Nexi presenta il Rapporto sulla spesa turistica 2026: consumi dei visitatori stranieri in crescita del 5% a 16,2 miliardi di euro, la Germania si avvicina agli Stati Uniti e il Mezzogiorno traina la crescita
La spesa dei turisti stranieri in Italia continua a crescere, raggiungendo 16,2 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2026, con un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025. È quanto emerge dal Rapporto Nexi sulla spesa turistica, presentato il 15 ottobre al TTG Travel Experience di Rimini, appuntamento dedicato all’industria del turismo e dell’ospitalità. Lo studio, realizzato da Nexi attraverso l’analisi delle transazioni effettuate fisicamente in Italia con carte di pagamento estere, offre una panoramica delle abitudini di consumo dei viaggiatori internazionali, delle principali categorie di spesa e dell’evoluzione delle destinazioni turistiche.
I dati confermano la crescita dei pagamenti effettuati dai visitatori stranieri, con dinamiche differenti tra mercati di provenienza e territori italiani. In particolare, emerge il ruolo sempre più importante del turismo europeo di prossimità, mentre le destinazioni del Mezzogiorno registrano alcuni degli incrementi più significativi.
Secondo il rapporto, la ristorazione rappresenta la principale voce di spesa dei turisti internazionali, assorbendo il 24,9% del budget complessivo. La percentuale cresce ulteriormente tra i visitatori provenienti dal Nord Europa, che destinano ai ristoranti il 30,8% delle proprie spese, seguiti dai turisti dell’area mediterranea con il 30% e da quelli di Australia e Nuova Zelanda con il 29,5%. Al secondo posto si collocano gli alberghi, con il 20,4% della spesa totale. Il dato comprende esclusivamente i pagamenti effettuati direttamente presso le strutture ricettive, come il saldo delle camere e i servizi aggiuntivi, mentre esclude i soggiorni interamente prepagati online prima della partenza. La distribuzione dei consumi conferma il peso delle esperienze legate all’enogastronomia e all’ospitalità nell’economia turistica italiana.
Un altro elemento significativo riguarda l’evoluzione dei principali mercati di provenienza. Gli Stati Uniti si confermano al primo posto per spesa turistica in Italia, con 2,55 miliardi di euro e una crescita del 7,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. La Germania, tuttavia, riduce rapidamente il divario, raggiungendo 2,42 miliardi di euro, in aumento del 10,5%. La distanza tra i due mercati passa così da 190 a 134 milioni di euro nell’arco di un anno. Il rapporto evidenzia inoltre il ruolo dell’Europa di prossimità. Germania, Svizzera, Austria e Francia generano complessivamente il 31% della spesa turistica straniera in Italia. Tra i mercati europei in crescita figurano anche Austria (+9,8%) e Svizzera (+7,6%). Insieme alla Germania, questi tre Paesi rappresentano circa 3,7 miliardi di euro di consumi. Secondo l’analisi Nexi, la vicinanza geografica costituisce un elemento di stabilità per il turismo italiano, poiché rende questi flussi relativamente meno dipendenti dalle dinamiche del trasporto aereo intercontinentale.
Il rapporto mette in luce differenze significative anche nelle abitudini di acquisto dei viaggiatori provenienti dalle diverse aree geografiche. Per i visitatori del Sud-Est asiatico e della Penisola Arabica, l’Italia si conferma una destinazione importante per lo shopping di lusso. Se a livello globale i gioielli rappresentano il 2,2% della spesa turistica, la quota raggiunge il 13,7% tra i turisti del Sud-Est asiatico e l’8,1% tra quelli dei Paesi del Golfo. Per i visitatori della Penisola Arabica, abbigliamento e gioielli rappresentano complessivamente il 26,5% del budget. Differenti le preferenze dei turisti europei, che tendono a privilegiare gli spostamenti in automobile e una maggiore autonomia nell’organizzazione del soggiorno. I viaggiatori dell’Europa orientale destinano il 13% della spesa ai supermercati e il 6% a carburanti e pedaggi.
Chi proviene da destinazioni più lontane, come India, America Latina e Asia orientale, dedica invece una quota maggiore ai trasporti interni, pari all’8-10% del budget, contro una media generale del 5,5%. Sul fronte dei mercati emergenti, Nexi segnala una crescita dei flussi da Brasile, Ungheria, Cina, Canada e Messico, mentre risultano in diminuzione quelli provenienti da alcuni Paesi del Medio Oriente e dell’Asia-Pacifico.
A livello territoriale, il rapporto evidenzia una crescita particolarmente sostenuta delle destinazioni del Sud Italia. Palermo registra l’incremento più elevato, con un aumento del 26,9% della spesa dei turisti stranieri, raggiungendo 137 milioni di euro e superando Torino, ferma a 118 milioni. Risultati positivi anche in Puglia, dove Bari segna un +19,2% e il Salento un +18%, confermando il crescente interesse dei visitatori internazionali verso il territorio. Roma mantiene una posizione centrale nel turismo italiano, con 2,13 miliardi di euro di spesa, pari al 13,2% del totale nazionale, pur attraversando una fase di stabilizzazione rispetto al 2025, anno caratterizzato dal Giubileo.
Tra le città d’arte, si riduce inoltre la distanza tra Firenze e Venezia. Venezia raggiunge 791 milioni di euro, con una crescita del 12,3%, avvicinandosi a Firenze, che registra 809 milioni di euro e un incremento più contenuto, pari all’1,8%. Il dato evidenzia il recupero della città lagunare e una competizione sempre più ravvicinata tra le principali destinazioni culturali italiane.
A commentare i risultati è Erika Fattori, Group Brand & Marketing Communication Director di Nexi, che ha sottolineato l’importanza dell’analisi dei pagamenti per comprendere l’evoluzione del mercato turistico. “In un mercato turistico globale altamente competitivo, l’intelligence transazionale di Nexi rappresenta un asset strategico per l’intera filiera dell’ospitalità“, ha dichiarato Fattori. Secondo la manager, la competitività delle destinazioni non dipende più soltanto dal numero di visitatori, ma anche dalla capacità di interpretarne le preferenze e le modalità di consumo.
L’utilizzo dei dati transazionali può infatti offrire a commercianti, strutture alberghiere e operatori turistici informazioni utili per adattare servizi e strategie commerciali alle nuove esigenze dei viaggiatori. Con il Rapporto sulla spesa turistica 2026, Nexi punta così a valorizzare il ruolo dei pagamenti digitali come strumento di analisi dei flussi economici e di supporto alle decisioni degli operatori del settore. I risultati delineano un turismo internazionale in evoluzione, nel quale la crescita dei consumi si accompagna a nuove preferenze di viaggio, a un rafforzamento dei mercati europei e a una maggiore attrattività delle destinazioni del Mezzogiorno.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


