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Poste Italiane, TG Poste: Marco Balich racconta la visione dei Giochi di Milano Cortina 2026
Marco Balich: "Abbiamo pensato che nel 2026 ci fosse bisogno di un’iniezione di generosa umanità"

Poste Italiane, TG Poste: il direttore creativo dei Giochi Marco Balich racconta il lavoro creativo e la visione della cerimonia di Milano Cortina 2026
A poche ore dalla cerimonia di apertura delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, Poste Italiane dedica un approfondimento speciale nel TG Poste al racconto di uno degli appuntamenti più attesi a livello internazionale. Ospite dell’intervista è Marco Balich, direttore creativo dei Giochi, chiamato a ideare una cerimonia destinata a essere osservata dal mondo intero.
Balich racconta la responsabilità e il significato di progettare un evento di portata globale, sottolineando come la cerimonia del 2026 nasca dalla consapevolezza del contesto storico e geopolitico attuale. "Abbiamo pensato che nel 2026 ci fosse bisogno di un’iniezione di generosa umanità", spiega, evidenziando la scelta di mettere al centro non la dimensione del Paese, ma la forza dei valori che può esprimere.
Nel confronto con grandi potenze come Cina, Russia, Stati Uniti o Brasile, l’Italia sceglie una narrazione diversa, fondata sulle emozioni e sull’elemento umano. Al centro del racconto, secondo Balich, ci saranno soprattutto gli atleti, definiti "la vera anima di questo magnifico spettacolo", capaci di incarnare sacrificio, talento e condivisione.
"Il direttore creativo sottolinea anche la dimensione personale di un progetto che ha richiesto un impegno totale negli ultimi anni, auspicando di poter presto ritrovare maggiore spazio per la famiglia. Ma l’obiettivo principale resta uno: far sì che il pubblico si riconosca nella cerimonia. «Vorrei che la gente si sentisse orgogliosa di essere italiana, rappresentata e partecipe", afferma Balich.
La cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026, conclude Balich, intende lanciare un messaggio chiaro: un messaggio di pace e di umanità condivisa, capace di parlare non solo agli spettatori presenti, ma a un pubblico globale chiamato a guardare oltre lo sport.
