologie proprietarie del Gruppo. Integra ricerca scientifica, competenze ingegneristiche e know-how industriale, potenziati dalla capacità computazionale dell’Intelligenza Artificiale (AI). Le attività si concentrano in particolare su idrogeno verde, combustibili sostenibili, nuovi vettori energetici a basse emissioni di carbonio, oltre a materiali circolari, critici e innovativi.
I laboratori sono equipaggiati con strumentazione analitica avanzata, reattori su scala bench per testare diverse reazioni e cappe walk-in che ospitano impianti mini-pilota, consentendone l’esercizio in totale sicurezza. L’area esterna permette di validare le tecnologie su scala dimostrativa tramite campagne di prova di lunga durata su impianti pronti per l’implementazione industriale.
NODE rappresenta una piattaforma aperta alla collaborazione con ITS, università, start-up, partner industriali e la comunità finanziaria, a servizio del mercato globale della ricerca applicata, supportando sia le attività interne sia i progetti sviluppati con clienti e partner esterni.
Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem, ha commentato: “NODE rafforza la capacità di Nextchem di accompagnare le proprie tecnologie lungo l’intero percorso di sviluppo, dalla ricerca applicata alla validazione su scala pilota. Mettere in rete competenze complementari, laboratori e impianti di dimostrazione ci permette di accelerare la maturazione delle tecnologie e lavorare in modo sempre più integrato con clienti e partner industriali”.
La sede di via di Vannina riveste anche un valore storico: è il luogo in cui, 40 anni fa, ha avuto origine MAIRE. Oggi si trasforma in centro di sviluppo e dimostrazione, nel solco dell’eredità italiana di chimica e ingegneria da Montecatini a MAIRE. Il centro si aggiunge alla Fondazione Green Innovation ITS Academy, presentata il 6 ottobre nella stessa area, ponendo le basi per creare nella Tiburtina Valley un distretto di innovazione dalla formazione tecnica alla validazione per la scala industriale. xLa Fondazione, promossa da MAIRE con imprese, scuole, università ed enti di formazione del Lazio, forma tecnici specializzati in decarbonizzazione ed economia circolare tramite il corso biennale gratuito per Energy Transition Specialist. A completamento del percorso, NODE mette a loro disposizione laboratori e impianti per sviluppare e validare le tecnologie apprese, fino alla scala dimostrativa.
NODE Roma fungerà anche da hub culturale: ospiterà un museo aziendale e spazi per il patrimonio industriale di MAIRE e per il dialogo con gli artisti ospitati dal Gruppo. In questa cornice si inserisce EvolveArt, concorso promosso da Fondazione MAIRE e MAIRE, che porta al NODE le otto opere vincitrici dedicate alla transizione energetica e alla sostenibilità, riflettendo la visione dell’“ingegnere umanista” in cui l’innovazione è anche un atto culturale capace di connettere conoscenza, estetica e ambizione industriale.
Le dichiarazioni di Fabrizio Di Amato, Fondatore e Presidente di MAIRE, ad Affaritaliani
“L’idea di Node nasce proprio dalla storia della chimica e dell’industria italiana. Noi siamo stati pionieri nel mondo nella chimica, con la storia della Montecatini: Tecnimont, che oggi è del gruppo, era la divisione ingegneria della Montecatini. Quindi abbiamo riaperto i cassetti e in qualche modo li abbiamo ovviamente collocati nei tempi di oggi, che sono quelli della transizione energetica. L’idea era proprio quella di testare queste nuove tecnologie applicate, con impianti realizzati qui nel Node di Roma, come negli altri centri, d’altronde, nel resto dell’Europa. Cosicché riusciamo a testare una nuova tecnologia o un impianto, commercializzarlo e andare velocemente a mercato, e quindi accorciare i tempi di attraversamento dello sviluppo di una tecnologia prima della commercializzazione”, ha dichiarato Di Amato.
“Il sogno è quello di vedere la Montecatini del terzo millennio. Tecnologia e realizzazione, hanno fatto grande la storia industriale di questo Paese, e adesso la vogliamo ripetere. Ritrovarci di nuovo a guardare al futuro, così come lo era quarant’anni fa, ovviamente oggi con dei mezzi diversi, delle organizzazioni, una presenza su tutti i mercati internazionali che ci consente di farlo, è fondamentale. Node non è nei prossimi dieci anni, è guardare al futuro”, ha concluso Di Amato.
Le dichairazoni di Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem, ad Affaritaliani
“Qui a Roma ci concentriamo su tre principali ambiti tecnologici. Il primo riguarda i combustibili sostenibili, con un impianto dedicato al pretrattamento dei biocombustibili, per garantirne una qualità costante e conforme agli standard richiesti. Il secondo è la produzione di idrogeno verde, attraverso l’utilizzo di membrane innovative che rendono più efficiente il processo di produzione a partire dall’energia solare. Il terzo riguarda il recupero dei materiali di scarto, in particolare delle plastiche non riciclabili, che attraverso un processo di gassificazione vengono trasformate in gas da utilizzare per la produzione di nuovi prodotti chimici. Queste sono, al momento, le tre specializzazioni del centro di ingegneria di Roma, mentre gli altri cinque centri di ricerca del gruppo NextChem, distribuiti in Europa, si occupano dello sviluppo di altre tecnologie”, ha dichiarato Fritelli.
“Il NODE nasce innanzitutto con l’obiettivo di riunire in un unico luogo impianti e tecnologie che avevamo sviluppato nel corso degli anni, sia in Italia sia all’estero. Abbiamo quindi concentrato qui le esperienze e le attività portate avanti in diverse parti del mondo, creando un centro che rappresenterà per noi un punto di riferimento per lo sviluppo e la sperimentazione di nuove tecnologie. Il NODE sarà però aperto anche a soggetti esterni, a partire dalle università, che potranno svolgere attività di ricerca di base, fino alle aziende interessate a utilizzare i nostri reattori per effettuare test tecnologici. Sarà quindi uno spazio dedicato sia allo sviluppo delle nostre soluzioni sia alla collaborazione con realtà terze, alle quali potremo mettere a disposizione, anche a pagamento, impianti e infrastrutture per sperimentare le proprie tecnologie”, ha concluso Fritelli.
Le dichiarazioni di Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ad Affaritaliani
“Credo che questa iniziativa rappresenti un esempio che mi auguro possa diventare un modello per l’impresa italiana, dimostrando come sia possibile coniugare identità, innovazione e internazionalizzazione per affrontare le sfide della transizione ambientale, della sostenibilità energetica e dell’economia digitale. Maire torna alle proprie origini, nel luogo in cui è nata, dando vita a un centro in cui giovani ricercatori e scienziati potranno sperimentare concretamente l’efficacia delle proprie idee, sviluppando nuove tecnologie e nuovi materiali. In questo ambito, l’Italia ha tutte le potenzialità per diventare uno dei Paesi leader in Europa, grazie alle competenze nel riciclo delle materie prime critiche, nello sviluppo di nuove tecnologie ambientali e nella costruzione di un nuovo percorso per il nucleare civile, settore nel quale il nostro Paese vanta una significativa esperienza storica. Questa iniziativa rappresenta un esempio di ciò che anche le altre grandi imprese italiane possono e, a mio avviso, dovrebbero realizzare, con il sostegno delle istituzioni, nelle nostre città industriali. Perché Roma è anche una città industriale”, ha dichiarato Urso.
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