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Perché le PMI puntano sulla digitalizzazione

Il primo step per potersi muovere verso la tecnologia? Uno dei segnali più concreti della trasformazione digitale di un’impresa riguarda la gestione finanziaria quotidiana e da qui emerge un dato interessante

Perché le PMI puntano sulla digitalizzazione

Digitalizzazione, le PMI italiane accelerano ma l’Italia resta al 21esimo posto in Europa

Dal 2020 in avanti la digitalizzazione è diventata ufficialmente parte integrante delle piccole e medie imprese italiane che hanno dovuto muoversi velocemente, per restare competitive e adeguarsi agli altri standard europei. Dalla vendita online alla gestione economica, sono diversi gli step che le attività hanno intrapreso per diventare un punto di riferimento tecnologico. Nonostante il passo in avanti, come riportato dal report di Webidoo, l’Italia non è ancora tra gli esempi virtuosi d’Europa: si classifica infatti al 21esimo posto. Pur migliorando rispetto al 2024, siamo ancora lontani dai Paesi che guidano la transizione.

L’Italia si digitalizza ma con lentezza

Perché l’Italia non brilla rispetto ad altre nazioni? Non si tratta di volontà ma di percezione del costo e di mancanza di competenze interne aggiunte a una resistenza al cambiamento. Le PMI, spesso a conduzione familiare, associano la digitalizzazione a investimenti enormi, rischi elevati e processi lunghi ma la realtà è un’altra. Chi ha già avviato un percorso strutturato di trasformazione digitale ha registrato un aumento di produttività fino al 25% con costi operativi scesi.

Il problema dei talenti

Un aspetto che viene spesso sottovalutato è che le PMI che non investono nel digitale non stanno acquisendo le risorse giovani e i talenti tra le nuove leve. La Generazione Z, ormai pronta a entrare nel mercato del lavoro, punta a strumenti che funzionino, ambienti moderni e processi snelli che stiano al passo con la propria formazione.

La digitalizzazione parte dalla gestione finanziaria quotidiana

Il primo step per potersi muovere verso la tecnologia? Uno dei segnali più concreti della trasformazione digitale di un’impresa riguarda la gestione finanziaria quotidiana e da qui emerge un dato interessante: sempre più PMI italiane stanno abbandonando i conti bancari tradizionali in favore di soluzioni business nate per il digitale. Il conto aziendale online Tot con IBAN italiano è uno degli esempi più rappresentativi. Pensato per le PMI, permette di gestire pagamenti (inclusi F24, PagoPA e Ri.Ba.) senza commissioni sulle operazioni in entrata e in uscita, sia da desktop che da app mobile.

Le carte aziendali si creano e si configurano in autonomia, con budget giornalieri e mensili modificabili in tempo reale. Le note spese dei dipendenti si gestiscono direttamente dall’app. Le fatturazione elettronica è integrata e le fatture ricevute si possono pagare con un click, senza passare da un sistema all’altro. Tot rappresenta dunque una risorsa davvero preziosa per le aziende e per chi le gestisce, che può risparmiare moltissimo tempo prezioso e contare su un servizio efficiente e moderno. 

Gli altri step importanti

Un altro step importante, per chi vuole imboccare questa strada, è fare chiarezza su cosa si ha e cosa manca: quali strumenti si usano, dove si perdono tempo e risorse, dove si accumulano errori. Un audit interno, anche semplice, aiuta a comprendere le priorità senza disperdere il budget su tutto. Da lì si costruisce una strategia che parta dagli ambiti con il maggiore impatto immediato: vendite, marketing, gestione finanziaria, logistica. E si procede per passi. La digitalizzazione europea è in atto e le attività italiane non possono permettersi di restare indietro; serve un piano concreto e l’utilizzo di alcuni bonus come i bandi per la digitalizzazione che tramite incentivi nazionali e regionali danno il supporto necessario per poter evolvere.