Open Fiber abilita la riabilitazione visiva nelle case: fibra FTTH, telemedicina e intelligenza artificiale al servizio dei pazienti
Dall’ambulatorio al soggiorno di casa, senza interrompere il percorso terapeutico e mantenendo un collegamento costante con gli specialisti. La collaborazione tra Fondazione Chiossone, Linari Medical e Open Fiber sperimenta un modello di telemedicina che consente ai pazienti di proseguire la riabilitazione visiva nel proprio ambiente domestico, grazie alla combinazione tra dispositivi medici avanzati e connettività in fibra ottica FTTH. Il progetto mostra come le infrastrutture digitali possano assumere un ruolo concreto nell’assistenza sanitaria, permettendo il monitoraggio a distanza, la trasmissione continua dei dati clinici e l’adattamento della terapia in base ai progressi registrati.
L’esperienza è raccontata attraverso la storia di Bruno Sarti, paziente della Fondazione Chiossone di Genova che, dopo un ictus, ha potuto continuare da casa il proprio percorso di recupero visivo. Il trattamento è stato trasferito dall’ambulatorio all’abitazione del paziente attraverso AVDesk, un neurostimolatore di nuova generazione collegato alla rete in fibra. Il funzionamento del progetto si basa sulla possibilità di collegare in tempo reale il paziente, il dispositivo utilizzato per la riabilitazione e l’équipe medica.
La connessione FTTH consente di trasmettere in modo stabile e continuo i dati relativi al trattamento, permettendo agli specialisti di verificare l’andamento della terapia anche quando il paziente si trova a casa. Sulla base delle informazioni raccolte, il percorso riabilitativo può essere aggiornato e adattato alle condizioni e ai risultati ottenuti. La continuità del monitoraggio rappresenta uno degli elementi centrali dell’iniziativa. Il paziente può infatti svolgere parte delle attività terapeutiche nel proprio ambiente familiare, continuando a essere seguito dalla struttura sanitaria.
Questo modello può ridurre la necessità di spostarsi frequentemente verso ambulatori e centri specializzati, con un vantaggio particolare per le persone fragili, anziane o con difficoltà motorie. La possibilità di ricevere assistenza a domicilio rende inoltre più semplice mantenere regolare il percorso terapeutico.
La tecnologia utilizzata è AVDesk, sviluppata da Linari Medical. Il sistema integra stimolazioni multisensoriali, analisi dei dati in cloud e algoritmi di intelligenza artificiale. Il dispositivo permette di svolgere esercizi di riabilitazione visiva e di raccogliere informazioni che vengono successivamente rese disponibili agli specialisti. L’intelligenza artificiale e l’elaborazione in cloud supportano l’analisi dei risultati, mentre la connessione consente di mantenere il collegamento con l’équipe medica.
Secondo i professionisti coinvolti nel progetto, dopo circa venti ore di trattamento molti pazienti mostrano un recupero significativo dell’autonomia visiva e delle capacità necessarie per affrontare le attività quotidiane. La tecnologia non sostituisce quindi il ruolo del personale sanitario, ma permette di estendere il trattamento oltre gli spazi fisici dell’ambulatorio. Il medico continua a seguire il paziente e a valutare i progressi, mentre una parte della terapia può essere svolta in autonomia all’interno dell’abitazione.
Dopo i primi risultati ottenuti presso la Fondazione Chiossone, Bruno Sarti ha potuto continuare il trattamento a casa mantenendo il contatto con i medici. “Dopo l’ictus temevo di aver perso una parte importante della mia autonomia. Oggi posso continuare la riabilitazione direttamente da casa mia grazie a un sistema semplice da utilizzare e a una connessione stabile e veloce“, ha raccontato. Il paziente ha spiegato di avere osservato i primi miglioramenti già dopo alcune settimane, recuperando fiducia e motivazione per proseguire il percorso. La possibilità di svolgere la terapia nel proprio ambiente quotidiano può incidere anche sull’aspetto psicologico della riabilitazione. Ridurre gli spostamenti, mantenere le proprie abitudini e utilizzare uno strumento accessibile favorisce una maggiore continuità del trattamento.
Per la Fondazione Chiossone, il progetto rappresenta un’estensione delle possibilità offerte dalla riabilitazione visiva. “L’esperienza sviluppata insieme a Linari Medical e Open Fiber dimostra come la tecnologia possa ampliare le possibilità della riabilitazione visiva, permettendoci di seguire i pazienti anche oltre gli spazi della struttura sanitaria“, ha affermato Simone Torretta, direttore della Fondazione Chiossone. Secondo Torretta, questo approccio consente di aumentare la continuità delle cure e di accompagnare le persone in un percorso di recupero più vicino alle loro esigenze quotidiane. La Fondazione può quindi mantenere il controllo clinico del trattamento, mentre il paziente beneficia di una maggiore flessibilità. La struttura sanitaria e l’abitazione non vengono considerate ambienti alternativi, ma parti integrate dello stesso percorso assistenziale.
La connettività rappresenta l’infrastruttura che permette al modello di funzionare. La fibra FTTH, Fiber To The Home, raggiunge direttamente l’abitazione e garantisce la stabilità necessaria per collegare dispositivi, sistemi cloud e personale sanitario. Nel settore della telemedicina, la qualità della connessione è particolarmente importante. L’invio continuo dei dati, il monitoraggio remoto e il funzionamento delle applicazioni avanzate richiedono infatti una rete affidabile, capace di sostenere lo scambio di informazioni senza interruzioni.
“Quando si parla di fibra ottica si pensa spesso alla velocità di navigazione. In realtà, casi come questo mostrano come le reti FTTH possano diventare un vero e proprio fattore abilitante per l’innovazione sanitaria“, ha sottolineato Stefano Mazzitelli, direttore commerciale di Open Fiber. La possibilità di collegare in tempo reale pazienti, medici e dispositivi può favorire lo sviluppo di modelli di assistenza più accessibili e continui, portando alcuni trattamenti direttamente nelle abitazioni.
Il progetto apre prospettive più ampie per l’assistenza sanitaria a distanza. La riabilitazione visiva costituisce un esempio concreto di come telemedicina e infrastrutture digitali possano essere integrate per avvicinare le cure ai pazienti. Il modello potrebbe risultare particolarmente utile nei territori lontani dai principali centri sanitari o per le persone che incontrano difficoltà negli spostamenti. La possibilità di trasferire una parte della terapia a domicilio può ridurre le distanze e facilitare l’accesso a trattamenti specialistici. La collaborazione tra Fondazione Chiossone, Linari Medical e Open Fiber unisce così competenze sanitarie, tecnologia medica e infrastrutture di rete. Il risultato è un sistema nel quale la fibra ottica non viene utilizzata soltanto per navigare o comunicare, ma diventa uno strumento per assicurare continuità alle cure e migliorare l’autonomia dei pazienti.

