Lega, Salvini spiazza tutti dal palco di Pontida
Nel finale del suo intervento conclusivo a Pontida, il leader della Lega Matteo Salvini ha colto tutti di sorpresa- e al contrario di quanto detto a La Piazza di Affaritaliani poco meno di un mese fa: “La dimensione del partito non è in discussione“- ha deciso di convocare un Congresso straordinario del Carroccio per ottobre. Una mossa non condivisa preventivamente nemmeno con i fedelissimi, arrivata al termine di un discorso di mezz’ora accolto da applausi e striscioni di sostegno. Il segretario della Lega tornerà quindi al Congresso per chiedere se ha ancora la fiducia della sua “famiglia” politica, e lo farà chiedendo un voto per alzata di mano.
Leggi qui l’intervista di Salvini a La Piazza 2026 di Affaritaliani
Cos’è un Congresso straordinario
Ma che cos’è e come funziona un Congresso? Il Congresso Federale è l’organo che, secondo lo statuto della Lega, elegge il Segretario Federale e gli altri membri del Consiglio Federale. Il testo prevede che venga convocato dal Segretario Federale in via ordinaria ogni quattro anni, oppure in via straordinaria su richiesta della maggioranza dei membri del Consiglio Federale o dello stesso Segretario. Le delibere si assumono a maggioranza dei presenti. Non è lo statuto a stabilire in automatico se un congresso straordinario sarà “elettivo” (con elezione di un nuovo segretario, aperta anche a candidature alternative) o solo “programmatico” (una ratifica della linea politica in corso). Questa scelta spetta al Consiglio Federale, che infatti si riunisce oggi per definire tempi e modalità dell’assise di ottobre. Se il congresso sarà elettivo, Salvini dovrebbe presentarsi “dimissionario” davanti ai delegati, aprendo tecnicamente la porta a una candidatura alternativa alla segreteria. Se sarà invece programmatico, si limiterà a un voto di fiducia sulla linea politica attuale, la strada che lo stesso Salvini ha lasciato intendere di preferire, avvertendo che “la prima voce fuori posto dovrà spiegare ai militanti perché continua a fare il gioco della sinistra”.
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Il Congresso del 2019
L’annuncio arriva dopo mesi in cui l’ala, rappresentata soprattutto dai governatori Luca Zaia (Veneto), Attilio Fontana (Lombardia), Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) e Maurizio Fugatti (Trentino), chiede un partito più “federale” – diviso idealmente in tre anime, Nord-Centro-Sud – e un ritorno ai temi originari di autonomia e federalismo. Il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, esponente della stessa area, ha accolto la convocazione come “l’occasione giusta” per portare quelle istanze nella sede statutaria appropriata. Un altro congresso straordinario, quello di fine 2019, aveva già segnato una svolta identitaria per il partito: fu in quell’occasione che venne concesso l’uso del simbolo storico della Lega Nord – il guerriero Alberto da Giussano – accanto al marchio “Lega per Salvini Premier”.


