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UniCredit, al via l’Osservatorio PMI del Sud: il 54,3% delle imprese aumenta il fatturato 

Natali (UniCredit): “L’Osservatorio ci consente di misurare ciò che emerge dal confronto quotidiano con gli imprenditori. Esprime un trend solido e un sentiment positivo sul futuro del nostro tessuto imprenditoriale”

UniCredit, al via l’Osservatorio PMI del Sud: il 54,3% delle imprese aumenta il fatturato 

UniCredit, nasce l’Osservatorio PMI del Sud in collaborazione con Svimez e Confindustria Campania Piccola Industria: il 54,3% delle imprese aumenta il fatturato

UniCredit, al via l’Osservatorio PMI del Sud: il 54,3% delle imprese aumenta il fatturato 
UniCredit, al via l’Osservatorio PMI del Sud: il 54,3% delle imprese aumenta il fatturato 

Fotografare lo stato di salute delle PMI del Mezzogiorno e capire come stanno cambiando strategie, investimenti e capacità competitiva. È l’obiettivo dell’Osservatorio PMI del Sud, nato dalla collaborazione tra UniCredit, Svimez e Confindustria Campania Piccola Industria. La rilevazione ha coinvolto 707 imprese appartenenti a undici filiere produttive e analizza direttamente dal punto di vista delle aziende l’evoluzione di attività, occupazione, innovazione e investimenti. I risultati emergono dal Forum dei Territori di UniCredit, che riunisce imprese, istituzioni, associazioni di categoria, università ed esperti.

I dati più rilevanti dell’Osservatorio mostrano aspettative prevalentemente espansive: il 54,3% delle imprese registra un aumento del fatturato negli ultimi dodici mesi, il 50,4% prevede una crescita della produzione e il 51,9% si attende un incremento degli addetti. Ancora più significativo è il dato sulle difficoltà incontrate dalle aziende: il 27,6% indica i costi dell’energia e delle materie prime tra i principali ostacoli alla propria attività e il 26,6% la difficoltà di reperire manodopera, mentre soltanto il 12,2% segnala una carenza di domanda da parte del mercato.

È uno degli elementi più rilevanti emersi dalla rilevazione: per una parte significativa delle PMI osservate, la criticità non è prioritariamente la scarsità di ordini, ma la capacità di produrre a condizioni competitive e di reperire le persone necessarie per sostenere l’attività. Un cambiamento particolarmente evidente nelle imprese di maggiore dimensione: tra quelle con almeno 50 addetti, il 61,5% registra un aumento del fatturato, il 62,3% prevede una crescita della produzione e il 63,8% un incremento dell’occupazione

L’Osservatorio nasce proprio per approfondire queste trasformazioni attraverso una lettura periodica e diretta delle PMI del Sud, integrando consuntivi, giudizi correnti e aspettative e consentendo di analizzare le differenze tra territori, dimensioni aziendali e filiere produttive. La rilevazione, condotta tra giugno e luglio 2026, interessa undici comparti: costruzioni, agribusiness, automotive, sistema moda, sistema casa, commercio, turismo, chimicafarmaceutica, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, economia del mare e aerospazio e aeronautica. La ripetizione periodica dell’indagine consentirà di costruire indicatori specifici sul clima delle PMI del Sud e seguirne l’evoluzione nel tempo. 

La lettura per filiere mette già in evidenza differenze significative. Il comparto delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione registra il climapiù favorevole: il 73,1% delle imprese aumenta il proprio fatturato considerando una crescita della produzione e il 76,9% prevede nuove assunzioni. Nell’automotive circa il 65% stima unamaggiore produzione e il 61,8% un incremento degli occupati. Nelle costruzioni, invece la difficoltà nel reperire manodopera sale al 38,3%, diventando il principale vincolo alla crescita del comparto.

Anche la dimensione aziendale emerge come uno dei fattori che maggiormente incidono sulla capacità di competere. Oltre alle migliori aspettative su fatturato e occupazione, le aziende più strutturate mostrano livelli più elevati di digitalizzazione, innovazione e presenza sui mercati internazionali. L’Innovation Index passa infatti dai 18,4 punti delle microimprese ai 44,6 punti delle aziende tra 100 e 149 addetti. Sul digitale la progressione è altrettanto evidente: dai 44,1 punti delle microimprese si passa ai 52,4 delle aziende con 50-99 addetti e ai 57,8 punti della fascia 100-249

Sul fronte dell’internazionalizzazione, il 31,1% delle aziende del campione realizza una quota di fatturato all’estero, mentre il 7,2% supera il 30% dei ricavi sui mercati internazionali. Anche in questo caso la dimensione rappresenta uno spartiacque: l’Export Index sale da 26,4 punti nelle microimprese fino a 52,6 punti nella fascia tra 100 e 149 addetti. Tra le filiere con maggiore vocazione internazionale emergono sistema moda, agribusiness, sistema casa e chimica-farmaceutica. 

Accanto ai segnali di crescita, l’Osservatorio individua dunque le aree sulle quali si concentrerà la competitività dei prossimi anni: capacità di aumentare la dimensione aziendale, disponibilità di competenze, innovazione proprietaria, digitalizzazione e maggiore presenza sui mercati internazionali. Sul lavoro emergono anche elementi di stabilità: nel 69,4% delle PMI analizzate, i contratti a tempo determinato rappresentano meno del 20% dell’organico e, nell’86% delle aziende, lo scarto retributivo tra uomini e donne a parità di ruolo, è inferiore al 5%

La fotografia delle imprese si inserisce in una fase nella quale il Sud sta attirando una quantità rilevante di risorse. Nell’ambito della ZES Unica, gli investimenti attivati superano i 9 miliardi di euro, che si stima genereranno circa 25 mila nuovi posti di lavoro. I nuovi insediamenti rappresentano il 45% delle autorizzazioni, assorbono il 65% delle risorse mobilitate e generano il 55% delle ricadute occupazionali. La sfida è trasformare questa capacità di attrarre capitali in un rafforzamento permanente del tessuto produttivo, aumentando produttività, dimensione delle aziende e qualità dell’occupazione.

La capacità di attrarre risorse è un indicatore importante, ma la misura decisiva sarà la qualità degli effetti che sapranno produrre nel tempo. Il Meridione dispone di energie imprenditoriali che possono contribuire in misura crescente alla competitività dell’Italia e dell’Europa. Occorre creare le condizioni perché i capitali raggiungano i progetti migliori, favorendo produttività, innovazione e aziende in grado di acquisire scala. È su questo terreno che un sistema bancario solido ed efficiente può esercitare pienamente la propria funzione nell’economia”, dichiara Pier Carlo Padoan, Presidente di UniCredit.

“Le imprese del Mezzogiorno stanno dimostrando una forte propensione a investire nel proprio futuro. Oggi le esigenze del sistema produttivo vanno oltre il tradizionale accesso al credito e riguardano la capacità di sostenere percorsi di innovazione, crescita, apertura a nuovi mercati e rafforzamento competitivo. In questo contesto, UniCredit conferma il proprio ruolo di partner strategico per lo sviluppo dei territori, mettendo a disposizione competenze, soluzioni e risorse per accompagnare le imprese nelle diverse fasi della loro evoluzione e favorire una crescita duratura dei territori”, sottolinea Remo Taricani, Deputy Head of Italy di UniCredit.

L’Osservatorio ci consente di misurare ciò che emerge dal confronto quotidiano con gli imprenditori. Esprime un trend solido e un sentiment positivo sul futuro del nostro tessuto imprenditoriale. D’altro canto fa emergere sfide strategiche rilevanti legate ai costi energetici, al disallineamento fra domanda e offerta di lavoro, un gap significativo sull’adozione dell’AI, sull’innovazione, su inclusione e parità di genere. Come UniCredit, continueremo a impegnarci con la massima energia per supportare la crescita sostenibile delle PMI e delle filiere strategiche del nostro territorio”, afferma Ferdinando Natali, Regional Manager Sud di UniCredit.

“Parte la prima edizione dell’Osservatorio sulla Competitività del Sud, un laboratorio permanente dedicato all’analisi delle dinamiche economiche e industriali della grande macro‑area del nostro paese. L’iniziativa mette al centro le imprese, in particolare le PMI, che rappresentano una componente essenziale del PIL del Sud. L’Osservatorio offrirà indicazioni sulle proposte di politica industriale necessarie per rafforzare e sviluppare il tessuto produttivo, in un contesto in cui il Sud nel Mediterraneo assume un ruolo sempre più strategico nello scenario europeo. Le direttrici individuate puntano sulla crescita dimensionale delle imprese, condizione indispensabile per investire in innovazione, capitale umano e sostenibilità, mantenendo un ruolo centrale nelle filiere e nelle supply chain del Made in Italy”, evidenzia Anna Del Sorbo,Presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Campania e Vice Presidente nazionale di Piccola Industria Confindustria

L’Osservatorio affianca ai dati macroeconomici una lettura diretta delle scelte e delle difficoltà delle Pmi. La survey mostra che circa un terzo del campione ha un’elevata capacità di adattamento e internazionalizzazione, innovazione e transizione ecologica con imprese leader concentrate in filiere strategiche meridionali come Ict, agroalimentare, aerospazio e farmaceutica. La sfida è diffondere questi modelli organizzativi a tutto il tessuto delle Pmi del Sud, per consolidare i progressi registrati dal sistema economico meridionale negli ultimi anni”, osserva Luca Bianchi, Direttore Generale di SVIMEZ.

Il Forum mette a confronto le prospettive delle istituzioni e del sistema produttivo attraverso gli interventi di Giosy Romano, Capo Dipartimento per il Sud e Coordinatore della Struttura di Missione ZES Unica; Vittorio Genna, Presidente dell’Unione Industriali Napoli; Fausto Bianchi, Presidente Nazionale Piccola Industria Confindustria; e Mario Aprile, Presidente di Confindustria Bari e BAT. Modera Filomena Buonocore, Professoressa dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope.

Il confronto con le aziende porta invece al centro esperienze concrete di innovazione, sostenibilità, internazionalizzazione e trasformazione dei modelli produttivi. Moderato da Ferdinando Natali, vede la partecipazione di Laura Caputo, Sales & Operations Director di O.M.P.M.; Antonia Trucillo, Head of Coffee Sourcing di Caffè Trucillo – Cesare Trucillo SpA; Deborah Valente, CEO del Gruppo Valentour Incoming; e Andrea Cristini, CEO & Founder di Vexuvo & Greenergy Group.

Il Forum dei Territori diventa così il primo momento pubblico di confronto sui risultati dell’Osservatorio PMI Region Sud e sulle condizioni necessarie per accompagnare l’evoluzione del sistema produttivo: imprese in grado di acquisire maggiore dimensione, filiere capaci di moltiplicare gli effetti degli investimenti, competenze coerenti con i nuovi fabbisogni, maggiore capacità di innovazione e apertura ai mercati internazionali, con la finanza a sostegno dei progetti con più solide prospettive di sviluppo.